Avvocato Rosario Piombino a Napoli

Rosario Piombino

Cassazionista esperto in materia di confische e sequestri

Informazioni generali

Avvocato con esperienza ultraventennale in materia di confische e sequestri (di prevenzione, per equivalente, 240 bis) connessi a diverse tipotologie di reati; autore di scritti e monografia in materia. Laureato con 110/110 e Specializzato in "Diritto dell'Unione europea" con 50/50 presso l'Università "Federico II^ di Napoli". L'esperienza professionale è stata conseguita in rilevanti processi: MOSE di Venezia, corruzione atti giudiziari, reati tributari per indebite compensazioni IVA o per operazioni soggettivamente inenistenti, reati di bancarotta. Potete verificare dal Profilo gli ambiti in cui viene prestata l'assitenza legale.

Esperienza


Risarcimento danni

Lo Studio legale segue i casi di risarcimento danni connessi a: 1) malasanità; 2) sinistri stradali per omicidio colposo e GRAVI danni alle persone con perdita di chance lavorative; 3) lesioni o decessi da infortunio su lavoro. E' possibile richiedere una consulenza medico-legale preventiva per verificare le condizioni per il quantum del risarcimento. Il danneggiato o gli eredi della vittima saranno seguiti con competenza e sensibilità e saranno sempre aggiornati sull'iter della trattativa risarcitoria o del giudizio.


Diritto penale

L'Avvocato Piombino ha un'esperienza ultra ventennale in materia penale e in particolare per reati tributari, fallimentari, intestazioni fittizie, corruzione, edilizi, truffe ai danni dello Stato, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Tali reati prevedono spesso l'adozione di sequestri preventivi o per equivalente. La successiva adozione di provvedimenti di sequestro per equivalente, o finalizzati alla confisca allargata o di sequestro di prevenzione patrimoniale rientrano nell’assistenza in giudizio in una materia che richiede alta specializzazione.


Malasanità e responsabilità medica

Ci siamo costituiti in diversi giudizi connessi alla responsabilità medica dei Sanitari e delle Aziende ospedaliere. In questi casi si procede con una consulenza medico-legale preventiva per verificare la fondatezza della richiesta risarcitoria al fine di evitare giudizi esplorativi che possono comportare la condanna alle spese a carico di chi chiede il risarcimento del danno. Le azioni giudiziarie necessitano sempre di un consulente specialista d'organo per verificare la causa del decesso o dell'aggravamento della patologia.


Altre categorie

Cassazione, Truffe, Diritto assicurativo, Edilizia ed urbanistica, Sicurezza ed infortuni sul lavoro.



Credenziali

Caso legale seguito

P&R Avvocati - Risarcimento del danno a seguito di omicidio colposo da incidente stradale.

Costituzione di parte civile in processi penali e successiva azione civile

Lo Studio legale si è costituito parte civile in un caso di INVESTIMENTO PEDONALE con esito purtroppo mortale. L'assistenza è stata prestata in favore degli eredi della vittima mediante un'attenta comunicazione sul piano della sensibilità e conseguendo un risarcimento danni prossimo al massimo previsto dalle tabelle del danno da perdita parentale. In altri giudizi aventi ad oggetto la colpa medica professionale contro alcune Aziende Sanitarie, l'assistenza è stata realizzata sia in sede penale che in sede civile (con accertamento tecnico preventivo e successivo giudizio con l'ausilio dell'Avvocato Giusy Rendina). Sono stati conseguiti risarcimenti danni con tutte le spese poste a carico delle Aziende Sanitarie ritenute responsabili. Siamo in grado di individuare consulenti medici di parte trasparenti e terzi che non hanno remore nel redigere relazioni a carico dei loro colleghi che hanno commesso errori e nei giudizi chiediamo SEMPRE che vengano nominati PERITI di altre Regioni per evitare condizionamenti tra i medici. Analoga esperienza professionale è stata conseguita in materia di omicidio colposo o gravi lesioni connessi a infortuni sul lavoro. In tutti i citati casi emergono sempre questioni giuridiche particolarmente complesse in ragione dell'intervento di più compagnie di assicurazione, della produzione di diverse consulenze tecniche di parte e della costituzione di diversi soggetti che tutelano le proprie posizioni processuali in contrasto con quella richiedente il danno. È richiesta pertanto una particolare esperienza di settore.

Pubblicazione legale

Risaricimento danni a seguito di incidente da circolazione.

