Cittadinanza italiana iure sanguinis: cosa cambia davvero dopo la legge 74/2025

Scritto da: Victor Raul Cajas Carbajal - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

Per anni la cittadinanza italiana per discendenza (iure sanguinis) è stata considerata un diritto stabile, quasi automatico, potenzialmente trasmissibile senza limiti di generazioni.

Con la Legge 23 maggio 2025, n. 74, che ha convertito il Decreto-Legge 36/2025, questo scenario è profondamente cambiato.

Il legislatore ha introdotto nuove restrizioni e requisiti, segnando una svolta che incide in modo concreto su migliaia di discendenti di cittadini italiani residenti all’estero.

Se stai valutando oggi una domanda di cittadinanza iure sanguinis, è fondamentale conoscere le nuove regole ed evitare errori che possono portare a un rigetto definitivo.

1. Addio alla cittadinanza “automatica” senza limiti

La riforma ha superato il principio della cosiddetta “discendenza infinita”.
La cittadinanza non è più riconosciuta esclusivamente sulla base del legame di sangue, ma richiede, in determinati casi, un collegamento effettivo con l’Italia.

  • ·       Limiti generazionali

Per le nuove domande, il riconoscimento automatico della cittadinanza per i nati all’estero è oggi generalmente circoscritto ai discendenti entro il secondo grado (fino ai nonni).

Per le generazioni più lontane, la possibilità di ottenere la cittadinanza è subordinata alla presenza di requisiti ulteriori previsti dalla legge.

  • ·       Non basta più l’avo italiano

Dimostrare di discendere da un bisnonno o trisnonno nato in Italia non è più sufficiente di per sé.

La normativa richiede la prova di un legame giuridicamente rilevante con lo Stato italiano, valutato in modo rigoroso dall’amministrazione.

  • ·       Il requisito della residenza del genitore

Per i figli nati dopo il 24 maggio 2025, in alcune ipotesi la cittadinanza è riconosciuta solo se il genitore italiano ha risieduto effettivamente in Italia per un periodo minimo continuativo prima della nascita del figlio.

Si tratta di uno dei profili più delicati e discussi della riforma.

2. Documenti e istruttoria: oggi non sono ammessi errori

Con le nuove regole, la fase documentale è diventata centrale.

Errori che in passato comportavano semplici richieste di integrazione oggi possono determinare l’inammissibilità della domanda, anche ai sensi dell’art. 3-bis della Legge n. 91/1992.

3. I documenti fondamentali

Tra quelli più rilevanti rientrano:

  • estratto integrale dell’atto di nascita dell’avo italiano nato in Italia;
  • certificato di mancata naturalizzazione o di non rinuncia alla cittadinanza italiana;
  • atti di stato civile completi di tutte le generazioni intermedie;
  • apostille e traduzioni conformi;
  • eventuale prova della residenza in Italia, se richiesta dalla specifica fattispecie;

Anche minime incongruenze (nomi, date, luoghi) possono compromettere l’intera procedura, con perdita di tempo e denaro.

4. La via giudiziaria diventa decisiva

A fronte di consolati sempre più congestionati, tempi di attesa che spesso si estendono per diversi anni e interpretazioni amministrative sempre più restrittive della normativa, molti richiedenti stanno trovando tutela esclusivamente attraverso il ricorso ai tribunali italiani.

In questo contesto, alcuni giudici di merito hanno già sollevato dubbi di legittimità costituzionale su specifiche disposizioni della Legge n. 74/2025, in particolare con riferimento alla possibile applicazione retroattiva delle nuove limitazioni e alla conseguente compressione dei diritti dei discendenti di cittadini italiani. È ora attesa una pronuncia della Corte Costituzionale, che potrebbe incidere in modo significativo sull’assetto attuale della cittadinanza italiana iure sanguinis.

Conclusioni: oggi serve una valutazione legale preventiva

La cittadinanza italiana per discendenza non è stata abolita, ma è diventata una materia complessa, tecnica e fortemente selettiva.

Ogni situazione deve essere analizzata singolarmente, tenendo conto di:

  • linea di discendenza;
  • date di nascita;
  • status giuridico degli ascendenti;
  • documentazione disponibile;
  • momento in cui si agisce;

In questo nuovo contesto, affidarsi a un avvocato esperto in diritto dell’immigrazione non è un optional, ma una scelta strategica.



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Avvocato Victor Raul Cajas Carbajal a Genova
Victor Raul Cajas Carbajal

Avvocato internazionalista esperto in diritto civile e di famiglia