La ‘deputatio ad cultum’ tra radici romane e diritto vigente, ne Il diritto ecclesiastico, CXXXIV.1-2, 2023, 123-145.

Scritto da: Marco Falcon -




Pubblicazione legale: Il saggio si propone di approfondire la conoscenza delle origini e della natura della deputatio ad cultum canonistica, istituto che si ritiene derivare dalla dicatio ad patriam della tradizione giuridica romana. Attraverso l'esame della giurisprudenza e della dottrina si distingue tra una nozione più ristretta e una più ampia di deputatio ad cultum: la prima è il provvedimento di diritto canonico con cui un bene viene destinato al culto, mentre la seconda individua un istituto di diritto civile corrispondente al vincolo riconosciuto dall'ordinamento su un bene destinato all'uso cultuale, che si rinviene anche nell'art. 831, secondo comma, del codice civile italiano. Si conclude che solo la seconda deriva dalla dicatio ad patriam, con la quale inizialmente si sovrapponeva, e che essa andrebbe più propriamente denominata dicatio ad cultum.



Pubblicato da:


Marco Falcon

Avvocato cassazionista e professore di diritto romano all'Università di Padova




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