L'Avvocato Piombino ha un'esperienza ultra ventennale in materia penale e in particolare per reati tributari, fallimentari, intestazioni fittizie, corruzione, edilizi, truffe ai danni dello Stato, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Tali reati prevedono spesso l'adozione di sequestri preventivi o per equivalente. La successiva adozione di provvedimenti di sequestro per equivalente, o finalizzati alla confisca allargata o di sequestro di prevenzione patrimoniale rientrano nell’assistenza in giudizio in una materia che richiede alta specializzazione.
Informazioni generali
Avvocato con esperienza ultraventennale in materia di confische e sequestri (di prevenzione, per equivalente, 240 bis) connessi a diverse tipotologie di reati; autore di scritti e monografia in materia. Laureato con 110/110 e Specializzato in "Diritto dell'Unione europea" con 50/50 presso l'Università "Federico II^ di Napoli". L'esperienza professionale è stata conseguita in rilevanti processi: MOSE di Venezia, corruzione atti giudiziari, reati tributari per indebite compensazioni IVA o per operazioni soggettivamente inenistenti, reati di bancarotta. Potete verificare dal Profilo gli ambiti in cui viene prestata l'assitenza legale.
Esperienza
I reati di truffa, falso, estorsione e usura sono stati oggetto di intervento da parte dello Studio legale sia in favore degli imputati, sia in favore delle persone offese attraverso la richiesta di sequestri conservativi del patrimonio dell'autore del reato. Recentemente il fenomeno delle truffe online è stato particolarmente attenzionato sebbene si consigli di intervenire solo per danni di apprezzabile rilevanza. I falsi (testamenti, scritture private) sono reati spesso connessi a truffe o appropriazioni indebite e nella materia è stata conseguita una specifica esperienza giudiziaria.
Lo Studio legale segue i casi di risarcimento danni connessi a: 1) malasanità; 2) sinistri stradali per omicidio colposo e GRAVI danni alle persone con perdita di chance lavorative; 3) lesioni o decessi da infortunio su lavoro. E' possibile richiedere una consulenza medico-legale preventiva per verificare le condizioni per il quantum del risarcimento. Il danneggiato o gli eredi della vittima saranno seguiti con competenza e sensibilità e saranno sempre aggiornati sull'iter della trattativa risarcitoria o del giudizio.
Altre categorie
Malasanità e responsabilità medica, Cassazione, Diritto assicurativo, Edilizia ed urbanistica, Sicurezza ed infortuni sul lavoro.
Credenziali
Assistenza per reati di bancarotta e tributari (indebite compensazioni Iva, dichiarazioni infedeli, operazioni soggettivamente inesistenti) - P&R Avvocati
Dal 1/2000 - lavoro attualmente quiL’attività professionale dell’Avvocato Rosario Piombino, in questo specifico caso, si è concentrata sulla difesa di un amministratore di una società cooperativa di trasporti, coinvolto in un complesso processo per reati di natura fiscale. Riassunto dei reati contestati e della strategia difensiva adottata, scritto con criteri SEO per facilitarne la comprensione: I Reati Contestati: Frode Fiscale e Fatturazione Inesistenti. Il caso riguarda la violazione della normativa sui reati tributari, nello specifico l'**emissione di fatture per operazioni inesistenti** (art. 8 d.lgs. 74/2000). Le accuse si dividono in due tipologie principali: **Operazioni "soggettivamente" inesistenti**: l'accusa ipotizzava che la società amministrata dall'imputato fosse solo uno schermo fittizio (una "cartiera") creata per conto di un'altra azienda leader nel settore dei trasporti, al fine di consentire a quest'ultima di evadere le tasse (IVA e imposte dirette). **Operazioni "oggettivamente" inesistenti**: in alcuni passaggi delle sentenze di merito, l'accusa è stata interpretata come se i viaggi e i trasporti fatturati non fossero mai avvenuti nella realtà. La Linea Difensiva dell'Avvocato Piombino La strategia difensiva si è sviluppata su diversi fronti tecnici e di merito, mirano a dimostrare l'effettiva operatività dell'azienda e il rispetto del diritto alla difesa: 1. **L'Autonomia dell'Azienda**: Il difensore ha prodotto una vasta documentazione per dimostrare che la società non era una scatola vuota, ma una realtà solida e indipendente. Tra le prove presentate figurano: * La proprietà di una flotta di **28 trattori, 11 motrici e 7 semirimorchi**. * L'assunzione regolare di oltre **30 dipendenti**. * L'esistenza di rapporti commerciali con numerose aziende diverse da quella principale coinvolta nell'inchiesta. * Il pagamento regolare di carburante, pedaggi e spese di gestione, che confermano l'effettivo svolgimento dei viaggi. 2. **Assenza di Ritorno di Denaro**: Un punto chiave della difesa è stato evidenziare che, a differenza di altre società coinvolte, non vi è mai stata una "retrocessione" di denaro verso l'azienda committente. I pagamenti ricevuti servivano esclusivamente a coprire i costi di gestione della cooperativa. 3. **Contestazione del Mutamento dell'Accusa**: L'Avvocato ha sollevato un'importante eccezione riguardante il "principio di correlazione tra accusa e sentenza". In sintesi, la difesa ha sostenuto che l'imputato è stato condannato per un fatto diverso da quello per cui era stato processato: mentre l'accusa parlava di "società fittizia", i giudici hanno motivato la condanna parlando di "viaggi mai avvenuti". Questo mutamento avrebbe impedito alla difesa di presentare le prove specifiche per dimostrare che ogni singolo trasporto fosse reale. 4. **Carenza di Motivazione**: La linea difensiva ha denunciato il fatto che i giudici di primo grado avrebbero ignorato o non valutato adeguatamente le prove documentali e testimoniali presentate, violando i principi costituzionali del giusto processo. In conclusione, la difesa ha puntato a smontare l'immagine di una frode organizzata, rivendicando la dignità imprenditoriale dell'assistito e il suo ruolo di amministratore reale e non "di facciata".
Difensore nei casi di sequestri e di confische di prevenzione, per equivalente o per sproporzione. - P&R Avvocati
Dal 1/2000 - lavoro attualmente quiL'Avvocato Piombino segue diverse procedure di prevenzione patrimoniale con sequestri di beni, sia a carico di persone condannate che nei confronti dei più stretti familiari. L'esperienza giudiziaria è connessa a reati lucro-genetici contestati con contemporanee richieste di sequestri per equivalente ai fini della confisca per equivalente o per la confisca allargata.
