Pubblicazione legale:
COSENZA — Con sentenza n. 926 del 30 settembre 2025, il Giudice di Pace di Cosenza ha annullato il decreto di espulsione emesso dalla Prefettura – U.T.G. nei confronti di un cittadino straniero, riconoscendo prevalente l’interesse alla continuità e alla stabilizzazione della vita familiare, bloccando l’allontanamento coattivo.
Il ricorrente, assistito dagli avvocati Aldo Costa, Emanuele Turco e Domenico Costa, potrà così continuare a vivere in Calabria con la sua nuova famiglia.
Secondo quanto ricostruito agli atti del processo, l’uomo di origine marocchina vive stabilmente in Italia, convivendo con la compagna e i due figli minorenni di lei, ai quali è legato da un rapporto genitoriale di fatto. A seguito di un controllo dell’Ispettorato del Lavoro presso un esercizio commerciale dove era assunto, l’uomo veniva convocato in Questura per chiarimenti sulla regolarità del soggiorno in Calabria e, contestualmente, gli veniva notificato il provvedimento di espulsione.
Le motivazioni
Tale decreto veniva prontamente impugnato dai legali e, all’esito del procedimento, il Giudice, nel bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e il diritto alla vita privata e familiare, ha ritenuto prevalenti l’unità del nucleo e l’interesse dei minori a ricevere il sostegno della figura paterna di riferimento. La decisione si inserisce in un solco già tracciato dalla giurisprudenza di legittimità, che valorizza la protezione dei legami familiari nei procedimenti amministrativi in materia di immigrazione.
Cosa cambia per i casi analoghi
La pronuncia ribadisce che, in presenza di un radicamento familiare effettivo, i decreti di espulsione devono essere valutati alla luce dei diritti dei minori e dell’unità familiare, fermo restando che ogni situazione presenta peculiarità e caratterizzazioni differenti, in special modo quando il rapporto genitoriale non è stato ancora formalizzato.