Affitti brevi: vietato il self-check-in e la keybox

Scritto da: Antonio Flora - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

Le nuove regole sugli affitti brevi sono operative dal 1° gennaio di quest'anno, con una stretta assoluta su keybox e self-check-in. Vediamo quindi come inquilini e proprietari devono prepararsi alle novità che hanno un impatto importante, soprattutto nel settore turistico.

Affitti brevi, si cambia

Il settore degli affitti brevi è un comparto importante per chi vuole mettere a disposizione un alloggio per un breve periodo, ad esempio durante la stagione turistica.

Una recente circolare del Viminale ha introdotto cambiamenti che stravolgono abitudini consolidate, a partire dal divieto di usare le keybox, ovvero quei dispositivi che permettono agli affittuari di effettuare il self-check-in in autonomia, senza interazione con il proprietario.

Il Ministero dell'Interno ha stabilito che l'uso delle keybox e l'identificazione degli utenti da remoto non è compatibile con la legge vigente. Di conseguenza, i devono proprietari:

Offrire l'alloggio solo ai richiedenti dotati di documento d'identità.

  • Comunicare le generalità dei turisti entro 24 ore alla questura di zona.
  • L'obbligo delle generalità per usufruire degli affitti brevi

Il Ministero del Turismo ha introdotto anche l'obbligo del CIN (Codice Identificativo Nazionale) , una novità nel settore degli affitti brevi che molti proprietari ancora non conoscono a fondo. Secondo alcuni, complicare l'iter burocratico.

L'obiettivo del CIN è aumentare la trasparenza delle strutture turistico-ricettive, contrastare l'ospitalità senza regole e gestire meglio il flusso turistico, soprattutto nelle città d'arte. Tutte le strutture che offrono affitti brevi devono esporre questo codice in ogni comunicazione di promozione degli alloggi. Le sanzioni per chi non rispetta l'obbligo variano da 5.000 a 8.000 euro.

Altri obblighi per gli affitti brevi

Gli esercenti che offrono affitti brevi devono rispettare ulteriori regole:

  • Il soggiorno minimo deve essere di due pernottamenti , quindi non sono più ammessi affitti “mordi e fuggi”.
  • Le strutture devono essere dotate di dispositivi antincendio, estintori portatili e rilevatori di gas.
  • Chi gestisce più di tre appartamenti destinati agli affitti brevi diventa un gestore professionale e deve uniformarsi a tutti gli adempimenti amministrativi e fiscali.

Il mercato degli affitti brevi in ​​Italia

Ci sono almeno 430.000 persone che utilizzano gli affitti brevi per generare un reddito integrativo.

Tra i giovani tra 25 e 34 anni, oltre il 61% intende sfruttare gli affitti brevi come un'opportunità lavorativa stabile.

Le principali motivazioni per scegliere questo sistema sono:

  • Aumento dei guadagni.
  • Maggiore protezione contro gli inquilini morosi.
  • Maggiore libertà nella gestione dell'immobile senza vincoli di contratti lunghi.
  • Esperienze negative con i contratti di locazione tradizionali.

Migliorare la visibilità degli affitti brevi

Nell'era della comunicazione digitale, è essenziale promuovere gli affitti brevi in ​​modo efficace. Alcune strategie utili includono:

  • Condurre piccole ricerche di mercato.
  • Garantire il rispetto di tutte le normative.
  • Aumentare la visibilità online attraverso siti e social media.

Inoltre, per offrire un servizio di qualità e ottenere recensioni positive, è importante:

  • Rispondere tempestivamente alle richieste dei clienti.
  • Fornire assistenza adeguata.
  • Garantire rapidità nella risoluzione di eventuali problemi.
  • mantenere gli alloggi puliti e in ordine tra un check-out e l'altro.

Seguire queste linee guida aiuterà i localizzatori a costruire una reputazione affidabile e a far crescere la propria attività nel settore degli affitti brevi.



Pubblicato da:


Antonio Flora

Esperto in materia di malasanità




IUSTLAB

Il portale giuridico al servizio del cittadino ed in linea con il codice deontologico forense.
© Copyright IUSTLAB - Tutti i diritti riservati


Privacy e cookie policy