La svalutazione dei crediti nella strategia di impresa: anticipare il rischio per salvaguardare la performance

Scritto da: Erika Gonzato - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

La svalutazione dei crediti è un’operazione contabile che serve ad aggiornare il valore dei crediti in bilancio quando emergono segnali di possibile insolvenza da parte del debitore. Attraverso questo processo, i crediti vengono ricondotti al loro presumibile valore di realizzo, in applicazione del principio di prudenza, assicurando una rappresentazione più fedele e attendibile della situazione reale. Si ha così il “primo passo” nel passaggio da un credito c.d. in bonis a un credito deteriorato (c.d. non performing loan – NPL). 

Dal punto di vista contabile, la svalutazione viene registrata come costo nel conto economico collegata allo stato patrimoniale tramite il fondo svalutazione crediti che abbassa il valore nominale dei crediti senza tuttavia eliminarli. Ciò consente di mantenere traccia del credito originario, pur evidenziandone il deterioramento nel tempo, il che costituisce un aspetto fondamentale nella gestione dei crediti problematici.

Sul piano giuridico, la disciplina è definita dall’articolo 2426 del Codice Civile e dai principi contabili OIC, i quali richiedono valutazioni basate su dati oggettivi, sia specifici sia stimati. In ambito fiscaleinvece, è l’articolo 106 del TUIR che regola la deducibilità delle svalutazioni, secondo criteri differenti da quelli civilistici. In termini generali, devono essere svalutati tutti i crediti iscritti in bilancio che, alla chiusura dell’esercizio, presentino un rischio concreto di mancato incasso, sia esso totale o parziale. L’analisi non dipende dal tipo di credito ma dal grado di recuperabilità, da valutarsi sulla base delle condizioni economiche del debitore e in considerazione delle informazioni disponibili.

Rientrano tra i crediti soggetti a svalutazione:

1. crediti commerciali verso i clienti: questi costituiscono spesso la parte più rilevante dei crediti delle imprese e va attentamente valutata qualora si siano verificati – in un lasso temporale medio di riferimento - mancati pagamenti, contestazioni o evidenti difficoltà finanziarie del cliente, anche in assenza di procedure d’insolvenza formali a carico del medesimo;

2. crediti finanziari: sono quelli verso società controllate, collegate o terzi relativamente ai quali l’analisi deve essere condotta in modo estremamente accurato per considerare le relazioni societarie o altri eventi straordinari suscettibili di incidere sulla solvibilità;

3. altri crediti: sono quelli verso dipendenti, fornitori o altri soggetti.

La svalutazione viene determinata stimando, alla data di chiusura dell’esercizio, la parte di credito ritenuta non recuperabile. Il parametro di riferimento è il presumibile valore di realizzo, ossia l’importo che si prevede ragionevolmente di incassare; la differenza rispetto al valore contabile rappresenta, quindi, l’ammontare della svalutazione.

Per concludere, la finalità di una corretta operazione di svalutazione è quella di rappresentare in modo veritiero il rischio di perdita connesso ai crediti di difficile riscossione e individuare con tempestività le posizioni che potrebbero evolvere in crediti definitivamente inesigibili. La svalutazione, infatti, rappresenta per le imprese uno strumento di anticipazione e controllo.

E’ importante ricordare che nella realtà operativa molte posizioni si trasformano in insolvenze definitive solo dopo aver attraversato una fase preliminare di criticità: una svalutazione adeguata permette di gestire in modo progressivo il passaggio da credito sano a credito problematico, riducendo l’impatto improvviso sui risultati aziendali. Questa differenziazione assume rilievo anche sotto il profilo strategico, poiché permette all’azienda di controllare l’andamento del portafoglio crediti e di agire in modo tempestivo, prendendo in considerazione interventi di recupero, rinegoziazione o dismissione prima che la perdita risulti non più evitabile.

 

 



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Erika Gonzato

Avvocato civilista (Milano e Monza)




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