Dal 1° gennaio 2025 entrano in vigore importanti novità sulla rateizzazione delle cartelle esattoriali. La riforma, introdotta dall’art. 13 del D.Lgs. 110/2024, modifica l’art. 19 DPR 602/1973 e amplia in modo significativo le possibilità di dilazione per i contribuenti.
Più rate e maggiore flessibilità
Una delle principali novità riguarda l’aumento del numero massimo di rate concedibili. In passato il limite ordinario era fissato a 72 rate (6 anni). Con la nuova disciplina, invece, si arriva fino a 120 rate (10 anni), soprattutto nei casi di difficoltà economica documentata.
Debiti fino a 120.000 euro
Per i debiti di importo non superiore a 120.000 euro, il contribuente può accedere alla rateizzazione con una semplice richiesta, senza necessità di allegare documentazione.
In questi casi, è sufficiente dichiarare una temporanea difficoltà economica e si può ottenere un piano fino a:
- 84 rate per le domande presentate nel 2025–2026
- 96 rate per il biennio 2027–2028
- 108 rate a partire dal 2029
Se invece si intende ottenere un piano più lungo, è necessario dimostrare la situazione di difficoltà economica. In presenza di documentazione, si può arrivare fino a 120 rate (10 anni).
Debiti superiori a 120.000 euro
Per importi oltre 120.000 euro, la documentazione è sempre obbligatoria. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione verifica i requisiti economici del contribuente prima di concedere la dilazione.
Anche in questo caso, il numero massimo di rate concedibili è pari a 120.
Quando serve dimostrare la difficoltà economica
La prova della difficoltà è richiesta nei seguenti casi:
- debiti superiori a 120.000 euro
- debiti fino a 120.000 euro, ma con richiesta di rate superiori a 84
Come viene valutata la situazione economica
I criteri di valutazione variano in base al soggetto:
- Persone fisiche e ditte individuali: viene utilizzato l’indicatore ISEE
- Imprese: si considerano specifici indici economico-finanziari, come l’indice di liquidità e l’indice Alfa
Importo minimo della rata
In ogni caso, l’importo minimo della rata non può essere inferiore a 50 euro.
Conclusioni
La riforma introduce un sistema più flessibile e graduale, che facilita l’accesso alla rateizzazione soprattutto per i debiti di importo contenuto. Allo stesso tempo, prevede controlli più rigorosi per i piani di lunga durata o per importi elevati.
Per i contribuenti, si tratta di un’opportunità importante: più tempo per pagare e procedure semplificate, ma con la necessità di valutare attentamente la sostenibilità del piano scelto.