P&R Avvocati - Coautore della pubblicazione "L'Arcipelago delle Confische"
Confisca di prevenzione a carico di condannato per bancarotta e usura e confisca a carico di moglie e figli.L'Avvocato Piombino si è occupato più volte di misure di prevenzione patrimoniale emesse nei confronti di soggetti condannati per reati ritenuti fonte di accumulazione di ricchezza intervenendo dinanzi alle sezioni specializzate delle misure di prevenzione sia in favore del diretto interessato che a tutela dei familiari ritenuti terzi intestatari fittizi. Attraverso l'ausilio di un consulente contabile e con la produzione documentale fornita dagli interessati sono stati ottenuti dissequestri totali o parziali in relazione a posizioni finanziarie o a beni immobili.
P&R Avvocati - Bancarotta fallimentare
Indebite compensazioni IVA, sovrafatturazione, estero-vestizione, fatturazione soggettivamente inenistente, infedele dichiarazione.Assoluzione in materia di Bancarotta Fraudolenta: Il Caso della Cooperativa Torinese Il diritto penale fallimentare richiede prove rigorose e non meri indizi per sostenere un’accusa di bancarotta. Recentemente, il Tribunale di Torino (Sezione IV Penale) si è pronunciato su un complesso caso di presunte distrazioni patrimoniali e documentali, concludendo con una sentenza di assoluzione piena per l'ex amministratore di una società cooperativa operante nel settore dei trasporti. Vediamo nel dettaglio i fatti contestati, la strategia difensiva dell'Avv. Rosario Piombino e le motivazioni giuridiche che hanno portato al proscioglimento dell'imputato. I Fatti Contestati: Le Accuse di Bancarotta Patrimoniale e Documentale L'imputato era stato rinviato a giudizio per due fattispecie di reato ex artt. 216 e 223 R.D. 267/42: 1. Capo A (Bancarotta Patrimoniale): L’accusa sosteneva che l'imputato avesse distratto dalle casse sociali circa 1,3 milioni di euro. Nello specifico, si contestavano: o Prelevamenti per scopi non sociali per oltre 999.000 euro. o Un acquisto fittizio di automezzi per 227.000 euro. o L’emissione di assegni non giustificati per 128.000 euro. o La distrazione di un immobile a favore del coniuge. 2. Capo B (Bancarotta Documentale): Si contestava la sottrazione o distruzione dei libri e delle scritture contabili, tale da non permettere la ricostruzione del patrimonio sociale. La Linea Difensiva dell'Avvocato Rosario Piombino La strategia difensiva dell'Avv. Rosario Piombino si è concentrata sulla decostruzione del compendio indiziario, ritenuto "lacunoso" e "privo dei caratteri di gravità e precisione". I punti cardine della difesa sono stati: • Insussistenza del nesso distrattivo: La difesa ha dimostrato che i volumi d'affari della società giustificavano ampiamente le uscite monetarie (spese per carburante, fornitori e dipendenti), e che non vi era prova che tali somme fossero state destinate a fini personali. • Efficacia del giudicato esterno: Per l'acquisto degli automezzi, l'Avv. Piombino ha richiamato una precedente sentenza di assoluzione già passata in giudicato, che aveva escluso la falsità delle fatture. • Contestazione della qualifica di "Amministratore di Fatto": La difesa ha smontato l'ipotesi che l'imputato continuasse a gestire l'azienda dopo le dimissioni, provando che gli atti compiuti (come la presenza dal notaio per la vendita dell'immobile) erano riconducibili a legami familiari e non a poteri gestori. • Assenza di disponibilità dei documenti: Riguardo alla bancarotta documentale, è stato evidenziato che le scritture erano state sequestrate e poi riconsegnate a soggetti terzi, rendendo impossibile per l'imputato la loro tenuta o consegna. Le Motivazioni dell’Assoluzione del Tribunale di Torino Il Collegio giudicante, presieduto dal Dott. Ricciardi, ha accolto integralmente le tesi difensive, assolvendo l'imputato con le seguenti motivazioni: 1. Mancanza di prova sulla natura delle distrazioni Il Tribunale ha rilevato che le indagini erano state "incomplete e remote nel tempo". Senza accertamenti bancari mirati, non si può presumere la distrazione sol perché la contabilità è irregolare. In un'azienda di trasporti, esborsi ingenti sono fisiologici per l'attività d'impresa. 2. Trasparenza nella cessione dell'immobile Sulla vendita della casa alla moglie, il Tribunale ha sottolineato come lo stesso Commissario Liquidatore non avesse ravvisato gli estremi per un'azione revocatoria, segno che l'operazione non era avvenuta a prezzo irrisorio o in danno dei creditori. 3. Carenza di prove sulla gestione "di fatto" L'accusa di aver operato come amministratore ombra è caduta poiché i testimoni (funzionari di banca) hanno dichiarato di non conoscere l'imputato, confermando che questi non operava sui conti correnti della società dopo la fine del suo mandato ufficiale. 4. Responsabilità documentale esclusa Poiché l'imputato non aveva più la disponibilità materiale dei libri contabili (dissequestrati a favore di altri), non gli si può imputare il reato di bancarotta documentale per "non aver commesso il fatto". Conclusioni La sentenza (n. 656/25) riafferma un principio fondamentale: la bancarotta fraudolenta non può essere sanzionata sulla base del semplice "default" aziendale. Occorre la prova certa di atti volti a ledere gli interessi dei creditori. Grazie alla rigorosa analisi documentale e testimoniale condotta dalla difesa, l'imputato è stato assolto da ogni accusa perché il fatto non sussiste (Capo A) e per non aver commesso il fatto (Capo B).
P&R Avvocati - Annullamento confisca allargata in favore dei terzi
Quando la confisca colpisce i familiari del condannatoLa confisca per sproporzione prevista dall'articolo 240 bis cp prevede che quando vi è sproporzione tra il valore dei beni e la capacità patrimoniale del del condannato possono essere sequestrati anche i beni dei familiari che non hanno una capacità reddituale tale da giustificarne la disponibilità. Tale ipotesi di confisca è molto complessa e richiede un'attenta lettura di tutta la documentazione che gli interessati producono al giudice che spesso ne omette la lettura dettagliata con conseguente necessità di ricorrere per cassazione.
