Avvocato Gianfranco Ferrari a Ardea

Gianfranco Ferrari

Avvocato penalista cassazionista, con esperienza anche in civile e amministrativo

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LA MANCATA REALIZZAZIONE DEL FONDO DI GARANZIA PER LE VITTIME DEI REATI INTENZIONALI, LA MORATORIA ITALIANA SULLA DIRETTIVA U.E. N°80 DEL 2004

Scritto da: Gianfranco Ferrari - Mio blog

Pubblicazione legale:

LA MANCATA REALIZZAZIONE DEL FONDO DI GARANZIA PER LE VITTIME DEI REATI INTENZIONALI, LA MORATORIA ITALIANA SULLA DIRETTIVA U.E. N°80 DEL 2004 La direttiva dell'Unione Europea n°80 del 2004 prevedeva e prevede l'istituzione di un fondo di garanzia per risarcire le vittime di tutti i reati intenzionali rimaste prive di risarcimento da parte degli autori o responsabili dei reati. In Italia tale direttiva comunitaria non è mai stata attuata. Se fosse stata recepita, lo Stato italiano, che tende tradizionalmente a tutelare imputati e indagati,ma non le persone offese e le parti civili,come da costanti richiami delle istituzioni europee ( da ultimo si è dichiarata chiaramente la moratoria almeno sui reati intenzionali violenti,visto che non si riesce ad attuare la direttiva 80 su tutti i reati intenzionali,come essa prevede: http://www.penalecontemporaneo.it/d/5038-la-corte-di-giustizia-dellunione-europea-dichiara-litalia-inadempiente-in-relazione-al-sistema-di-i) avrebbe avuto solo due opzioni: o fallire per la gran mole di richieste risarcitorie, perchè il nostro sistema,oltre a denegare sistematicamente giustizia nei confronti delle vittime e sottoponendole anzi non di rado a vittimizzazione secondaria nell'impatto istituzionale dalle indagini al dibattimento,spesso rimanendo ignoti gli autori del fatto o per vari motivi,non ultima la prescrizione (istituto di derivazione latina sconosciuto nei paesi di diritto germanico e su cui la linea di tendenza europea dovrebbe essere quella dell’eliminazione o riduzione di incidenza della relativa casistica) , oppure diventare più efficiente nelle indagini..continua

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Avv. Gianfranco Ferrari - Avvocato penalista cassazionista, con esperienza anche in civile e amministrativo

Oltre all'esperienza nel ramo penale e in diritto civile soprattutto per il ramo dei risarcimenti danni alla persona e al patrimonio, ho potuto approfondire anche l'esperienza dell'assistenza a società,imprese e consorzi,soprattutto nel ramo degli stabilimenti balneari e dei Consorzi stradali. Pertanto,sia pure da professionista esterno,ho prestato attività di riordino e assistenza globale per imprenditori,società ed enti, talchè si può dire che abbia anche acquisito esperienze affini o in tutto analoghe a quelle del cosiddetto "giurista di impresa". Mi intendo anche di amministrativo e diritto U.E. e sono anche giornalista.




Gianfranco Ferrari

Esperienza


Diritto penale

Nasco come penalista e amministrativista, arrivando poi al civile e soprattutto l'esperienza più radicata è sulla difesa delle persone offese e parti civili fin dalla fase delle indagini preliminari.


Omicidio

Ho difeso sia casi di omicidio colposo stradale che di omicidio volontario, in quest'ultimo caso per le parti civili. Mi sono distinto sempre per l'apporto cognitivo e investigativo fin dalla fase di indagine.


Violenza

In particolare violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni essendomi laureato con tesi su tutti i reati sessuali sotto il profilo penale e medico-legale di 3.600 pagine e 6 volumi


Altre categorie:

Stalking e molestie, Reati contro il patrimonio, Discriminazione, Sostanze stupefacenti, Diritto immobiliare, Edilizia ed urbanistica, Incidenti stradali, Diritto marittimo, Diritti umani, Diritto civile, Diritto di famiglia, Eredità e successioni, Unioni civili, Separazione, Divorzio, Matrimonio, Proprietà intellettuale, Contratti, Diritto tributario, Diritto amministrativo, Appalti pubblici, Ricorso al TAR, Aste giudiziarie, Diritto internazionale ed europeo, Immigrazione e cittadinanza, Diritto condominiale, Locazioni, Sfratto, Multe e contravvenzioni, Malasanità e responsabilità medica, Diritto ambientale, Tutela degli animali, Arte e beni culturali, Tutela degli anziani, Diritto dell'informatica, Privacy e GDPR, Diritto militare, Mediazione, Negoziazione assistita, Cassazione.


Referenze

Titolo professionale

Giornalista pubblicista

Ordine giornalisti Lazio - 2/2018

Sono giornalista pubblicista regolarmente iscritto all'ordine dopo i due anni di pratica con i relativi articoli. Conosco pertanto in maniera approfondita i reati e i contenziosi tipici in materia di stampa e diffamazione a mezzo stampa, alcuni aspetti del diritto e della pratica editoriale, le responsabilità all'interno di una testata e le questioni legate all'utilizzo dei social network e diritto all'informazione.

Pubblicazione legale

L' assistenza delle persone offese chiamate a sommarie informazioni dalla polizia giudiziaria

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L'assistenza delle persone offese chiamate a sommarie informazioni dalla polizia giudiziaria.

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DUE EQUIVOCI COMUNI SULL’ART.81 DEL CODICE PENALE: IL REATO CONTINUATO.

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DUE EQUIVOCI COMUNI SULL’ART.81 DEL CODICE PENALE: IL REATO CONTINUATO. Nella stragrande maggioranza dei testi di diritto penale (ad esempio Alessandro Trinci e Sara Farini, Compendio di diritto penale,parte generale, Dike editore,2016) ricorre ormai l’insegnamento consolidato che l’art.81 del Codice penale,consentendo di applicare una pena unica, benché applicabile fino al triplo del massimo di quella prevista per il reato più grave tra quelli accomunati sotto il vincolo della continuazione, al posto del cumulo materiale o cumulo giuridico temperato, rappresenti una previsione di favor rei o mitigatrice dei trattamenti sanzionatori ordinariamente previsti dal Codice Rocco. Tale impostazione si basa su un equivoco di fondo o meglio su un asserto discutibile e molto opinabile, in quanto la scelta di applicare la pena prevista per il reato più grave applicata fino al triplo del massimo porterebbe in genere a risultati draconiani o molto peggiori di quelli relativi ad un semplice cumulo materiale di pene,specie se i reati sono due o non più di tre,mentre solo nel caso di pluralità ulteriori di reati, in genere, l’aumento fino al triplo del massimo della pena prevista per il reato più grave potrebbe diventare una sorta di tetto o “parafulmine” per l’imputato. Nella prassi statistica,comunque, è raro trovare capi di imputazione per più di tre episodi accomunati tutti dal vincolo della continuazione,prevalendo fattori di distanza temporale o di disomogeneità delle fattispecie varie o altri fattori che possono costituire elementi ostativi ad intravvedere ...continua nel mio blog

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Lo studio

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