Sentenza giudiziaria:
In primo grado l'imputato di nazionalità srylankese fu condannato alla pena di anni cinque di reclusione per il delitto di violenza sessuale in danno di una giovane ragazza.
Nel giudizio di appello ho evidenziato e dimostrato che il riconoscimento dell'imputato quale autore della violenza sessuale era stato effettuato dalla vittima con modalità che non consentivano di ritenere certa al di là di ogni ragionevole dubbio la riferibilità dei fatti al mio assistito in quanto erano emersi numerosi elementi di incongruenza nel narrato della giovane donna.
La Corte di Appello di Milano, all'esito di una lunga ed articolata arringa difensiva, ha ritenuto fondate le argomentazioni contenute nell'atto di appello ed ha assolto l'imputato per non aver commesso il fatto e ne ha disposto la scarcerazione.
Successivamente ho anche ottenuto che il mio assistito fosse risarcito per il periodo di ingiusta detenzione che aveva subito.