Pubblicazione legale:
L’obiettivo del presente lavoro di ricerca è quello di porre quesiti sui possibili sviluppi del diritto amministrativo europeo, e sulle prospettive di integrazione amministrativa in un contesto che vede in gioco le esigenze di anticorruzione, la trasparenza, la tutela dei dati personali, specie alla luce del Regolamento UE 679/2016, noto come GDPR, e le dinamiche dell’attività contrattuale dell’amministrazione pubblica. La necessità di una disciplina comune sul procedimento amministrativo europeo è un dato che - soprattutto con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona - non può essere più ignorato. L'emanazione di un atto legislativo dell'Unione Europea in materia implica una riflessione su temi procedurali e sostanziali. Tra questi, il conflitto potenziale che può sorgere, nel corso dei procedimenti amministrativi, tra il diritto ad una buona amministrazione, che si realizza con i principi di trasparenza e di accesso agli atti, ed il diritto, ugualmente fondamentale, alla protezione dei dati personali delle parti che partecipano al procedimento. La volontà di tutelare tutte le parti di un procedimento amministrativo e, allo stesso tempo, applicare norme e principi che, viceversa, hanno una portata parziale o raccordare norme di procedura generale con norme di settore pone questione ineludibili per il diritto amministrativo europeo. A seguito del Trattato di Lisbona è stato chiarito che l'Unione rispetto alla cooperazione amministrativa ha solo una competenza di sostegno agli Stati membri, mentre piena ed esclusiva risulta la competenza rispetto alle azioni concernenti le amministrazioni dell'UE.
Fonte: Cleup editore 2020