P&R Avvocati - Reati Fallimentari
Bancarotta documentale, per distrazione o per dissipazione.L'Avvocato Piombino ha seguito più vicente di bancarotta fraudolenta connesse ad ipotesi oggettivamente esistenti di reato ma anche ad altre ipotesi in cui all'imprenditore venivano contestate, in concorso, condotte molto risalenti nel tempo con i soggetti che si sono succeduti nelle cariche amministrative. In questi casi come nei casi in cui vi è stata un'impossibilità oggettiva di adempiere alle obbligazioni nascenti dalla carica il risultato è stato assolutorio.
"Specializzazione in Diritto dell'Unione Europea" conseguita con 50/50.
Università "Federico II" di Napoli - 1/2026La specializzazione in Diritto dell'Unione Europea è stata conseguita nel 1998 come ulteriore integrazione della formazione post-laurea presso la prestigiosa università di Napoli "Federico II" ed oggi consente di affrontare tutte le questioni giuridiche che possono avere una connessione europea o internazionale. Vengono pertanto seguiti i reati e i sequestri di competenza della della Procura europea e vengono redatti ricorsi Cedu nei casi che presentano evidenti violazioni della Convenzione sui Diritti dell'Uomo.
La confisca allargata e i diritti dei terzi intestatari.
Pubblicato su IUSTLABConfisca allargata e terzi intestatari: quando la prova della provenienza lecita revoca il sequestro Il confine tra fittizietà delle intestazioni e legittimo risparmio familiare rappresenta uno dei campi di battaglia più complessi nel diritto penale dell’economia. Una recente ordinanza della Corte di Appello di Napoli (Sez. I Penale) offre un’importante lezione tecnica su come la difesa possa scardinare le presunzioni di sproporzione patrimoniale, ottenendo la restituzione di beni immobili sottratti a terzi estranei al reato. Il Caso: Sequestro e "sproporzione" tra redditi e acquisti La vicenda trae origine da una sentenza di condanna irrevocabile emessa nei confronti di un soggetto per reati rientranti nel catalogo della cosiddetta "confisca allargata" (ex art. 12-sexies DL 306/92, oggi art. 240-bis c.p.). In base a tale normativa, l'autorità giudiziaria aveva disposto la confisca di diversi beni — tra cui veicoli e immobili — formalmente intestati ai familiari del condannato (coniuge e figli). Il presupposto del sequestro originario poggiava su tre pilastri logico-indiziari: Rapporto di parentela stretto e convivenza tra il condannato e i terzi intestatari. Incoerenza reddituale : le indagini della Guardia di Finanza evidenziavano che, negli anni dei singoli acquisti (2008-2013), i titolari apparenti non disponevano di redditi dichiarati sufficienti a giustificare gli esborsi. Presunzione di disponibilità di fatto : il giudice riteneva che i beni fossero in realtà nella piena disponibilità del condannato, fittiziamente "schermati" dietro i nomi dei propri familiari. La Linea Difensiva: Oltre i dati dell’Agenzia delle Entrate Il cuore del successo difensivo, guidato dal collegio difensivo tra cui l'Avv. Rosario Piombino, è risieduto nella capacità di ricostruire la storia economica del nucleo familiare non solo attraverso le dichiarazioni dei redditi ufficiali, ma tramite la prova documentale di flussi finanziari leciti e non soggetti a dichiarazione. I punti chiave della strategia difensiva sono stati: Contestazione del metodo di calcolo : La difesa ha dimostrato, tramite perizia tecnica, che il report degli inquirenti presentava inesattezze nel quadro ricostruttivo dei redditi. In particolare, è stata valorizzata l’esistenza di risorse finanziarie (come pensioni di invalidità e arretrati) che, pur incrementando la capacità di spesa, non risultavano nei modelli fiscali ordinari. Valorizzazione del risparmio pregresso : Contrariamente all'analisi "anno su anno" dell'accusa, la difesa ha provato l'accumulazione di capitali iniziata decenni prima (sin dal 1989), derivante da redditi previdenziali e risparmi di un'anziana congiunta (ora deceduta). Prova della "liberalità indiretta" : Per quanto riguarda l'immobile oggetto di revoca, la difesa ha dimostrato che l'acquisto non era frutto del reimpiego di proventi illeciti del condannato, bensì di una donazione ( inter vivos ) da parte della nonna ai nipoti. Tale acquisto era giustificato dall'abbattimento delle spese correnti della donna, che conviveva con la famiglia sin dal 1996, permettendole di accantonare la quasi totalità delle proprie entrate. La Decisione: Revoca e Restituzione La Corte di Appello di Napoli, accogliendo le tesi difensive, ha riconosciuto che la documentata accumulazione di redditi leciti rendeva congruo l'acquisto dell'immobile sito in via Giuseppe Garibaldi a Napoli. Il Collegio ha sottolineato come i terzi intestatari (i figli del condannato) fossero persone innocenti ed estranee al reato , concretamente danneggiate da una misura ablatoria che non teneva conto della reale provenienza del patrimonio. Di conseguenza, è stata ordinata la revoca parziale della confisca e l'immediata restituzione del bene ai legittimi proprietari. Riflessioni conclusive per i professionisti Questo provvedimento conferma che, in materia di misure di prevenzione e confisca allargata, la perizia tecnica e la ricostruzione storica dei flussi finanziari sono strumenti indispensabili. La difesa non deve limitarsi a giustificare il reddito del singolo anno, ma deve saper raccontare, "carte alla mano", l'economia reale di una famiglia per superare le presunzioni puramente statistiche dell'accusa.
Assoluzione per truffa ai danni dello Stato - Dissequestro dei beni.
