Avvocato Giustino Sisto a Salerno

Giustino Sisto

Avvocato esperto in marchi e brevetti

Informazioni generali

Lo Studio Legale Sisto è uno studio legale specializzato in proprietà intellettuale e industriale, con particolare competenza in marchi, brevetti, diritto delle nuove tecnologie e tutela del know-how. Assiste imprese e professionisti nella registrazione e difesa dei diritti immateriali, offrendo consulenza strategica e assistenza giudiziale. Ha sede a Salerno e uffici di rappresentanza a Napoli e Milano.

Esperienza


Franchising

Lo Studio Legale Sisto offre consulenza legale specializzata in materia di franchising, assistendo imprese nella strutturazione e gestione delle reti commerciali. Lo studio supporta nella redazione e revisione dei contratti di franchising, nella tutela del know-how e dei marchi, e fornisce assistenza nelle trattative e nei contenziosi tra franchisor e franchisee.


Antitrust e concorrenza sleale

O Studio Legale Sisto assiste imprese e professionisti nella tutela contro atti di concorrenza sleale e nelle problematiche antitrust. Offre consulenza strategica e assistenza giudiziale per contrastare pratiche commerciali scorrette, imitazioni, denigrazione e abuso di posizione dominante, tutelando il valore dell’impresa e la correttezza del mercato.


Proprietà intellettuale

Lo Studio Legale Sisto offre assistenza completa in materia di proprietà industriale, supportando imprese e professionisti nella tutela e valorizzazione di marchi, brevetti, design e know-how. Fornisce consulenza strategica, registrazione e gestione dei diritti, oltre ad assistenza giudiziale contro contraffazione e violazioni, garantendo una protezione efficace degli asset immateriali dell’impresa.


Altre categorie

Brevetti, Marchi.



Credenziali

Pubblicazione legale

Brevetti come leva per attrarre investitori

Pubblicato su IUSTLAB

Nel contesto economico attuale, caratterizzato da innovazione tecnologica accelerata , competizione globale e crescente selettività del capitale, il brevetto ha assunto un ruolo che va ben oltre la mera funzione di tutela giuridica. Oggi la proprietà industriale rappresenta uno degli elementi centrali nella valutazione di un progetto imprenditoriale e costituisce una leva determinante per attrarre investitori qualificati . Venture capitalist, fondi di private equity e investitori istituzionali non investono più soltanto in idee, ma in innovazioni strutturate, protette e giuridicamente difendibili . Il brevetto consente di trasformare un’intuizione tecnica in un asset esclusivo , opponibile ai terzi e pienamente integrabile nel patrimonio dell’impresa. Dal punto di vista dell’investitore, questo passaggio è essenziale, poiché riduce in modo significativo il rischio di imitazione e protegge l’innovazione da concorrenti più rapidi o più capitalizzati. Un progetto privo di tutela brevettuale è percepito come fragile , esposto e difficilmente scalabile, indipendentemente dal suo valore tecnologico intrinseco. La presenza di uno o più brevetti incide direttamente sulla percezione del vantaggio competitivo . L’investitore ricerca soluzioni in grado di mantenere nel tempo una posizione di forza sul mercato e il brevetto rappresenta lo strumento giuridico più efficace per creare barriere all’ingresso , limitare la concorrenza e consolidare una leadership tecnologica. In questa prospettiva, la proprietà industriale diventa parte integrante del modello di business e non un semplice elemento difensivo. Un ulteriore profilo di interesse riguarda la capacità del brevetto di generare valore economico autonomo . Un titolo di