CORTE COSTITUZIONALE - Limiti alla richiesta di documenti da parte dell'Agenzia delle Entrate

Scritto da: Anna Maria Colzani - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 137/2025 depositata il 28 luglio 2025, ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate non può chiedere al contribuente documenti e informazioni di cui già dispone o che può agevolmente reperire tramite le proprie banche dati, in particolare le fatture elettroniche emesse e ricevute, archiviate in una banca dati nella piena disponibilità dell’Amministrazione finanziaria.  

La sentenza afferma testualmente che: “… deve anche essere ampliato il ricordato principio, già affermato in nuce dalla Corte di cassazione, per cui non possono essere richiesti documenti o informazioni già in possesso dell’amministrazione finanziaria (Cass., n. 8299 del 2014).  In forza dell’evoluzione digitale e normativa che ha condotto alla creazione di nuove banche dati, come quella relativa alle fatture elettroniche, non possono essere richiesti al contribuente elementi informativi che l’amministrazione finanziaria potrebbe ottenere semplicemente interrogandole”.

Restano ferme le regole dell’art. 32, commi 4 e 5, d.P.R. 600/1973 in tema di inutilizzabilità in giudizio dei documenti non esibiti in sede di controllo, ma la giurisprudenza di legittimità ha precisato che la mancata esibizione deve essere frutto di un comportamento consapevole e volto a ostacolare l’attività ispettiva; non è invece imputabile al contribuente quando dipende da cause a lui non riconducibili (forza maggiore, condotta di terzi, errori del consulente, documentazione custodita da terzi). 



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Anna Maria Colzani

Avvocato civilista e penalista




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