Avvocato Carmine Perruolo a Roma

Carmine Perruolo

Avvocato Militare, Amministrativista, Civile

Informazioni generali

L’avv. Perruolo (Cassazionista), esperto in diritto Amministrativo (in particolare pubblico impiego Militare, pubblico impiego, concorsi, ecc.), diritto civile e del lavoro. In particolare, da numerosi anni lavora a stretto contatto con i dipendenti del settore privato e delle Pubbliche Amministrazioni, offrendo assistenza anche agli appartenenti alle Forze Armate ed alle Forze di Polizia (ad ordinamento militare e civile) ed alle loro famiglie (licenziamenti, procedimenti disciplinari, riconoscimento status vittima del dovere, ricorsi vittime dell'uranio impoverito, risarcimenti, diritto famiglia, ricorsi Corte dei Conti, ecc.)

Esperienza


Diritto del lavoro

L'Avv. Perruolo, patrocinante in Cassazione e presso le Giurisdizioni Superiori, ha una consolidata e pluriennale esperienza nel campo del Diritto Amministrativo e del Diritto del lavoro e, dunque, in particolare, nel campo del Pubblico Impiego, del Pubblico Impiego Militare, nonché per tutte le questioni afferenti all'ambito lavorativo per cui è prevista la giurisdizione del Tar e del Tribunale del Lavoro.


Diritto amministrativo

L'Avv. Perruolo, patrocinante in Cassazione e presso le Giurisdizioni Superiori, ha una consolidata esperienza nel campo del Diritto Amministrativo e, in particolare, nel campo del Pubblico Impiego e del pubblico impiego Militare e si propone di offrire, a chi ne abbia la necessità, assistenza qualificata in ogni fase di questo particolare tipo di rapporto lavorativo: dall’accesso alla carriera, alla sua progressione, alle eventuali fasi patologiche.


Ricorso al TAR

L'Avv. Perruolo, patrocinante in Cassazione e presso le Giurisdizioni Superiori, ha una consolidata esperienza nel campo del Diritto Amministrativo e in quelle materie per cui é prevista la giurisdizione del TAR (concorsi, ricorsi collettivi, risarcimento del danno in sede amministrativa, pubblico impiego, militari, forze di polizie, ecc.).


Altre categorie

Diritto militare, Diritto di famiglia, Matrimonio, Separazione, Divorzio, Affidamento, Diritto civile, Diritto assicurativo, Recupero crediti, Pignoramento, Contratti, Mobbing, Sicurezza ed infortuni sul lavoro, Licenziamento, Previdenza, Diritto condominiale, Locazioni, Sfratto, Incidenti stradali, Multe e contravvenzioni, Tutela del consumatore, Malasanità e responsabilità medica, Mediazione, Negoziazione assistita, Risarcimento danni.



Credenziali

Pubblicazione legale

Trasferimento ex art. 42bis D.lgs 151/2001

Pubblicato su IUSTLAB

Trasferimento ex art. 42bis D.lgs 151/2001 Come noto, l’art. 42 bis del D. Lgs 151/2001 contempla la possibilità per il pubblico dipendente, con un figlio di età inferiore a tre anni, di chiedere l’assegnazione temporanea, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa. Condizione perché sia possibile disporre il trasferimento é l’esistenza di un posto vacante e disponibile presso l’amministrazione di destinazione, di corrispondente posizione retributiva (l'assegnazione temporanea non è subordinata, dunque, alla presenza di un incarico analogo a quello posseduto dall’interessato). Il diritto all'assegnazione temporanea può essere negato dalla P.A. solo per motivi di carattere eccezionale. Orbene, lo Studio Legale sta contribuendo a creare una consolidata giurisprudenza, riuscendo ad ottenere l'annullamento di provvedimenti di diniego opposti dalla P.A. alla richiesta di trasferimento ex "art. 42 bis". L'Amministrazione, difatti, impedisce -sistematicamente ed illegittimamente - ai richiedenti l'esercizio dei diritti partecipativi al procedimento ex l. 241/90, negando il richiesto trasferimento, tra l'altro, per motivi di carattere "non eccezionale". Il Giudice Amministrativo su tali punti ha avuto modo di precisare che deve sempre consentirsi la partecipazione al procedimento amministrativo in quanto "... Nell’attuale regime legislativo (quale risulta a seguito delle modifiche di cui al d.l. 76 del 2020, conv. in l. 120 del 2020), infatti, in presenza di un provvedimento con elementi di discrezionalità, deve sempre consentirsi la riespansione del contraddittorio procedimentale " . Inoltre, in caso di diniego non è possibile fare riferimento a generiche carenze di organico, tanto più che siffatte situazioni, come osservato anche dal Consiglio di Stato, sono connotate da ordinarietà, essendo la predetta carenza un fattore ormai cronico in molte realtà delle amministrazioni dello Stato, compresa quella militare; pertanto, "f erma l’ampia discrezionalità dell’amministrazione nelle proprie scelte organizzative e di gestione del personale, deve darsi rilievo al primario rango degli interessi sottesi all’istituto di cui all’art. 42-bis della l. 151 del 2001, nonché alla natura intrinsecamente temporanea dell’assegnazione presso altra sede. Da tali caratteri, ad avviso del Tribunale, discende la necessità che il diniego del beneficio si fondi su una motivazione esaustiva e particolarmente consistente.. " Per chi volesse approfondire la tematica, lo Studio rimane disponibile a fornire tutte le informazioni del caso (Avv. Carmine Perruolo - Via Trenta Ottobre 14 - Trieste - Cell. 338.8563255).

Pubblicazione legale

Risarcimento danni (Uranio impoverito)

Ilfriuli.it

Tumore da uranio impoverito, il carabiniere sarà risarcito -Il Tar ha riconosciuto a un militare di stanza a Pordenone mezzo milione di euro. Era stato in servizio nei Balcani

Pubblicazione legale

Riconoscimento status vittima del dovere

Il Piccolo - Trieste -

VITTIME DEL DOVERE - Altro Militare Assistito dall'Avv. Perruolo riesce ad ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere per malattia sviluppata per contatto con l'uranio impoverito durante varie missioni all'estero; il Giudice ha riconosciuto il pieno diritto alla speciale elargizione ed agli assegni vitalizi, oltre gli arretrati (per un totale di circa 300.000 euro). Si rinvia al link dell'articolo del "Piccolo di Trieste" che ha dato risalto alla notizia.

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Lo studio

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Roma (RM)

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