Pubblicazione legale:
L’assegno di mantenimento rappresenta uno degli strumenti principali per garantire la tutela economica dei figli e, in determinati casi, del coniuge più debole, nell’ambito delle separazioni e dei divorzi. La disciplina è contenuta negli articoli 156, 156-bis, 158 e seguenti del Codice Civile.
Determinazione dell’assegno
Il giudice valuta l’ammontare dell’assegno considerando:
capacità economica dei genitori (art. 156 c.c.);
necessità dei figli, incluse spese ordinarie e straordinarie;
tenore di vita goduto durante il matrimonio;
eventuali accordi consensuali tra le parti (art. 155 c.c.).
L’assegno mira a garantire continuità nel benessere dei figli e, se previsto, a sostenere il coniuge economicamente più debole.
Revisione e modifiche
Secondo l’art. 170 c.c., l’assegno può essere modificato in caso di variazioni significative della situazione economica dei genitori o delle esigenze dei figli. Ad esempio:
incremento o diminuzione sostanziale del reddito di uno dei genitori;
acquisizione di autonomia economica del figlio maggiorenne;
modifiche nella composizione del nucleo familiare.
Modalità di corresponsione
L’assegno viene generalmente corrisposto con modalità tracciabili, come bonifico bancario o postale, per garantire sicurezza e trasparenza. L’inadempimento può essere perseguito secondo le norme previste dal Codice Civile e dal Codice di Procedura Civile.
Ruolo dell’avvocato
L’assistenza legale nell’ambito dell’assegno di mantenimento comprende:
consulenza sulla determinazione dell’importo e sulle modalità di pagamento;
predisposizione degli atti giudiziali;
rappresentanza in udienza e supporto nelle trattative;
tutela dei diritti economici dei figli e del coniuge beneficiario.
Un approccio tecnico e strategico consente di ottenere decisioni proporzionate ed equilibrate, garantendo protezione patrimoniale e tutela dei minori, in conformità alla normativa vigente e alla giurisprudenza consolidata.