Rigettata domanda risarcitoria per decesso da trombosi intrastent contro ospedale e medico

**Tribunale di Milano, Sezione Civile, sentenza n. ***/2024 – R.G. n. */2022 (dati oscurati per clausola di riservatezza con la struttura sanitaria)




Sentenza giudiziaria: Ho assistito un’azienda ospedaliera e relativa equipe medica in un giudizio di responsabilità sanitaria promosso dagli eredi di un paziente deceduto a seguito di trombosi intrastent. Gli attori chiedevano il risarcimento dei danni sostenendo che l’équipe non avrebbe dovuto procedere a coronarografia e successivo impianto di stent, trattandosi di stenosi minima, asintomatica e rilevata incidentalmente. Il Tribunale, pur formulando un giudizio critico sull’appropriatezza dell’iter diagnostico-terapeutico, ha rigettato integralmente la domanda risarcitoria. È stata valorizzata la correttezza tecnica della procedura, l’assenza di complicanze esecutive, la presenza di uno specifico addendum informativo inserito in cartella clinica e, soprattutto, la mancata prova del nesso causale tra la condotta dei sanitari e il decesso. Dagli accertamenti autoptici e tossicologici era infatti emersa una non regolare assunzione della terapia antiaggregante prescritta, circostanza ritenuta causalmente prevalente rispetto all’evento morte. Il caso conferma l’importanza, nella difesa di medici e strutture, di una strategia fondata su documentazione clinica, consenso informato, ricostruzione medico-legale e analisi rigorosa del nesso causale.



Pubblicato da:


Fortunato Dario Creaco

Avvocato in diritto sanitario per medici, professionisti sanitari e strutture sanitarie




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