Pubblicato su IUSTLAB

Risarcimento Danni e Omicidio Stradale: La Strategia Difensiva contro il Responsabile Civile Il nesso di causalità tra un sinistro stradale e il decesso della vittima è spesso il principale terreno di scontro nei processi per omicidio stradale (ex art. 589-bis c.p.), specialmente quando la morte sopravviene dopo una lunga degenza. Una recente sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere offre un’analisi dettagliata della linea difensiva necessaria per tutelare gli eredi di fronte ai tentativi delle compagnie assicurative di negare la propria responsabilità. Il Caso: L'Investimento in Retromarcia e la Complicazione Clinica La vicenda trae origine da un investimento pedonale avvenuto nell'area parcheggio di un esercizio commerciale. Il conducente di un'autovettura, effettuando una manovra di retromarcia, ha colpito violentemente un’anziana donna, causandole fratture multiple (omero, spalla, costole e femore). Nonostante le cure prestate, la paziente è deceduta circa tre mesi dopo per un'insufficienza multiorgano irreversibile (MOF). La complessità del caso risiedeva nel quadro clinico della vittima, già gravato da patologie croniche preesistenti. La Linea Difensiva degli Eredi: Il Trauma come "Fattore Scatenante" La difesa dei prossimi congiunti, costituitisi parte civile , ha puntato con decisione sulla riconducibilità del decesso all'evento traumatico iniziale, superando le obiezioni sulla fragilità della vittima. I punti cardine della strategia sono stati: Rottura dell'equilibrio vitale : È stato dimostrato che, sebbene la vittima fosse affetta da patologie pregresse, conduceva una vita ordinaria e stabile fino al momento del sinistro. Il ruolo dell'allettamento : La difesa ha evidenziato come le fratture abbiano costretto la donna a un'immobilizzazione forzata, innescando un rapido e irreversibile decadimento fisico (cachessia aggravata) che ha portato alla morte. Nesso eziologico : Attraverso il supporto di consulenze mediche, è stato sostenuto che senza l'investimento non si sarebbe verificata la "tempesta clinica" che ha condotto all'insufficienza multiorgano. Il Tentativo della Compagnia di Scaricare la Responsabilità La compagnia assicuratrice, citata come responsabile civile , ha cercato di interrompere il nesso di causalità per evitare l'obbligo del risarcimento, seguendo due direttrici principali: Responsabilità delle Strutture Sanitarie : La compagnia ha tentato di attribuire l'evento morte a presunte negligenze o complicazioni nate durante la degenza ospedaliera, cercando di spostare la colpa sui medici e sulle strutture sanitarie. Preesistenza delle Patologie : È stato sostenuto che il decesso fosse l'esito inevitabile delle condizioni croniche della donna, minimizzando l'impatto del trauma causato dall'autovettura. Il Giudice ha tuttavia rigettato queste tesi, confermando che la condotta colposa del conducente è stata la "conditio sine qua non" del decesso: senza l'investimento, il processo patologico non si sarebbe attivato. La Condanna e la Provvisionale Riconosciuta All'esito del giudizio penale, il Tribunale ha affermato la responsabilità del conducente e, di conseguenza, della compagnia assicurativa. A parziale ristoro del danno subito, è stata riconosciuta a ciascuno degli eredi costituiti una provvisionale immediatamente esecutiva pari a € 20.000,00 , rinviando la quantificazione definitiva del danno al giudice civile. Il risarcimento a seguito di sentenza penale è stato riconosciuto in via transattiva per 1 milione di euro. Conclusioni per lo Studio Legale Questo caso sottolinea l'importanza di una difesa tecnica rigorosa nei casi di omicidio stradale con vittime "fragili". Dimostrare che il trauma ha rotto l'equilibrio vitale del danneggiato è fondamentale per neutralizzare i tentativi delle assicurazioni di declinare la responsabilità verso le strutture sanitarie.

Pubblicazione legale

La tempestività del Soccorso del 118.

