Caso legale:
Importante risultato ottenuto in favore di una contribuente che, pur avendo cessato l’attività da anni, si era vista mantenere attiva la posizione nella Gestione Commercianti INPS, con conseguente accumulo di debiti inesistenti.
Inoltre, nel tempo, ritenendo di essere obbligata, la contribuente aveva già versato oltre 29.000 euro a titolo di contributi IVS non dovuti, tra pagamenti diretti e riscossione coattiva.
A fronte di una nuova intimazione di pagamento, è stato quindi proposto ricorso dinanzi al Tribunale di Modena, evidenziando un punto fondamentale: in assenza di attività commerciale, non può esistere alcun obbligo contributivo, anche se la posizione risulta formalmente ancora aperta.
A seguito dell’azione giudiziale, l’INPS ha completamente rivisto la propria posizione, disponendo:
* la cessazione retroattiva della posizione a giugno 2013;
* lo sgravio integrale dei contributi richiesti dal 2013 al 2024, per oltre 46.000 euro;
* l’avvio delle procedure per la restituzione delle somme indebitamente versate, pari a circa 29.000.
Un risultato di particolare rilievo: non solo è stato eliminato un debito rilevante, ma è stato anche riconosciuto il diritto della contribuente a riottenere quanto pagato senza alcun presupposto.
Questo caso dimostra come, anche dopo anni, sia possibile azzerare debiti INPS illegittimi e recuperare le somme versate, a condizione di intervenire con una difesa tecnica mirata.