Pubblicato su IUSTLABFinanziamenti PNRR e Reati Societari: Il Tribunale di Nola chiarisce i profili della Gestione "di Fatto" L’uso dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è oggi sotto la lente d’ingrandimento delle Procure italiane ed europee ( EPPO ). Una recente sentenza del Tribunale di Nola (Ufficio GIP-GUP), la n. 115/2026 , offre spunti di estremo interesse riguardo ai criteri necessari per attribuire la responsabilità penale a un presunto amministratore di fatto in presenza di contestazioni per truffa aggravata e riciclaggio. Il Caso: Truffa SIMEST e Malversazione di Erogazioni Pubbliche La vicenda trae origine da un’indagine della Guardia di Finanza su un finanziamento di 150.000,00 euro richiesto da una società (la.............. S.r.l. ) alla SIMEST S.p.A. per la partecipazione a fiere internazionali in Polonia. Secondo l’accusa, la società era priva di consistenza reale, operativa solo sulla carta e supportata da bilanci falsificati per ottenere indebitamente l’anticipo dei fondi (circa 75.000,00 euro). Le accuse mosse agli indagati includevano: Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.); Malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.); Autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.); Falsità nelle comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.). La Strategia Difensiva: Oltre la Semplice Delega Operativa Il fulcro del processo a carico di M.S. (indicato dall'accusa come amministratore di fatto) ha riguardato la dimostrazione dell'effettivo esercizio di poteri gestori. La difesa, guidata dall' Avv. Rosario Piombino , ha scardinato l'impianto accusatorio basandosi su tre pilastri fondamentali: 1. L’Inutilizzabilità delle Dichiarazioni dell'Amministratore Legale L'accusa poggiava in gran parte sulle dichiarazioni rese dal legale rappresentante della società (il cosiddetto "prestanome"), che aveva indicato il nostro assistito come il vero dominus della ditta. La difesa ha eccepito con successo l' inutilizzabilità di tali dichiarazioni ai sensi dell’ art. 220 disp. att. c.p.p. , in quanto rese alla Guardia di Finanza senza le garanzie difensive nonostante fossero già emersi indizi di reato a carico del dichiarante. 2. Assenza dei Requisiti di Amministratore di Fatto Per la giurisprudenza di legittimità, la qualifica di amministratore di fatto richiede un esercizio continuativo e significativo di poteri gestori. La difesa ha dimostrato che: La delega a operare su un conto corrente postale non era legata al conto dove erano transitati i fondi oggetto di truffa. L'utilizzo di una mail personale per l'attivazione di una firma digitale non prova la direzione strategica dell'impresa, potendo essere riconducibile a compiti meramente esecutivi o subordinati. 3. Mancata Percezione del Profitto Un elemento decisivo è stato il monitoraggio dei flussi finanziari. L'analisi analitica degli estratti conto ha evidenziato che il presunto amministratore di fatto non è risultato beneficiario delle somme distratte, che erano state invece ripartite tra l’amministratore legale e i suoi familiari. La Decisione: Sentenza di Non Luogo a Procedere e Dissequestro Il GUP del Tribunale di Nola, accogliendo integralmente le tesi dell' Avv. Rosario Piombino , ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere per M.S. con la formula "per non aver commesso il fatto" in relazione ai reati di truffa, malversazione e riciclaggio. Per quanto riguarda il reato societario (falso in bilancio), il Giudice ha dichiarato l'improcedibilità per difetto di querela , sottolineando come le condotte contestate rientrassero nelle ipotesi di lieve entità. Il Tribunale ha contestualmente ordinato la revoca del sequestro preventivo e la restituzione di tutte le somme e i beni ancora vincolati all'avente diritto, sancendo la totale estraneità del nostro assistito alle condotte distrattive contestate. Sei coinvolto in un'indagine per reati finanziari o indebita percezione di fondi PNRR? La corretta qualificazione del ruolo gestionale è fondamentale per la difesa. Contatta lo Studio Legale per una consulenza tecnica specializzata.
P&R Avvocati - Risarcimento del danno a seguito di omicidio colposo da incidente stradale.
Costituzione di parte civile in processi penali e successiva azione civileLo Studio legale si è costituito parte civile in un caso di INVESTIMENTO PEDONALE con esito purtroppo mortale. L'assistenza è stata prestata in favore degli eredi della vittima mediante un'attenta comunicazione sul piano della sensibilità e conseguendo un risarcimento danni prossimo al massimo previsto dalle tabelle del danno da perdita parentale. In altri giudizi aventi ad oggetto la colpa medica professionale contro alcune Aziende Sanitarie, l'assistenza è stata realizzata sia in sede penale che in sede civile (con accertamento tecnico preventivo e successivo giudizio con l'ausilio dell'Avvocato Giusy Rendina). Sono stati conseguiti risarcimenti danni con tutte le spese poste a carico delle Aziende Sanitarie ritenute responsabili. Siamo in grado di individuare consulenti medici di parte trasparenti e terzi che non hanno remore nel redigere relazioni a carico dei loro colleghi che hanno commesso errori e nei giudizi chiediamo SEMPRE che vengano nominati PERITI di altre Regioni per evitare condizionamenti tra i medici. Analoga esperienza professionale è stata conseguita in materia di omicidio colposo o gravi lesioni connessi a infortuni sul lavoro. In tutti i citati casi emergono sempre questioni giuridiche particolarmente complesse in ragione dell'intervento di più compagnie di assicurazione, della produzione di diverse consulenze tecniche di parte e della costituzione di diversi soggetti che tutelano le proprie posizioni processuali in contrasto con quella richiedente il danno. È richiesta pertanto una particolare esperienza di settore.
Patrocinante in causa da perdita di chance - P&R Avvocati
Dal 1/2024 al 1/2024L'avvocato Piombino si è occupato di grave sinistro a carico di giovane ragazzo che aveva superato i test di ingresso per l'Accademia Areonautica Militare a seguito del quale è risultato non idoneo. Oltre alla richiesta di risarcimento dei danni con personalizzazione massima è in corso una causa per perdita di chance.
Costitituzioni nei giudizi con eventi mortali - P&R Avvocati
Dal 1/2000 - lavoro attualmente quiLo Studio legale sie è occupato di tre casi di sinistri mortali sia in sede penale che nel successivo giudizio civile avente ad oggetto il risarcimento dei danni per i familiari. In queste tragiche vicende l'approccio comunicativo è improntato al massimo rispetto e nel contempo alla chiarezza nei confronti di genitori e figli. Lo Studio legale si avvale di esperti nella ricostruzione cinematica dei sinistri e di medici legali per la quantificazione del danno da perdita parentale.
