Reati di violenza sessuale e previsioni normative del Codice Penale

Scritto da: Niccolò Cuomo - Pubblicato su IUSTLAB




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La violenza sessuale rappresenta uno dei reati più gravi contro la persona, in quanto lede profondamente la libertà, la dignità e l’autodeterminazione sessuale della vittima. Il legislatore italiano disciplina tale fattispecie agli articoli 609-bis e seguenti del Codice penale, prevedendo pene particolarmente severe, ulteriormente inasprite in presenza di circostanze aggravanti.

Ai sensi dell’art. 609-bis c.p., commette violenza sessuale chiunque, con violenza, minaccia o abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali. Rientrano nella nozione di violenza sessuale anche gli atti compiuti approfittando dell’inferiorità fisica o psichica della vittima o mediante l’inganno, sostituendosi ad altra persona.

La tutela penale non è limitata alla violenza fisica in senso stretto, ma si estende a qualsiasi condotta idonea a comprimere la libertà di autodeterminazione sessuale della persona offesa.

Negli ultimi anni il legislatore ha rafforzato gli strumenti di tutela delle vittime di violenza sessuale, prevedendo misure processuali volte a evitare la vittimizzazione secondaria, come l’audizione protetta, il patrocinio a spese dello Stato e l’accesso a centri antiviolenza e servizi di supporto psicologico.

Il reato di violenza sessuale aggravata costituisce una violazione gravissima dei diritti fondamentali della persona. Attraverso un apparato sanzionatorio severo e una crescente attenzione alla protezione delle vittime, l’ordinamento giuridico italiano mira a contrastare efficacemente tali condotte e a riaffermare il valore centrale della libertà e della dignità sessuale.




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Niccolò Cuomo

Avvocato penalista




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