Pubblicato su IUSTLAB

La Responsabilità del Servizio 118 e il "Controfattuale" nell'Arresto Cardiaco Extraospedaliero Il tema della responsabilità medica nell'ambito del soccorso d'urgenza (118) rappresenta una delle frontiere più complesse del diritto sanitario. Recentemente, un caso di decesso per arresto cardiaco ha sollevato questioni cruciali circa l'adeguatezza dei mezzi inviati e il nesso di causalità tra i tempi di intervento e le possibilità di sopravvivenza del paziente. In questo articolo analizzeremo le contestazioni mosse alla Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) e i criteri giuridico-scientifici necessari per l'addebito della responsabilità professionale in ambito di emergenza-urgenza. Il Caso: La Dinamica del Soccorso I fatti oggetto di analisi riguardano l'intervento del 118 a seguito di una chiamata di emergenza. La sequenza temporale registrata dalla centrale operativa è la seguente: Ore 14:03 : Inizio dell'intervista telefonica. Ore 14:05 : Registrazione dell'evento con sintomatologia inizialmente aspecifica ("Lipotimia in studentessa"). Ore 14:06 : Invio di un'ambulanza non medicalizzata (demedicalizzata). Ore 14:13 : Arrivo del primo mezzo sul luogo dell'evento, circa 10 minuti dopo il primo contatto. Successivamente : Invio di un secondo mezzo medicalizzato dopo che una nuova chiamata ha specificato un probabile arresto cardio-circolatorio (ACC). La CTU ha inizialmente stimato una responsabilità del 118 pari al 40% , argomentando che l'invio immediato di un mezzo con medico a bordo e attrezzatura per la defibrillazione precoce avrebbe aumentato le possibilità di sopravvivenza. Le Contestazioni alla CTU: Triage e "No Flow Time" Le osservazioni tecniche mosse alla bozza della CTU si articolano su tre punti fondamentali che mettono in discussione l'addebito di colpa: 1. Correttezza del Triage Telefonico L'assegnazione del mezzo dipende strettamente dalle informazioni fornite dall'utente durante l'intervista. Nel caso di specie, la prima allerta indicava una lipotimia (svenimento), quadro clinico che, secondo i protocolli aziendali e le linee guida ministeriali, giustifica l'invio di un mezzo non medicalizzato. Solo una seconda chiamata ha rivelato la gravità della situazione (arresto cardiaco), portando all'invio del secondo mezzo. 2. Rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) I tempi di intervento registrati (arrivo sul posto in circa 11 minuti dal primo contatto) risultano ampiamente entro il limite dei 18 minuti previsti a livello nazionale per le emergenze in area urbana. Non appare quindi censurabile la condotta della centrale operativa sotto il profilo della tempestività. 3. La Prova Controfattuale e la Letteratura Scientifica Il criterio cardine per l'addebito della responsabilità è la probabilità logica che una condotta alternativa (l'invio immediato del medico) avrebbe evitato l'evento infausto. La letteratura internazionale citata nelle osservazioni evidenzia che: Ogni minuto trascorso senza RCP (Rianimazione Cardio-Polmonare) riduce le probabilità di sopravvivenza del 10-15% . In assenza di manovre rianimatorie da parte degli astanti (bystander CPR), dopo 10 minuti di "no flow" (tempo intercorso tra l'evento e l'arrivo dei soccorsi), le chance di sopravvivenza sono quasi nulle. Criteri per l'Addebito della Responsabilità Secondo la linea difensiva, l'addebito di responsabilità non può basarsi su una mera intuizione postuma ("se ci fosse stato il medico..."), ma deve seguire criteri rigorosi: Aderenza ai Protocolli : La valutazione della colpa deve basarsi sulla correttezza dell'intervista di triage e sulla coerenza del mezzo inviato rispetto al codice assegnato in quel momento. Il nesso causale : Non basta dimostrare un ritardo o un'inadeguatezza tecnica; occorre provare che, nel caso specifico, l'intervento "perfetto" avrebbe avuto un'alta probabilità di successo. Valutazione delle manovre pre-ospedaliere : L'assenza di rianimazione immediata da parte di chi era presente sul posto è un fattore determinante che può interrompere il nesso causale tra la condotta del 118 e il decesso. In conclusione, le osservazioni tecniche suggeriscono che la responsabilità del 118 debba essere esclusa qualora i protocolli di triage siano stati rispettati e il danno neurologico fosse già irreversibile al momento del contatto con i soccorritori, rendendo vano qualsiasi tentativo di rianimazione avanzata.

Leggi altre credenziali (17)

Contatta l'avvocato

Avvocato Rosario Piombino a Napoli
Telefono Email WhatsApp

Per informazioni e richieste:

Contatta l'Avv. Piombino per sottoporre il tuo caso:

Accetto l’informativa sulla privacy ed il trattamento dati
Avvocato Rosario Piombino a Napoli

Avv. Rosario Piombino

Telefono Email WhatsApp
Telefono Email WhatsApp

Lo studio

P&r Avvocati
Via Nuova Poggioreale 162
Napoli (NA)

Sede secondaria:
Caserta - Centro
Caserta (CE)