Avvocato Senior per danni da mancata o errata diagnosi - P&R Avvocati
Dal 1/2024 al 1/2024Lo Studio Legale si è occupato di diversi casi di malasanità con esiti mortali o con gravi lesioni subite dagli assistiti. Le modalità operative prevedono, a tutela degli assistiti, una consulenza medico-legale preventiva per verificare i presupposti per agire in giudizio in modo da evitare eventuali azioni infondate con conseguente condanna alle spese. Pertanto, P&R Avvocati esegue uno screening preliminare come avvenuto nelle richieste di risarcimento danni a carico di numerose aziende sanitarie.
Esperienza nella individuazione della neglienza medica - P&R Avvocati
Dal 1/2024 al 1/2024Lo Studio si è occupato di molti casi in cui i pazienti hanno subito gravi danni e di tre fatti di omicidio colposo per i quali gli operatori sanitari sono stati condannati. In particolare, sono stati assistiti i familiari delle persone decedute per canalopatie cardiache, per gravi lesioni connesse al parto, per occlusioni intestinali non correttamente refertate o per tumori non correttamente evidenziati con esami strumentali che in alcuni casi sono stati prescritti con negligente ritardo. Eventi tragici seguiti con rispetto anche sul piano della comunicazione tra Avvocato e Assistiti.
Bancarotta per distrazione - Tribunale di Milano
Pubblicato su IUSTLABBancarotta Fraudolenta e Assoluzione: Il Caso del Tribunale di Milano e la Strategia Difensiva Vincente Il diritto penale fallimentare rappresenta uno degli ambiti più complessi del panorama giuridico italiano. Una recente sentenza del Tribunale Ordinario di Milano (Sezione 2 Penale) offre un importante spunto di riflessione sulle dinamiche del concorso in bancarotta fraudolenta e sull'importanza di una linea difensiva tecnica e rigorosa per ottenere l'assoluzione. In questo articolo analizzeremo le contestazioni della Procura di Milano e la strategia seguita dall’ Avvocato Rosario Piombino , che ha portato all'assoluzione dei suoi assistiti. Le Contestazioni della Procura di Milano: Condotte Addebitate L'indagine, nata da una complessa attività della Guardia di Finanza, riguardava il fallimento di diverse società (tra cui una S.r.l. operante nel settore degli allestimenti e una nel commercio di lamiere) utilizzate, secondo l'accusa, come veicoli per operazioni illecite. Le principali condotte contestate dalla Procura agli imputati includevano: Bancarotta Patrimoniale (Distrazione): L'accusa ipotizzava la sottrazione di ingenti somme di denaro (oltre 600.000 euro) e beni aziendali, tra cui un'autovettura di lusso e flussi monetari derivanti da affidamenti bancari, per scopi estranei all'interesse sociale. Bancarotta Documentale: La totale omissione o la falsificazione della contabilità sociale, tale da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari. Bancarotta Impropria da Reati Societari: La creazione di bilanci falsi (relativi agli anni 2009-2011) per indurre in errore gli istituti di credito e ottenere finanziamenti poi passati a sofferenza. Operazioni Dolose: L'utilizzo delle società fallite per operazioni di transito di fondi distratti da altre realtà aziendali e per frodi IVA comunitarie. La Linea Difensiva dell'Avvocato Rosario Piombino In questo scenario di gravi accuse, la posizione dei due imputati assistiti dall’ Avvocato Rosario Piombino appariva inizialmente critica, essendo stati indicati dalla Procura come beneficiari di retrocessioni di denaro contante e assegni circolari per un valore di circa 627.600 euro . La strategia difensiva dell'Avv. Piombino si è articolata su punti cardine che hanno permesso di scardinare l'impianto accusatorio: Assenza di Elemento Soggettivo: La difesa ha dimostrato che i propri assistiti non avevano consapevolezza della natura distruttiva delle operazioni rispetto al patrimonio della società fallita. Qualificazione dei Flussi Finanziari: È stato provato che le somme ricevute non costituivano una "distrazione" del patrimonio sociale della fallita stando alla reale dinamica degli accordi, ma facevano parte di un contesto operativo differente in cui gli imputati non avevano poteri gestori né responsabilità nelle decisioni amministrative della società milanese. Insussistenza del Fatto: Attraverso l'analisi rigorosa delle prove testimoniali e documentali, l'Avvocato Piombino ha sostenuto che le condotte addebitate non integrassero gli estremi del reato di bancarotta fraudolenta in concorso, chiedendo l'assoluzione perché "il fatto non sussiste". La Sentenza di Assoluzione del Tribunale di Milano Il Collegio Giudicante, accogliendo le tesi difensive dell'Avv. Piombino, ha pronunciato una sentenza di assoluzione per i due imputati. Mentre per altri soggetti coinvolti (ritenuti amministratori di fatto e principali artefici delle falsificazioni) è stata confermata la responsabilità penale, per gli assistiti dell'Avv. Piombino il Tribunale ha stabilito che "il fatto non costituisce reato" relativamente all'ipotesi di concorso nella bancarotta patrimoniale. Conclusione: L'importanza di una Difesa Specializzata Questo caso giudiziario sottolinea come, nei processi per reati fallimentari, la distinzione tra il ruolo di amministratore di fatto e quello di mero beneficiario o collaboratore esterno sia fondamentale. La capacità tecnica del difensore nel ricostruire i reali flussi di cassa e nel dimostrare l'assenza di dolo è l'unico strumento per tutelare efficacemente l'imputato dalle pesanti sanzioni previste dalla Legge Fallimentare.
Revoca della Demolizione ed Estinzione del Reato.
