Caso legale:
Una convivenza lunga vent'anni, due figlie ormai maggiorenni di cui una non ancora autosufficiente, e una casa intestata a metà a ciascuno dei due. Nessun matrimonio alle spalle, quindi nessuna delle tutele che i coniugi danno per scontate.
Il rischio, in queste situazioni, è di tenere separati i due discorsi: da una parte il mantenimento della figlia, dall'altra la casa, magari con una divisione giudiziale che dura anni e costa più di quanto valga la quota. La strada scelta è stata l'opposta: un accordo unico, in cui i patti patrimoniali sono dichiarati espressamente come negoziazione globale di tutte le questioni pendenti e come condizione necessaria della soluzione bonaria.
Nel testo sono entrati la cessione della quota a prezzo concordato, l'identificazione catastale completa dei beni e delle pertinenze, un termine perentorio per l'avvio delle pratiche notarili, la ripartizione degli oneri, e la disciplina del mantenimento della figlia maggiorenne ai sensi dell'art. 337-septies c.c., con regole operative sul rimborso delle spese straordinarie.
L'atto è stato depositato congiuntamente e sottoscritto da entrambe le parti.