Maxi-procedimento per presunte mazzette nel rilascio di permessi e cittadinanze

Tra gli indagati c’è anche il sindaco di Camastra, il vice sindaco di Comitini, funzionari comunali, vigili urbani, oltre ai responsabili di due agenzie




Caso legale: Ho assunto la difesa di due degli imputati principali in un articolato procedimento penale pendente dinanzi all’Autorità giudiziaria di Agrigento, relativo a una complessa indagine su presunte irregolarità nella gestione di pratiche di cittadinanza italiana e permesso di soggiorno in favore di cittadini brasiliani. Il procedimento, che ha avuto ampia eco nella cronaca giudiziaria nazionale e locale, riguarda 22 persone indagate tra Camastra, Comitini, Naro, Porto Empedocle, Raffadali e altri comuni dell’Agrigentino. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagine avrebbe individuato un sistema organizzato volto a favorire il rilascio di cittadinanze italiane e titoli di soggiorno mediante documentazione ritenuta non genuina, residenze fittizie, attestazioni lavorative contestate e presunti accordi corruttivi. Le contestazioni formulate comprendono, a vario titolo, ipotesi di falso, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il caso presenta profili di particolare complessità perché si colloca all’intersezione tra diritto penale della pubblica amministrazione, reati contro la fede pubblica, disciplina dell’immigrazione, e della cittadinanza iure sanguinis. Il contributo difensivo si sta concentrando, in particolare, su tre direttrici: la scomposizione dell’impianto accusatorio generale nelle singole condotte concretamente attribuite agli assistiti; la contestazione della lettura unitaria e indifferenziata del presunto sistema illecito; la valorizzazione dei principi di personalità della responsabilità penale, offensività, tassatività della prova e presunzione di innocenza.

Fonte: La Repubblica - clicca quì



Pubblicato da:


Nicolò Amore

Avvocato penalista




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