Pubblicato su IUSTLABIl Conflitto tra Ordine di Demolizione e Giudicato Amministrativo: Un Caso di Successo nella Revoca delle Sanzioni Edilizie Nel complesso panorama del diritto urbanistico italiano, il rapporto tra la giurisdizione penale e quella amministrativa rappresenta spesso un terreno di scontro interpretativo. Un caso emblematico, recentemente discusso dinanzi al GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha messo in luce la preminenza del giudicato amministrativo nel determinare le sorti di un immobile abusivo già oggetto di condono. Il Tentativo di Demolizione della Procura: Le Motivazioni dell'Ufficio Esecuzioni L'ufficio demolizioni della Procura della Repubblica ha insistito per l'esecuzione del ripristino dello stato dei luoghi basandosi su una rigorosa interpretazione dell'art. 31 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia). Secondo la tesi accusatoria: Acquisizione Automatica ( ope legis ): Il trascorrere di 90 giorni dalla notifica dell'ordine di demolizione senza che il privato abbia provveduto all'abbattimento comporterebbe l'acquisizione automatica del bene al patrimonio comunale. Difetto di Legittimazione: Poiché l'immobile sarebbe passato di proprietà al Comune allo scadere dei 90 giorni, il privato non avrebbe più avuto il titolo (la proprietà) per richiedere e ottenere un condono edilizio o un permesso in sanatoria. Autonomia del Giudice Penale: La Procura sosteneva che il giudice dell'esecuzione penale avesse il potere-dovere di verificare autonomamente la legittimità del titolo abilitativo, potendo disapplicarlo qualora ritenuto illegittimo, indipendentemente dalle decisioni del giudice amministrativo. La Strategia Difensiva dell'Avvocato Piombino: Il Valore del Giudicato La linea difensiva sostenuta dall'Avv. Rosario Piombino si è concentrata sulla necessità di preservare l'unicità dell'ordinamento giuridico e sulla natura della sanzione della demolizione. 1. La Struttura Bifasica del Procedimento di Acquisizione La difesa ha evidenziato come, secondo la giurisprudenza amministrativa consolidata, l'effetto traslativo della proprietà non sia istantaneo. È necessario un formale accertamento dell'inottemperanza che definisca l'oggetto dell'acquisizione e la perimetrazione dell'area. Nel caso di specie, l'inerzia del Comune aveva impedito il perfezionamento dell'acquisto da parte dell'Ente, lasciando il privato nella piena legittimazione a richiedere il condono. 2. L'Effetto Preclusivo del Giudicato Amministrativo Il punto cardine della difesa ha riguardato il rapporto tra le giurisdizioni. L'Avv. Piombino ha argomentato che: Se un Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) si è già pronunciato con sentenza passata in giudicato sulla validità del permesso in sanatoria e sulla legittimazione del richiedente, il giudice penale non può ignorare tale decisione. La valutazione della legittimità di un atto amministrativo da parte del giudice penale è preclusa laddove sullo specifico profilo sia intervenuta una sentenza irrevocabile del giudice amministrativo. 3. Incompatibilità della Sanzione Poiché l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa , esso deve essere revocato quando risulti assolutamente incompatibile con atti della Pubblica Amministrazione che abbiano sanato l'abusività. Un'esecuzione forzata in presenza di un condono valido e confermato da un giudice costituirebbe un atto "kafkiano" e illegittimo. Il Risultato: Revoca della Demolizione ed Estinzione del Reato L'articolata difesa ha portato il GIP a confermare l' ordinanza di revoca dell'ordine di demolizione . Il Giudice ha riconosciuto che: Il permesso di costruire in sanatoria era stato legittimamente rilasciato poiché la procedura di acquisizione comunale non si era mai conclusa. Il giudicato amministrativo esplica un effetto preclusivo , impedendo al giudice penale di rivalutare profili di illegittimità già decisi nella sede naturale. L'immobile è stato così salvato dall'abbattimento e il reato edilizio è stato dichiarato estinto, ristabilendo la certezza del diritto per il cittadino.
Responsabilità medica e ritardo diagnostico: il ruolo della CTU.
Pubblicato su IUSTLABResponsabilità medica e ritardo diagnostico: il ruolo della CTU nel ricorso per decesso da occlusione intestinale Il decesso di un paziente dovuto a presunta malasanità richiede un’analisi legale e medico-legale rigorosa. Un caso emblematico, recentemente trattato dall' Avvocato Rosario Piombino presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, evidenzia come il ritardo nell'intervento chirurgico e l'omissione di monitoraggio possano determinare una responsabilità contrattuale della struttura ospedaliera. Il caso: dall'accesso in Pronto Soccorso al decesso La vicenda riguarda una paziente ricoverata con una diagnosi chiara di occlusione intestinale su base aderenziale . Nonostante gli esami strumentali (Ecografia e TAC) eseguiti tempestivamente al triage avessero confermato il quadro ostruttivo , i sanitari hanno adottato un "atteggiamento attendista" durato sette giorni. Secondo il ricorso redatto dall'Avv. Piombino, l’urgenza dell’intervento era palese sin dall'ingresso in ospedale. L'operazione è stata invece eseguita solo quando le condizioni della paziente erano ormai deteriorate, portando a complicanze irreversibili. Le risultanze della CTU: profili di colpa medica La Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) , disposta dal Tribunale nell'ambito di un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), ha confermato le tese difensive, rilevando gravi criticità nella condotta dei medici: Omissione terapeutica: La scelta di attendere ulteriormente per eseguire un esame di transito intestinale è stata definita dai consulenti del Giudice come una "evidente omissione". Superamento della soglia di sicurezza: La CTU ha chiarito che il monitoraggio non avrebbe dovuto superare le 48-72 ore, oltre le quali il rischio di sofferenza vascolare e ischemia intestinale diventa critico. Lesione Iatrogena: Durante l'intervento tardivo, a causa delle tenaci aderenze aggravate dall'infiammazione prolungata, si è verificata una lesione accidentale di un'ansa ileale. Mancata gestione della sepsi: Nel post-operatorio, nonostante i segni clinici e strumentali di uno shock settico in atto (confermato da TAC successive), i medici non sono intervenuti tempestivamente con una revisione chirurgica, portando al decesso della paziente per sepsi generalizzata. Motivazioni del ricorso e nesso causale L'Avvocato Rosario Piombino ha fondato il ricorso sulla prova che un intervento precoce avrebbe, secondo il criterio civilistico del "più probabile che non" , evitato il decesso. Il ritardo diagnostico e terapeutico ha azzerato le chance di sopravvivenza della paziente, configurando una responsabilità contrattuale (da contratto di spedalità) per la struttura sanitaria. L'entità del danno e le Tabelle di Milano Il ricorso mira ad ottenere il risarcimento per i familiari (marito, figli e nipote) sia iure proprio che iure hereditatis . La quantificazione del danno è stata operata seguendo le Tabelle di Milano 2022 , basate sul sistema a punti che valuta parametri quali: Età della vittima (64 anni al momento del decesso). Età dei superstiti e grado di parentela. Convivenza e intensità del legame affettivo. In base ai punteggi previsti (fino a un massimo di 118 punti per coniuge e figli), le richieste risarcitorie riflettono la distruzione di un nucleo familiare caratterizzato da una frequentazione quotidiana e da un legame particolarmente intenso, come nel caso del rapporto nonna-nipote. Il valore di ogni punto, secondo i parametri milanesi, è quantificato in circa 3.365,00 Euro per le perdite più prossime (genitori/figli/coniuge). Lo Studio Legale Piombino-Rendina assiste le vittime di errori medici, garantendo un supporto tecnico e legale basato sull'analisi puntuale delle evidenze scientifiche e giurisprudenziali.
