Avvocato Fortunato Dario Creaco a Catania

Fortunato Dario Creaco

Avvocato in diritto sanitario per medici, professionisti sanitari e strutture sanitarie

Informazioni generali

Assisto medici, professionisti sanitari e strutture sanitarie nella gestione e prevenzione del rischio legale. Mi occupo di contenzioso civile e penale, consenso informato, documentazione sanitaria, rapporti con assicurazioni e tutela in caso di contestazioni. Affianco cliniche, ambulatori, RSA, laboratori e centri diagnostici con un approccio concreto, orientato alla difesa, alla compliance e alla serenità operativa di chi lavora nella sanità.

Esperienza


Malasanità e responsabilità medica

Mi occupo di responsabilità sanitaria con particolare attenzione alla tutela di medici, professionisti sanitari, équipe e strutture sanitarie. Assisto i clienti nella gestione di contestazioni per presunta colpa medica, procedimenti civili e penali, richieste risarcitorie, accertamenti tecnici, rapporti con compagnie assicurative e valutazione medico-legale della documentazione clinica. La mia attività riguarda sia la difesa nel contenzioso sia la prevenzione del rischio legale, attraverso l’analisi di consenso informato, cartelle cliniche, procedure interne, percorsi decisionali e profili organizzativi.


Diritto penale

Assisto medici, professionisti sanitari ed équipe - anche in ambito penale - coinvolti in procedimenti per presunta responsabilità professionale, lesioni colpose, omicidio colposo e profili connessi all’attività clinica. L’attività difensiva richiede analisi della cartella clinica, ricostruzione del percorso diagnostico-terapeutico, confronto con consulenti medico-legali e valutazione di linee guida, buone pratiche e nesso causale. L’obiettivo è tutelare il sanitario con una strategia tecnica, documentale e processuale coerente.


Risarcimento danni

Mi occupo della gestione delle richieste risarcitorie rivolte a medici e strutture sanitarie, con particolare attenzione alla quantificazione del danno e alla contestazione di pretese non provate o sproporzionate. Analizzo danno biologico, morale, patrimoniale, perdita di chance, danno da perdita del rapporto parentale, concorso del paziente e criteri di liquidazione, coordinando difesa legale, valutazione medico-legale e posizione assicurativa.


Altre categorie

Diritto assicurativo.



Credenziali

Sentenza giudiziaria

Rigettata domanda risarcitoria per decesso da trombosi intrastent contro ospedale e medico

**Tribunale di Milano, Sezione Civile, sentenza n. ***/2024 – R.G. n. */2022 (dati oscurati per clausola di riservatezza con la struttura sanitaria)

Ho assistito un’azienda ospedaliera e relativa equipe medica in un giudizio di responsabilità sanitaria promosso dagli eredi di un paziente deceduto a seguito di trombosi intrastent. Gli attori chiedevano il risarcimento dei danni sostenendo che l’équipe non avrebbe dovuto procedere a coronarografia e successivo impianto di stent, trattandosi di stenosi minima, asintomatica e rilevata incidentalmente. Il Tribunale, pur formulando un giudizio critico sull’appropriatezza dell’iter diagnostico-terapeutico, ha rigettato integralmente la domanda risarcitoria. È stata valorizzata la correttezza tecnica della procedura, l’assenza di complicanze esecutive, la presenza di uno specifico addendum informativo inserito in cartella clinica e, soprattutto, la mancata prova del nesso causale tra la condotta dei sanitari e il decesso. Dagli accertamenti autoptici e tossicologici era infatti emersa una non regolare assunzione della terapia antiaggregante prescritta, circostanza ritenuta causalmente prevalente rispetto all’evento morte. Il caso conferma l’importanza, nella difesa di medici e strutture, di una strategia fondata su documentazione clinica, consenso informato, ricostruzione medico-legale e analisi rigorosa del nesso causale.