proprietà industriale può essere concesso in licenza, ceduto, utilizzato come leva negoziale in operazioni di partnership o valorizzato nell’ambito di operazioni finanziarie. Questa flessibilità amplia in modo significativo le strategie di monetizzazione e di exit , rendendo l’investimento più appetibile sotto il profilo del rendimento. Nel corso delle operazioni di investimento, la verifica del portafoglio brevettuale assume un ruolo centrale nella fase di due diligence legale e tecnica . Non viene valutata soltanto l’esistenza formale del brevetto, ma soprattutto la sua solidità giuridica ed efficacia sostanziale . Gli investitori analizzano la titolarità dei diritti, l’ampiezza e la coerenza delle rivendicazioni, lo stato delle procedure di deposito e concessione, l’estensione territoriale e la coerenza tra brevetto e prodotto o servizio effettivamente commercializzato . Particolare attenzione è riservata alla libertà di attuazione , poiché la presenza di diritti anteriori di terzi può compromettere l’intero progetto industriale. Per le startup e le imprese innovative, il brevetto rappresenta spesso il primo vero elemento di credibilità nei confronti degli investitori . Nelle fasi iniziali di sviluppo, la tecnologia protetta costituisce frequentemente l’asset principale su cui si fonda la valutazione dell’impresa. Una strategia brevettuale solida e ben pianificata aumenta la valutazione pre-money , rafforza il pitch e dimostra maturità imprenditoriale, visione strategica e capacità di gestione del rischio. Al contrario, errori nella gestione della proprietà industriale possono allontanare gli investitori . La divulgazione dell’invenzione prima del deposito, la redazione approssimativa delle rivendicazioni, la mancata estensione ai mercati strategici o l’assenza di un chiaro collegamento tra brevetto e modello di business sono criticità che emergono immediatamente in fase di analisi. Dal punto di vista dell’investitore, un brevetto debole è spesso più dannoso dell’assenza di brevetti , poiché crea un’apparente protezione che non regge a una verifica approfondita. È opportuno chiarire che non ogni innovazione deve necessariamente essere brevettata . In alcuni settori, una strategia basata sul segreto industriale o su una combinazione di strumenti di tutela può risultare più efficace. Ciò che rileva, tuttavia, è l’esistenza di una strategia consapevole, documentata e coerente con il mercato di riferimento . Gli investitori non premiano l’improvvisazione, ma la razionalità delle scelte giuridiche e industriali. In questo scenario, il ruolo dell’avvocato esperto in diritto industriale è determinante . La consulenza non si limita al deposito del brevetto, ma riguarda la costruzione di una strategia di protezione della proprietà intellettuale orientata agli investimenti . L’assistenza legale comprende la prevenzione dei rischi, la preparazione alla due diligence, il coordinamento con i consulenti brevettuali e il supporto nella valorizzazione economica dell’asset, anche in funzione di operazioni di finanziamento o acquisizione. In conclusione, i brevetti rappresentano oggi uno strumento essenziale per attrarre investitori e sostenere la crescita dell’impresa . La proprietà industriale non è un costo, ma un investimento strategico che incide direttamente sulla credibilità del progetto e sulla sua capacità di competere nel mercato globale. Un’innovazione priva di tutela resta un’idea esposta . Un’innovazione protetta da una solida strategia brevettuale diventa, agli occhi degli investitori, un’opportunità concreta, strutturata e meritevole di fiducia .

