Sentenza giudiziaria:
Con una fondamentale ordinanza del 5 giugno 2025, la Corte d’Appello di Cagliari ha posto fine a una vertenza pluridecennale tra la mia assistita e un Comune, condannando l'ente a un risarcimento complessivo di € 1.256.131,32 per l'illegittima apprensione di un'estesa area di pregio.
La decisione rappresenta una vittoria di straordinaria importanza, non solo per il cospicuo valore economico riconosciuto, ma anche per i principi di diritto affermati a tutela della proprietà privata contro le azioni della Pubblica Amministrazione.
La controversia trae origine da un'occupazione d'urgenza disposta dal Comune nel lontano 1985 su terreni di proprietà della società, finalizzata alla realizzazione di un camping comunale. A tale occupazione, tuttavia, non è mai seguito un regolare decreto di esproprio, dando così luogo a una situazione di occupazione illegittima protrattasi per decenni.
Solo nel 2022, a seguito di sentenza del TAR che condannava il Comune – salva l’adozione del provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis DPR n. 327/2001 – a restituire alla società ricorrente i terreni, previa rimessione in pristino dello stato dei luoghi a propria cura e spese, nonché a risarcire il danno per mancato godimento dei propri terreni per occupazione illegittima, il Comune si è determinato ad adottare un provvedimento di "acquisizione sanante" ai sensi dell'art. 42-bis del D.P.R. 327/2001. Con tale atto, l'Amministrazione ha tentato di regolarizzare la situazione offrendo un indennizzo di poco superiore a 142.000 euro, basando la propria stima sul valore che i terreni avevano quasi quarant'anni prima, alla data dell'originaria occupazione. Ritenendo tale quantificazione palesemente iniqua e illegittima, la società ha proposto opposizione alla stima innanzi alla Corte d’Appello di Cagliari che ha ribaltato la quantificazione del Comune e stabilto punti fermi di cruciale importanza.
1. Il Valore del Bene si calcola con riferimento alla data di adozione del provvedimento di acquisizione sanante (19 luglio 2022), e non al valore che il bene aveva all'epoca dell'originaria occupazione illegittima. La Corte ha così rigettato la pretesa del Comune di liquidare un valore storico, anacronistico e irrisorio.
2. La Corte ha disposto una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) per accertare l'effettivo valore di mercato delle aree. Le conclusioni del CTU sono state interamente recepite dalla Corte, la quale ha disatteso le critiche del consulente di parte del Comune, definite come una "rappresentazione della zona parziale e riduttiva, nonché eccessivamente mortificante della reale condizione dei luoghi". La perizia ha correttamente valorizzato le eccezionali caratteristiche dei terreni, quali: Ubicazione eccellente: in prossimità di una spiaggia, in un contesto di grande rilevanza paesaggistica e forte attrattiva turistica. Accessibilità e conformazione ottimali: giacitura pianeggiante e accesso agevole. Elevata appetibilità sul mercato: confermata dalla presenza di importanti strutture ricettive nelle immediate vicinanze.
Sulla base di questi elementi, il valore venale è stato determinato in € 14,05/mq, per un totale di € 813.354,50 a titolo di pregiudizio patrimoniale, una cifra quasi sei volte superiore a quella offerta dal Comune per la medesima voce.
3. Oltre al valore del bene, la Corte ha condannato il Comune a corrispondere alla Società tutte le ulteriori componenti di ristoro previste dalla legge: Pregiudizio non patrimoniale, liquidato nella misura forfettaria del 10% del valore venale, per un importo di € 81.335,45. Risarcimento per l'occupazione senza titolo: calcolato nella misura del 5% annuo sul valore del bene per il periodo non coperto da prescrizione (dal 31 agosto 2013 al 19 luglio 2022), per un importo di € 361.441,37 .
Questa pronuncia non solo restituisce alla P.F.P. S.r.l. il giusto controvalore di un bene illecitamente sottrattole, ma riafferma con forza il principio secondo cui la Pubblica Amministrazione non può trarre vantaggio dai propri ritardi e inadempimenti a danno dei cittadini e delle imprese, essendo tenuta a ristorare il sacrificio imposto alla proprietà privata sulla base di valori attuali e di mercato.