Risaricimento danni a seguito di incidente da circolazione.
Pubblicato su IUSTLABRisarcimento Danni e Omicidio Stradale: La Strategia Difensiva contro il Responsabile Civile Il nesso di causalità tra un sinistro stradale e il decesso della vittima è spesso il principale terreno di scontro nei processi per omicidio stradale (ex art. 589-bis c.p.), specialmente quando la morte sopravviene dopo una lunga degenza. Una recente sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere offre un’analisi dettagliata della linea difensiva necessaria per tutelare gli eredi di fronte ai tentativi delle compagnie assicurative di negare la propria responsabilità. Il Caso: L'Investimento in Retromarcia e la Complicazione Clinica La vicenda trae origine da un investimento pedonale avvenuto nell'area parcheggio di un esercizio commerciale. Il conducente di un'autovettura, effettuando una manovra di retromarcia, ha colpito violentemente un’anziana donna, causandole fratture multiple (omero, spalla, costole e femore). Nonostante le cure prestate, la paziente è deceduta circa tre mesi dopo per un'insufficienza multiorgano irreversibile (MOF). La complessità del caso risiedeva nel quadro clinico della vittima, già gravato da patologie croniche preesistenti. La Linea Difensiva degli Eredi: Il Trauma come "Fattore Scatenante" La difesa dei prossimi congiunti, costituitisi parte civile , ha puntato con decisione sulla riconducibilità del decesso all'evento traumatico iniziale, superando le obiezioni sulla fragilità della vittima. I punti cardine della strategia sono stati: Rottura dell'equilibrio vitale : È stato dimostrato che, sebbene la vittima fosse affetta da patologie pregresse, conduceva una vita ordinaria e stabile fino al momento del sinistro. Il ruolo dell'allettamento : La difesa ha evidenziato come le fratture abbiano costretto la donna a un'immobilizzazione forzata, innescando un rapido e irreversibile decadimento fisico (cachessia aggravata) che ha portato alla morte. Nesso eziologico : Attraverso il supporto di consulenze mediche, è stato sostenuto che senza l'investimento non si sarebbe verificata la "tempesta clinica" che ha condotto all'insufficienza multiorgano. Il Tentativo della Compagnia di Scaricare la Responsabilità La compagnia assicuratrice, citata come responsabile civile , ha cercato di interrompere il nesso di causalità per evitare l'obbligo del risarcimento, seguendo due direttrici principali: Responsabilità delle Strutture Sanitarie : La compagnia ha tentato di attribuire l'evento morte a presunte negligenze o complicazioni nate durante la degenza ospedaliera, cercando di spostare la colpa sui medici e sulle strutture sanitarie. Preesistenza delle Patologie : È stato sostenuto che il decesso fosse l'esito inevitabile delle condizioni croniche della donna, minimizzando l'impatto del trauma causato dall'autovettura. Il Giudice ha tuttavia rigettato queste tesi, confermando che la condotta colposa del conducente è stata la "conditio sine qua non" del decesso: senza l'investimento, il processo patologico non si sarebbe attivato. La Condanna e la Provvisionale Riconosciuta All'esito del giudizio penale, il Tribunale ha affermato la responsabilità del conducente e, di conseguenza, della compagnia assicurativa. A parziale ristoro del danno subito, è stata riconosciuta a ciascuno degli eredi costituiti una provvisionale immediatamente esecutiva pari a € 20.000,00 , rinviando la quantificazione definitiva del danno al giudice civile. Il risarcimento a seguito di sentenza penale è stato riconosciuto in via transattiva per 1 milione di euro. Conclusioni per lo Studio Legale Questo caso sottolinea l'importanza di una difesa tecnica rigorosa nei casi di omicidio stradale con vittime "fragili". Dimostrare che il trauma ha rotto l'equilibrio vitale del danneggiato è fondamentale per neutralizzare i tentativi delle assicurazioni di declinare la responsabilità verso le strutture sanitarie.
La tempestività del Soccorso del 118.