Pubblicazione legale

Brevetto unitario europeo: cos’è e quando conviene davvero alle imprese italiane

Pubblicato su IUSTLAB

Negli ultimi anni il sistema europeo di tutela delle invenzioni ha conosciuto una trasformazione profonda con l’introduzione del brevetto unitario europeo . Questo nuovo strumento di protezione brevettuale rappresenta una delle innovazioni più rilevanti nel diritto della proprietà industriale degli ultimi decenni e modifica in modo significativo le strategie con cui imprese e innovatori possono tutelare le proprie tecnologie nel mercato europeo. Il brevetto unitario europeo è una forma di tutela brevettuale che consente di ottenere una protezione uniforme dell’invenzione in numerosi Stati membri dell’Unione europea attraverso un unico titolo. Una volta concesso dall’Ufficio Europeo dei Brevetti, il brevetto può acquisire effetto unitario e produrre automaticamente gli stessi effetti giuridici nei Paesi che partecipano al sistema. In questo modo l’inventore o l’impresa titolare del brevetto può beneficiare di una tutela ampia e omogenea senza dover gestire separatamente una pluralità di diritti nazionali. Per comprendere la portata di questa innovazione è utile ricordare come funzionava tradizionalmente il sistema europeo dei brevetti. Il cosiddetto brevetto europeo tradizionale , dopo la concessione da parte dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, deve essere convalidato nei singoli Stati in cui si desidera ottenere protezione. Ciò comporta la gestione di più diritti nazionali distinti, ciascuno soggetto alle rispettive normative interne e alle relative procedure giudiziarie. Il brevetto unitario nasce proprio con l’obiettivo di superare questa frammentazione, offrendo una tutela più integrata e coerente nel mercato europeo. Parallelamente all’introduzione del brevetto unitario è stato istituito il Tribunale Unificato dei Brevetti , un nuovo organo giurisdizionale europeo competente per le controversie relative ai brevetti unitari e, in molti casi, anche ai brevetti europei tradizionali. Questo tribunale ha la particolarità di poter emettere decisioni che producono effetti simultanei in tutti gli Stati aderenti al sistema. Una pronuncia relativa alla contraffazione o alla validità di un brevetto può quindi incidere sull’intero territorio coperto dal titolo, senza la necessità di avviare procedimenti paralleli davanti ai tribunali nazionali. La centralizzazione del contenzioso rappresenta uno degli elementi più innovativi del nuovo sistema brevettuale europeo. Da un lato, consente di ottenere decisioni più rapide e uniformi, riducendo i costi e la complessità delle controversie internazionali. Dall’altro lato, introduce anche un elemento di rischio che le imprese devono attentamente valutare. Una decisione di invalidità pronunciata dal Tribunale Unificato dei Brevetti può infatti comportare la perdita della protezione brevettuale in tutti gli Stati aderenti al sistema con un’unica sentenza. Proprio per questo motivo la scelta tra brevetto unitario europeo e brevetto europeo tradizionale non può essere affrontata in modo automatico, ma richiede una valutazione strategica caso per caso. Il brevetto unitario può rappresentare una soluzione particolarmente vantaggiosa per le imprese che operano in diversi mercati europei e che intendono proteggere le proprie innovazioni su un territorio molto ampio. In queste situazioni, la gestione centralizzata del titolo e la tutela uniforme dell’invenzione possono contribuire a semplificare in modo significativo la gestione della proprietà industriale. Il brevetto unitario può inoltre risultare particolarmente interessante per startup tecnologiche, imprese innovative e aziende che sviluppano prodotti destinati a essere commercializzati in numerosi Paesi dell’Unione europea. In un contesto economico sempre più integrato, la possibilità di ottenere una protezione brevettuale ampia e coerente può rafforzare la posizione competitiva dell’impresa e aumentare il valore strategico degli asset immateriali. Esistono tuttavia situazioni in cui il sistema tradizionale del brevetto europeo può continuare a rappresentare la soluzione più prudente. Questo accade, ad esempio, quando l’interesse commerciale dell’impresa è limitato a pochi mercati specifici oppure quando l’invenzione riveste un’importanza strategica tale da rendere preferibile evitare il rischio di una revoca centralizzata del titolo. In questi casi la frammentazione territoriale del brevetto europeo tradizionale può paradossalmente offrire un livello di sicurezza maggiore. Il nuovo sistema del brevetto unitario europeo deve quindi essere interpretato come uno strumento ulteriore a disposizione delle imprese per la tutela delle invenzioni. Non sostituisce completamente il modello tradizionale, ma amplia le possibilità di scelta nella definizione delle strategie di protezione della proprietà industriale. La decisione su quale percorso adottare dipende da numerosi fattori, tra cui i mercati di riferimento, il valore economico dell’invenzione, la strategia commerciale dell’impresa e i possibili scenari di contenzioso. Per le imprese italiane che investono in innovazione, comprendere il funzionamento del brevetto unitario europeo è oggi fondamentale. La gestione strategica dei brevetti rappresenta infatti uno degli strumenti principali per valorizzare la ricerca, proteggere le tecnologie sviluppate e rafforzare la competitività sui mercati internazionali. In un’economia sempre più basata sulla conoscenza e sull’innovazione tecnologica, la capacità di scegliere il modello di tutela brevettuale più adatto può fare la differenza tra una semplice invenzione e un reale vantaggio competitivo. Il brevetto unitario europeo segna quindi un passaggio storico nel diritto della proprietà industriale in Europa. Comprendere quando e come utilizzare questo nuovo strumento consente alle imprese di proteggere in modo più efficace le proprie innovazioni e di affrontare con maggiore sicurezza le sfide di un mercato tecnologico sempre più globale.

Pubblicazione legale

Voucher EUIPO 2026: risparmia fino a €.700,00 sulla registrazione di marchi e design europei ed internazionali

