Inerzia del pubblico ministero e diritti della persona offesa davanti alla corte europea

Scritto da: Emanuele Toma - Cass. Pen., 2021, 7/8, p. 2580




Pubblicazione legale: La Corte europea dei diritti dell’uomo condanna ancora l’Italia per l’ormai ben noto problema dell’eccessiva ed irragionevole durata dei procedimenti e, nel farlo, vengono offerti interessanti spunti di riflessione su due problemi ulteriori: da un lato, l’impotenza processuale della persona offesa e l’inadeguatezza della legge c.d. Pinto, tale da essere ritenuta incompatibile con l’art. 13 CEDU in quanto non garantisce sufficientemente il diritto di tutti ad un ricorso effettivo; dall’altro lato, si trova invece la questione del diritto d’accesso ad un tribunale di cui all’art. 6, par. 1, CEDU al netto degli ultimi approdi in tema di “two avenues test”, il criterio sulla base del quale valutare se la sussistenza di una modalità alternativa per far valere la propria pretesa civilistica valga a ritenere l’ordinamento nazionale adeguato al principio convenzionale.

Fonte: Cass. Pen., 2021, 7/8, p. 2580



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Emanuele Toma

Avvocato Civilista e Penalista a Roma




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