Pubblicato su IUSTLABLa Responsabilità del Servizio 118 e il "Controfattuale" nell'Arresto Cardiaco Extraospedaliero Il tema della responsabilità medica nell'ambito del soccorso d'urgenza (118) rappresenta una delle frontiere più complesse del diritto sanitario. Recentemente, un caso di decesso per arresto cardiaco ha sollevato questioni cruciali circa l'adeguatezza dei mezzi inviati e il nesso di causalità tra i tempi di intervento e le possibilità di sopravvivenza del paziente. In questo articolo analizzeremo le contestazioni mosse alla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) e i criteri giuridico-scientifici necessari per l'addebito della responsabilità professionale in ambito di emergenza-urgenza. Il Caso: La Dinamica del Soccorso I fatti oggetto di analisi riguardano l'intervento del 118 a seguito di una chiamata di emergenza. La sequenza temporale registrata dalla centrale operativa è la seguente: Ore 14:03 : Inizio dell'intervista telefonica. Ore 14:05 : Registrazione dell'evento con sintomatologia inizialmente aspecifica ("Lipotimia in studentessa"). Ore 14:06 : Invio di un'ambulanza non medicalizzata (demedicalizzata). Ore 14:13 : Arrivo del primo mezzo sul luogo dell'evento, circa 10 minuti dopo il primo contatto. Successivamente : Invio di un secondo mezzo medicalizzato dopo che una nuova chiamata ha specificato un probabile arresto cardio-circolatorio (ACC). La CTU ha inizialmente stimato una responsabilità del 118 pari al 40% , argomentando che l'invio immediato di un mezzo con medico a bordo e attrezzatura per la defibrillazione precoce avrebbe aumentato le possibilità di sopravvivenza. Le Contestazioni alla CTU: Triage e "No Flow Time" Le osservazioni tecniche mosse alla bozza della CTU si articolano su tre punti fondamentali che mettono in discussione l'addebito di colpa: 1. Correttezza del Triage Telefonico L'assegnazione del mezzo dipende strettamente dalle informazioni fornite dall'utente durante l'intervista. Nel caso di specie, la prima allerta indicava una lipotimia (svenimento), quadro clinico che, secondo i protocolli aziendali e le linee guida ministeriali, giustifica l'invio di un mezzo non medicalizzato. Solo una seconda chiamata ha rivelato la gravità della situazione (arresto cardiaco), portando all'invio del secondo mezzo. 2. Rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) I tempi di intervento registrati (arrivo sul posto in circa 11 minuti dal primo contatto) risultano ampiamente entro il limite dei 18 minuti previsti a livello nazionale per le emergenze in area urbana. Non appare quindi censurabile la condotta della centrale operativa sotto il profilo della tempestività. 3. La Prova Controfattuale e la Letteratura Scientifica Il criterio cardine per l'addebito della responsabilità è la probabilità logica che una condotta alternativa (l'invio immediato del medico) avrebbe evitato l'evento infausto. La letteratura internazionale citata nelle osservazioni evidenzia che: Ogni minuto trascorso senza RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare) riduce le probabilità di sopravvivenza del 10-15% . In assenza di manovre rianimatorie da parte degli astanti (bystander CPR), dopo 10 minuti di "no flow" (tempo intercorso tra l'evento e l'arrivo dei soccorsi), le chance di sopravvivenza sono quasi nulle. Criteri per l'Addebito della Responsabilità Secondo la linea difensiva, l'addebito di responsabilità non può basarsi su una mera intuizione postuma ("se ci fosse stato il medico..."), ma deve seguire criteri rigorosi: Aderenza ai Protocolli : La valutazione della colpa deve basarsi sulla correttezza dell'intervista di triage e sulla coerenza del mezzo inviato rispetto al codice assegnato in quel momento. Il nesso causale : Non basta dimostrare un ritardo o un'inadeguatezza tecnica; occorre provare che, nel caso specifico, l'intervento "perfetto" avrebbe avuto un'alta probabilità di successo. Valutazione delle manovre pre-ospedaliere : L'assenza di rianimazione immediata da parte di chi era presente sul posto è un fattore determinante che può interrompere il nesso causale tra la condotta del 118 e il decesso. In conclusione, le osservazioni tecniche suggeriscono che la responsabilità del 118 debba essere esclusa qualora i protocolli di triage siano stati rispettati e il danno neurologico fosse già irreversibile al momento del contatto con i soccorritori, rendendo vano qualsiasi tentativo di rianimazione avanzata.
La perdita di chance a seguito di lesioni
Pubblicato su IUSTLABRisarcimento Danni da Incidente Stradale: Quando la Lesione Compromette il Futuro Professionale Il risarcimento del danno a seguito di un incidente stradale non riguarda solo le lesioni fisiche immediate, ma deve considerare l'impatto profondo che l'evento ha sulla vita e sulle aspirazioni della vittima. Un caso emblematico, recentemente gestito con successo dall' Avvocato Rosario Piombino , dimostra come una difesa legale strategica possa far riconoscere danni che vanno ben oltre la semplice invalidità fisica, arrivando a tutelare la "perdita di chance" e la progettualità di vita di un giovane. La Dinamica dell’Incidente: Una Violazione delle Regole di Precedenza L'incidente si è verificato a Pescara, quando un giovane alla guida del suo ciclomotore è stato travolto da un'autovettura che usciva da un parcheggio. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Municipale e confermato in sede di giudizio, la conducente dell'auto non ha rispettato l'obbligo di precedenza, immettendosi nella carreggiata proprio mentre sopraggiungeva il motociclo. L'impatto è stato violento: il piede destro del giovane è rimasto incastrato tra la moto e la macchina, causando gravissime fratture e lesioni. Le Lesioni e l’Impatto Psicologico Oltre ai gravi danni ortopedici (fratture multiple al piede e sublussazione della spalla), il sinistro ha lasciato cicatrici profonde anche sotto il profilo psichico. La vittima ha sviluppato un disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso , una condizione cronica che ha compromesso significativamente la sua vita sociale e relazionale. La Strategia Legale: Oltre il Danno Biologico Standard Inizialmente, l'assicurazione aveva offerto una somma a titolo di acconto, basata su una valutazione parziale del danno. L’intervento dell’ Avvocato Rosario Piombino è stato decisivo per ottenere un risarcimento integrale, puntando su tre pilastri fondamentali: Danno Non Patrimoniale (Biologico e Morale): Grazie a una dettagliata Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), è stata riconosciuta un'invalidità permanente del 40% , calcolata secondo le più recenti Tabelle di Milano 2024. Personalizzazione del Danno: La difesa ha dimostrato che le lesioni non erano "ordinarie". Il giovane aveva infatti improntato tutta la sua vita alla carriera militare, frequentando con successo scuole d'élite. Il sinistro ha interrotto definitivamente questo sogno, giustificando un aumento del risarcimento per la particolare incidenza negativa sulla sua progettualità futura. Perdita di Chance e Danni Patrimoniali: È stato riconosciuto il risarcimento per la perdita della concreta possibilità di vincere concorsi militari già intrapresi, oltre alle spese mediche presenti e future (incluse terapie psicologiche e fisioterapiche per i prossimi dieci anni). Il Risultato Ottenuto Il Tribunale ha accolto le tesi difensive, condannando i responsabili al pagamento di una somma complessiva di circa 408.847,00 euro per danno non patrimoniale, oltre a circa 104.360,00 euro specificamente per la perdita di chance lavorativa. Conclusione Questo caso sottolinea l'importanza di rivolgersi a professionisti esperti che sappiano guardare alla vittima non come a un numero, ma come a una persona con sogni e progetti. Se un incidente ha cambiato il corso della tua vita o della tua carriera, hai il diritto di essere risarcito per tutto ciò che hai perso.
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