Caso legale:
Proscioglimento e Ingiusta Detenzione: riconosciuto il risarcimento economico.
Il procedimento penale:
Il nostro assistito era stato tratto in arresto con l’accusa di violenza sessuale. In sede di udienza preliminare, a seguito dell’analisi degli atti e delle risultanze investigative, il giudice ha accolto la tesi difensiva e ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere, riconoscendo l’insussistenza degli elementi necessari per proseguire con l’accusa in giudizio.
La permanenza in carcere oltre i limiti di legge
Nel corso della custodia cautelare, la misura a carico del nostro assistito aveva perso efficacia il 22 giugno 2021. Nonostante ciò, la scarcerazione è stata disposta soltanto il 5 ottobre dello stesso anno, determinando una permanenza in carcere prolungata di 104 giorni oltre il termine previsto dalla legge.
La decisione della Corte d’Appello.
Alla luce di tale circostanza, lo Studio ha presentato istanza di riparazione per ingiusta detenzione.
La Corte d’Appello ha accolto integralmente la richiesta, riconoscendo un risarcimento pari a € 24.525, a titolo di ristoro per il periodo di detenzione non dovuto.
Il provvedimento conferma l’importanza di un controllo rigoroso sulla legittimità delle misure cautelari e sulla tutela dei diritti fondamentali della persona.