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Installare una canna fumaria esterna in condominio non è sempre una scelta libera. Anche se l'intervento non rovina il decoro dell'edificio, il regolamento condominiale può comunque imporre dei limiti. A ribadirlo è la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 31593/2025.
La questione ruota intorno al regolamento contrattuale di condominio, cioè quello predisposto dal costruttore e accettato da tutti i condomini al momento dell'acquisto. Questo tipo di regolamento, infatti, può prevedere restrizioni più rigide rispetto a quelle previste dal codice civile.
Secondo la Cassazione, il regolamento contrattuale può limitare l'uso delle parti comuni (come muri perimetrali e facciata) e può stabilire che interventi come l'installazione di una canna fumaria esterna siano consentiti solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione. In genere, il via libera deve arrivare dall'assemblea condominiale o dall'amministratore, spesso sulla base di un parere tecnico.
La cosa importante da sapere è che questi divieti valgono anche se l'opera non incide sul decoro dell'edificio. In altre parole, non basta dimostrare che l'intervento è esteticamente neutro per poter procedere liberamente.
Affinchè tali limitazioni siano valide, però devono rispettare due condizioni fondamentali: devono essere state accettate da tutti i condomini e devono risultare trascritte nei registri immobiliari. Solo in questo modo il regolamento può legittimamente imporre regole più severe rispetto a quelle previste dal codice civile.
In conclusione. Cosa fare prima di installare una canna fumaria in condominio?
E' sempre consigliabile:
- verificare il tipo di regolamento condominiale;
- controllare la presenza di divieti o autorizzazioni preventive;
- richiedere, se necessario, il parere dell'assemblea o dell'amministratore.
Ignorare il regolamento può comportare il rischio di dover rimuovere l'opera e affrontare contenziosi legali.