Pubblicazione legale

Diagnosi oncologica tardiva e responsabilità sanitaria

’articolo affronta il tema della diagnosi oncologica tardiva e della responsabilità sanitaria, analizzando una delle aree più delicate del contenzioso medico-legale: il ritardo nell’individuazione di una patologia tumorale e le conseguenze che tale ritardo può produrre sul piano clinico, prognostico e giuridico. Il punto centrale è che non ogni diagnosi tardiva comporta automaticamente una responsabilità del medico o della struttura sanitaria. In ambito oncologico, infatti, il giudizio giuridico richiede una valutazione rigorosa di più elementi: i sintomi riferiti dal paziente, gli accertamenti eseguiti, la tempistica delle visite, la coerenza del percorso diagnostico, le linee guida applicabili, le possibilità concrete di anticipare la diagnosi e, soprattutto, l’incidenza del ritardo sull’evoluzione della malattia. L’articolo evidenzia come, nei casi di sospetta responsabilità sanitaria, il nodo decisivo sia spesso rappresentato dal nesso causale. Non basta dimostrare che la diagnosi sia arrivata tardi: occorre accertare se una diagnosi più tempestiva avrebbe realmente modificato il decorso della patologia, aumentato le possibilità di sopravvivenza, consentito terapie meno invasive o garantito al paziente una migliore qualità della vita. Questo aspetto è particolarmente complesso nei tumori aggressivi, nelle neoplasie già avanzate al momento della prima osservazione clinica o nei casi in cui i sintomi iniziali siano aspecifici. Viene poi valorizzato il ruolo della documentazione sanitaria. Cartelle cliniche, referti, richieste di approfondimento, annotazioni ambulatoriali, comunicazioni con il paziente e indicazioni di follow-up diventano strumenti fondamentali per ricostruire il percorso diagnostico. Una documentazione incompleta, generica o non coerente può rendere più fragile la posizione difensiva del medico e della struttura, anche quando l’operato clinico sia stato sostanzialmente corretto. Al contrario, una documentazione chiara e puntuale consente di dimostrare le ragioni delle scelte compiute, la corretta presa in carico del paziente e l’eventuale assenza di segnali clinici tali da imporre accertamenti ulteriori. L’articolo richiama anche l’importanza della diagnosi differenziale e del follow-up. In presenza di sintomi persistenti, dubbi diagnostici, esami non risolutivi o quadri clinici che non migliorano, il sanitario deve poter dimostrare di avere valutato le ipotesi alternative e di avere programmato controlli adeguati. Il problema, quindi, non riguarda solo l’errore diagnostico in senso stretto, ma anche la gestione del tempo clinico: quando rivalutare il paziente, quando prescrivere ulteriori esami, quando inviare allo specialista, quando documentare il razionale della scelta attendista. La riflessione è orientata anche alla tutela dei medici e delle strutture sanitarie. Il rischio, nei casi di diagnosi oncologica tardiva, è che l’esito sfavorevole della malattia venga letto retrospettivamente come prova dell’errore. L’analisi giuridica, invece, deve evitare valutazioni ex post e ricostruire ciò che era concretamente conoscibile e prevedibile al momento della decisione clinica. Solo così è possibile distinguere tra un ritardo effettivamente colpevole e una diagnosi complessa, maturata in un contesto di sintomi sfumati o di dati clinici inizialmente non dirimenti. In conclusione, l’articolo sottolinea che la gestione del rischio legale in oncologia passa da tre elementi essenziali: appropriatezza del percorso diagnostico, tracciabilità delle decisioni e qualità della comunicazione con il paziente. Per medici e strutture sanitarie, la prevenzione del contenzioso non consiste nell’aumentare indiscriminatamente gli esami, ma nel costruire percorsi clinici documentati, coerenti e difendibili. La diagnosi tempestiva resta un obiettivo centrale della cura, ma la responsabilità sanitaria deve essere valutata con criteri tecnici, medico-legali e causali rigorosi, senza trasformare ogni esito oncologico sfavorevole in automatica colpa professionale.

Video legale online

Medicina difensiva e aggravamento del rischio per medici

4/2026

In questo video affronto il tema della medicina difensiva e, in particolare, spiego come percorsi clinici volti all'over testing, spesso ottengano il risultato esattamente opposto e, cioè, quello di esporsi a un rischio clinico maggiore e non previsto.

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Lo studio

Fortunato Dario Creaco
Via Monfalcone 22
Catania (CT)