Pubblicato su IUSTLAB

La registrazione di un marchio dell’Unione Europea (EUTM) o di un design comunitario (RCD) è uno strumento essenziale per tutelare il valore di un brand o di un prodotto nel mercato europeo ed internazionale. Con il Voucher EUIPO 2026 – Fondo per le PMI , imprese e professionisti possono ottenere un rimborso fino al 75% delle tasse ufficiali fino ad un massimo di €.700,00 , riducendo sensibilmente i costi di accesso alla tutela della proprietà industriale. In questo articolo analizziamo come funziona il voucher , quanto si può risparmiare realmente e perché è fondamentale impostare correttamente la procedura fin dall’inizio . Cos’è il Voucher EUIPO 2026 e qual è la sua finalità Il Voucher EUIPO 2026 è un contributo economico erogato dall’ EUIPO con il sostegno della Commissione Europea e rientra nel programma pluriennale di incentivazione alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale destinato alle piccole e medie imprese. La finalità del Fondo è quella di favorire l’accesso consapevole alla registrazione di marchi e design riducendo le barriere economiche che spesso scoraggiano le imprese dall’investire nella protezione giuridica dei propri asset immateriali. Soggetti beneficiari del Voucher EUIPO Il contributo è destinato alle PMI stabilite nell’Unione Europea ed anche le fondazioni purché svolgano un’attività economica secondo la definizione europea di impresa. Rientrano quindi tra i beneficiari startup ed imprenditori individuali che intendano registrare un marchio o un design come strumento di crescita e consolidamento del proprio business Voucher 2 per marchi e design europei ed internazioali funzionamento e importi Il Voucher 2 è quello specificamente dedicato alla protezione di marchi e disegni o modelli sia a livello nazionale che europeo e internazionale. Il contributo prevede per il deposito marchi e design europei un rimborso pari al 75 per cento delle tasse ufficiali ammissibili sostenute per la registrazione con un tetto massimo complessivo di 700 euro per beneficiario. Il contributo prevede per il deposito marchi e design internazionali un rimborso pari al 50 per cento delle tasse ufficiali ammissibili sostenute per la registrazione sempre con un tetto massimo complessivo di 700 euro per beneficiario. È fondamentale precisare che l’importo massimo di 700 euro non si riferisce a ogni singolo marchio o design ma rappresenta il limite complessivo utilizzabile anche in caso di più depositi o di depositi multipli di disegni o modelli Spese ammissibili e spese escluse dal rimborso Il voucher copre esclusivamente le tasse ufficiali richieste dagli uffici di proprietà intellettuale comprese le tasse di deposito di classe di esame di registrazione e di pubblicazione Restano invece espressamente esclusi dal rimborso i compensi professionali gli onorari legali e qualsiasi costo sostenuto prima della concessione formale del voucher Principio di non retroattività del voucher Uno degli aspetti più rilevanti del Voucher EUIPO 2026 riguarda il principio di non retroattività. Le spese sostenute prima della notifica della decisione di concessione non sono rimborsabili e pertanto qualsiasi deposito effettuato prima dell’ottenimento del voucher comporta la perdita del beneficio economico. La procedura corretta prevede sempre prima la richiesta del voucher e solo successivamente il deposito del marchio o del design. Tempistiche di utilizzo del Voucher EUIPO 2026 Per i marchi e i design il voucher deve essere attivato entro un mese dalla data di notifica della concessione con possibilità di una sola proroga di un ulteriore mese. Il periodo massimo di attivazione non può quindi superare i due mesi. Il mancato rispetto delle tempistiche comporta la decadenza automatica del contributo. Registrazione del marchio e rischio di rigetto Il Voucher EUIPO non costituisce una garanzia di registrazione del marchio o del design. Il rimborso è legato al pagamento delle tasse e non all’esito finale della procedura. Un marchio privo di capacità distintiva descrittivo o in conflitto con diritti anteriori può essere rifiutato pur avendo generato spese rimborsabili in parte. Per questo motivo il contributo economico non sostituisce una corretta valutazione strategica e giuridica del segno da registrare. Importanza della consulenza legale nella gestione del voucher Una gestione professionale del Voucher EUIPO consente di verificare preventivamente la registrabilità del marchio o del design individuare le classi corrette impostare una strategia di tutela coerente con gli obiettivi aziendali e ridurre in modo significativo il rischio di rigetto o di contenzioso. La registrazione di un titolo di proprietà industriale non è un adempimento formale ma un investimento giuridico che incide direttamente sul valore dell’impresa nel tempo. Domande frequenti sul Voucher EUIPO 2026 Il voucher è utilizzabile anche per marchi dell’Unione Europea Sì il marchio UE rientra pienamente tra i titoli ammissibili È possibile registrare più marchi o design con lo stesso voucher Sì entro il limite massimo complessivo di 700 euro di rimborso Il rimborso può essere richiesto prima della registrazione definitiva Sì il rimborso si basa sul pagamento delle tasse ufficiali e non sull’esito finale Il voucher copre anche i costi dell’avvocato No il contributo riguarda esclusivamente le tasse ufficiali Cosa succede se il voucher non viene utilizzato nei termini Il voucher decade e non può essere riutilizzato nello stesso anno Il Voucher EUIPO 2026 rappresenta uno strumento di grande interesse per chi intende registrare marchi e design europei riducendo sensibilmente i costi iniziali. Per trasformare il contributo economico in una reale tutela giuridica è però indispensabile un approccio professionale che coniughi strategia legale correttezza procedurale e visione di lungo periodo. Registrare correttamente oggi significa proteggere il valore dell’impresa domani.

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Lo studio

Giustino Sisto
Via Luigi Guercio 26
Salerno (SA)

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