Caso legale:
Gestione di un caso complesso di responsabilità medica con esiti infausti e danni gravi ai familiari
Ho assistito i familiari di un paziente deceduto oltre un anno dopo un intervento di embolizzazione di una fistola, in un caso caratterizzato da elevata complessità medico-legale e giuridica.
Prima di intraprendere qualsiasi azione giudiziale, abbiamo condotto una valutazione approfondita con i clienti di tutti gli aspetti critici del caso, tra cui:
la difficoltà di provare il nesso di causalità tra l’intervento e l’esito mortale;
la prevedibilità delle complicanze e la correttezza del consenso informato;
una serie di errori medici e la presenza di una grave infezione batterica contratta durante la degenza, che ha contribuito al progressivo deterioramento del paziente.
Questo confronto preventivo ha consentito ai familiari di avere una piena consapevolezza delle complessità del caso, dei rischi e delle reali possibilità di successo prima di affrontare il contenzioso.
Danno biologico e danno da perdita del rapporto parentale
Il caso ha riguardato due principali profili risarcitori:
Danno biologico del paziente primario, valutato in € 696.726,00, relativo alle lesioni e alla sofferenza fisica subite a seguito dell’intervento.
Danno da perdita del rapporto parentale a favore dei familiari, superiore a € 1.000.000,00, che tutela la sofferenza derivante dalla perdita del supporto affettivo, morale ed emotivo.
Il danno da perdita del rapporto parentale viene quantificato considerando:
Legame di parentela: più stretto il rapporto (figli, genitori, coniugi), maggiore la valutazione economica;
Intensità del rapporto affettivo: documentata attraverso testimonianze, corrispondenza, fotografie, interazioni quotidiane e contributo economico o morale del defunto;
Durata e continuità della relazione: frequenza della presenza del defunto nella vita dei familiari e impatto della sua perdita sulla quotidianità;
Conseguenze patrimoniali e morali: perdita di sostegno economico o di partecipazione attiva alla vita familiare.
Strategia giudiziale e gestione del cliente
In fase di primo grado, nonostante il supporto di consulenze medico-legali specialistiche, il Tribunale non ha riconosciuto la responsabilità medica. Abbiamo quindi predisposto appello, illustrando nuovamente ai clienti le peculiarità del caso, le difficoltà probatorie e i rischi, per garantire una decisione pienamente consapevole sulla prosecuzione del contenzioso.
Il caso mette in evidenza competenze chiave:
Analisi preliminare dettagliata con il cliente per una decisione consapevole sull’azione legale;
Valutazione critica della prova tecnica e medico-legale per accertare il nesso di causalità;
Gestione di casi complessi con più concause di danno, sia biologico che patrimoniale;
Comunicazione trasparente sulle probabilità di successo e sui rischi della causa;
Coordinamento con consulenti specialisti per acquisire perizie solide e credibili;
Capacità di integrare valutazioni medico-legali e familiari per quantificare correttamente il danno da perdita del rapporto parentale.
Questo complesso incarico testimonia l’importanza di un approccio strategico, prudente e trasparente nei contenziosi complessi di responsabilità medica, dove la decisione di agire deve basarsi su una valutazione completa e condivisa con il cliente, bilanciando costi, rischi e potenziali benefici.
La corte di Appello di Venezia ha fondati elementi per ribaltare la decisione del giudice di primo grado.