Caso legale:
Una signora anziana, con basso livello di istruzione e poca esperienza finanziaria, aveva affidato alla Banca un'importante cifra (circa 500.000 euro) derivante dalla liquidazione di un danno non patrimoniale. Il personale della filiale, ha investito tutta la liquidità in diversi fondi di investimento (alcuni di diritto straniero) che, mano a mano che venivano a scadenza, venivano reinvestiti in altri fondi, attraverso un complesso meccanismo di switch. Veniva anche fatta acquistare una polizza unit linked.
A distanza di alcuni anni la sig.ra si avvedeva di importanti perdite del proprio capitale, nonostante avesse sempre raccomandato investimenti sicuri ed a capitale garantito.
I questionari di profilatura pre-compilati e le raccomandazioni personalizzate fornite dalla Banca nell'attività di consulenza finanziaria risultavano essere estremamente generici e non compatibili con il reale profilo dell'investitore.
Ho fatto, quindi, ricorso all'Arbitro per le controversie finanziarie (ACF) il quale, accertato quanto sopra, ha condannato la Banca a restituire il capitale di cui alle perdite oltre al risarcimento del danno quantificato in oltre 40.000 euro a titolo di danno patrimoniale liquidato in via equitativa per criticità nella modalità di profilatura utilizzata nonchè per mancata prova della effettiva consegna del KID su supporto durevole non cartaceo