Sicurezza digitale e Compliance: perché GDPR e NIS2 sono oggi una questione di governance aziendale

Scritto da: Luana Giangregorio - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

Introduzione
Negli ultimi anni la sicurezza digitale e la compliance a GDPR e NIS2 sono uscite definitivamente dalla dimensione puramente tecnica per diventare un tema centrale di governance aziendale.
Molte imprese investono in infrastrutture IT, strumenti di sicurezza e soluzioni tecnologiche avanzate, convinte di essere adeguatamente protette. Spesso, però, solo in occasione di un controllo, di un incidente o di una richiesta da parte di clienti e partner emerge un problema più profondo: la mancanza di un sistema coerente di regole, responsabilità e processi.
Il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) prima, e la Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2) poi, hanno chiarito un punto fondamentale: la sicurezza non è più un ambito delegabile a compartimenti stagni.
Non è sufficiente adottare misure tecnologiche efficaci se queste non sono inserite in un quadro organizzativo e giuridico strutturato, capace di dimostrare scelte consapevoli, proporzionate e verificabili.
È in questo contesto che si afferma la necessità di un approccio integrato Legal & Tech, in grado di connettere in modo sistematico competenze legali e sicurezza informatica.

1. Dal rispetto formale delle norme alla gestione consapevole del rischio
Uno degli errori più frequenti nelle organizzazioni è affrontare la compliance come una somma di adempimenti isolati: informative privacy, registri dei trattamenti, policy interne predisposte una volta e poi lasciate in una cartella condivisa, senza un reale collegamento con i processi aziendali.
Questo approccio, oltre a essere inefficace, espone l’impresa a un rischio elevato in caso di controlli, incidenti di sicurezza o contenziosi. La documentazione esiste, ma non riflette le modalità concrete con cui l’organizzazione opera.
Il GDPR ha introdotto il principio di accountability, imponendo al titolare del trattamento non solo di adottare misure di sicurezza, ma di essere in grado di dimostrare:
perché sono state scelte;
come sono state implementate;
in che modo sono proporzionate ai rischi effettivi.
La Direttiva NIS2 rafforza ulteriormente questa impostazione, richiedendo alle organizzazioni un sistema strutturato di gestione del rischio cyber, che coinvolge i vertici aziendali e si estende anche alla supply chain.
In questo scenario, la sicurezza non è più un documento statico, ma un processo continuo, che deve evolvere insieme all’organizzazione, alle tecnologie utilizzate e al contesto normativo.

2. Perché GDPR e NIS2 richiedono una visione integrata della compliance
Sebbene GDPR e NIS2 abbiano ambiti di applicazione diversi, condividono una logica comune: entrambe si fondano su un risk-based approach.
Questo significa che non esistono soluzioni standard valide per tutti, ma è necessario valutare:
- il contesto operativo;
le minacce concrete;
l'impatto potenziale sugli interessati, sugli utenti e sull'organizzazione.
Affrontare separatamente privacy e cybersecurity porta spesso a duplicare attività, creare incoerenze e, paradossalmente, spendere di più ottenendo meno.
Dal punto di vista giuridico, inoltre, un approccio frammentato rende difficile dimostrare la coerenza delle scelte adottate in caso di verifiche o incidenti.
Un modello integrato consente invece di allineare le misure tecniche adottate dall’area IT con gli obblighi normativi, rendendo la compliance realmente applicabile, sostenibile nel tempo e difendibile.

3. Il valore della collaborazione tra competenze legali e tecnologiche
a crescente complessità normativa e tecnologica rende sempre meno efficace l’intervento di singole figure che operano in modo isolato.
Una collaborazione strutturata tra area legale e partner tecnologico consente di superare questa frammentazione, offrendo alle imprese una visione unitaria della sicurezza digitale.
Il contributo legale si concentra su:
interpretazione delle norme;
costruzione della governance privacy e cybersecurity;
contrattualistica IT e gestione dei rapporti con fornitori;
gestione degli incidenti dal punto di vista giuridico e organizzativo.
Il partner tecnologico interviene invece su:
analisi delle infrastrutture;
individuazione delle vulnerabilità;
implementazione delle misure tecniche e organizzative.
La sinergia tra questi ambiti evita sia soluzioni meramente formali, sia interventi tecnici privi di una reale copertura normativa.

4. Un workflow operativo integrato
Un approccio efficace richiede un processo chiaro, verificabile e orientato ai risultati:
Allineamento strategico
Incontro iniziale per definire perimetro, priorità e obiettivi in funzione del contesto aziendale.
Pre-assessment
Valutazione coordinata degli aspetti legali e tecnici per individuare i principali fattori di rischio.
Audit integrato
Analisi approfondita con un report unico che evidenzia criticità, priorità operative e azioni correttive.
Implementazione
Adeguamento normativo e interventi tecnici coerenti con le scelte di governance.
Monitoraggio continuo
Aggiornamenti periodici per mantenere l’adeguamento nel tempo e adattarlo all’evoluzione normativa e tecnologica.
Questo modello consente di superare gli interventi spot e di costruire una compliance realmente dimostrabile nel tempo.

5. Sicurezza digitale come scelta strategica
Affrontare GDPR e NIS2 in modo integrato non significa semplicemente “mettersi in regola”, ma compiere una scelta di maturità organizzativa.
Le imprese che investono in una governance strutturata della sicurezza digitale rafforzano la propria affidabilità verso clienti, partner e stakeholder, riducendo al contempo il rischio di eventi critici e responsabilità.
In un contesto in cui la fiducia digitale è sempre più un fattore competitivo, la compliance non rappresenta un costo, ma un elemento abilitante.
L’assistenza legale in materia di GDPR e NIS2 non dovrebbe limitarsi alla redazione di documenti, ma integrarsi nei processi decisionali e operativi dell’impresa. Un approccio Legal & Tech consente di trasformare gli obblighi normativi in strumenti di governo del rischio, supportando l’organizzazione nel tempo.

Per le imprese che operano in contesti digitali complessi, adottare questo approccio significa costruire una sicurezza solida, coerente e difendibile.



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Avvocato Luana Giangregorio a Meolo
Luana Giangregorio

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