Avvocato Giusy Sacristano a Mariano Comense

Giusy Sacristano

Avvocato civilista

Informazioni generali

Avvocato operante nell'ambito del diritto civile, con particolare attenzione al diritto di famiglia. Presto assistenza e consulenza, sia giudiziale sia stragiudiziale, nelle procedure di separazione e divorzio, nelle questioni relative all'affidamento e al mantenimento dei figli, nonché nelle controversie patrimoniali e familiari. Affianco i clienti con serietà e attenzione alle specifiche esigenze del caso concreto, privilegiando, ove possibile, soluzioni efficaci e sostenibili volte alla composizione delle controversie.

Esperienza


Diritto di famiglia

L'attività professionale è svolta con particolare attenzione al diritto di famiglia, settore nel quale vengono assistiti i clienti nelle delicate questioni che coinvolgono i rapporti personali, familiari e patrimoniali. Viene prestata consulenza e assistenza legale nelle procedure di separazione e divorzio, sia consensuali sia giudiziali, nella regolamentazione dell’affidamento e del mantenimento dei figli, nella determinazione e revisione degli assegni di mantenimento, nonché nelle controversie relative all’esercizio della responsabilità genitoriale. L’assistenza si estende inoltre alle questioni riguardanti le convivenze di fatto.


Separazione

Assistenza legale nelle procedure di separazione consensuale e giudiziale, con supporto nella definizione degli accordi relativi all'affidamento dei figli, ai tempi di permanenza presso ciascun genitore, al mantenimento e all'assegnazione della casa familiare. L'obiettivo è tutelare gli interessi delle parti e dei minori, favorendo soluzioni equilibrate e sostenibili.


Affidamento

Consulenza e assistenza in materia di affidamento dei minori, finalizzata alla tutela dei diritti dei figli e alla corretta regolamentazione della responsabilità genitoriale, dei tempi di frequentazione e degli obblighi di mantenimento.


Altre categorie

Tutela dei minori, Recupero crediti, Diritto civile, Eredità e successioni, Divorzio, Incapacità giuridica, Unioni civili, Matrimonio, Adozione, Diritto bancario e finanziario, Pignoramento, Contratti, Diritto del lavoro, Mobbing, Licenziamento, Diritto immobiliare, Diritto condominiale, Locazioni, Sfratto, Incidenti stradali, Multe e contravvenzioni, Tutela del consumatore, Risarcimento danni, Malasanità e responsabilità medica, Mediazione, Negoziazione assistita, Domiciliazioni e sostituzioni.



Credenziali

Esperienza di lavoro

Praticante Avvocato - Studio Legale Giovinazzo

Dal 4/2024 - lavoro attualmente qui

Nel corso della mia attività professionale ho maturato esperienza nell'assistenza e difesa nell'ambito del diritto di famiglia, occupandomi di separazioni, divorzi, regolamentazione dell'affidamento e del mantenimento dei figli, procedimenti relativi agli obblighi alimentari, modifica delle condizioni di separazione e divorzio, nonché controversie inerenti ai rapporti patrimoniali tra coniugi. L'attività svolta mi ha consentito di approfondire la disciplina sostanziale e processuale della riforma Cartabia in materia di persone, minorenni e famiglie, acquisendo esperienza nella predisposizione di ricorsi, comparse di costituzione e risposta, memorie difensive e atti processuali complessi. Ho seguito procedimenti caratterizzati da rilevanti profili patrimoniali, quali la ricostruzione del patrimonio familiare, la tutela del coniuge economicamente più debole, la gestione dei rapporti relativi alla casa familiare e alle obbligazioni alimentari, nonché questioni concernenti comunione legale, divisione di beni e successioni strettamente connesse alle vicende familiari. La mia attività si è inoltre concentrata sulla gestione delle fasi stragiudiziali della crisi familiare, attraverso negoziazioni assistite e definizioni consensuali, privilegiando soluzioni che consentano di ridurre il conflitto tra le parti, pur garantendo la piena tutela degli interessi del cliente. Ho avuto l'opportunità di collaborare con professionisti di comprovata esperienza nel settore, affinando competenze nella gestione di contenziosi complessi e sviluppando un approccio orientato all'analisi tecnica del caso, alla strategia processuale e alla ricerca della soluzione giuridicamente più efficace. Questa esperienza ha consolidato la mia capacità di affrontare controversie che coinvolgono aspetti giuridici, patrimoniali e personali particolarmente delicati, assicurando un'assistenza fondata su competenza tecnica, attenzione alla persona e tutela effettiva dei diritti.

Pubblicazione legale

Assegno di mantenimento: quando può essere modificato?

Pubblicato su IUSTLAB

L'assegno di mantenimento stabilito in sede di separazione o divorzio non è immutabile. La legge prevede infatti la possibilità di chiederne la revisione ogniqualvolta intervengano fatti nuovi idonei a modificare l'equilibrio economico esistente al momento della decisione del giudice o dell'accordo tra le parti. Il principio della sopravvenienza La modifica dell'assegno non può essere richiesta sulla base di una semplice rivalutazione delle circostanze già esaminate dal giudice. È necessario, invece, dimostrare il verificarsi di fatti sopravvenuti che abbiano inciso in modo significativo sulle condizioni economiche o personali di uno dei coniugi. Tra le circostanze che possono giustificare una revisione rientrano, ad esempio: la perdita del posto di lavoro; una significativa riduzione del reddito; il pensionamento; l'insorgenza di gravi problemi di salute; l'incremento o la diminuzione delle esigenze dei figli; il miglioramento delle condizioni economiche dell'altro coniuge. In presenza di tali eventi, il giudice procede ad una nuova valutazione della situazione patrimoniale delle parti, verificando se permangano i presupposti che avevano giustificato la determinazione originaria dell'assegno. Il mantenimento dei figli Quando l'assegno riguarda i figli, il criterio fondamentale rimane il loro interesse. Entrambi i genitori sono tenuti a contribuire al mantenimento in proporzione alle rispettive capacità economiche, garantendo ai figli un tenore di vita quanto più possibile analogo a quello goduto durante la convivenza familiare. L'aumento delle spese scolastiche, sanitarie o sportive, così come una variazione delle disponibilità economiche di uno dei genitori, possono legittimare una richiesta di revisione dell'importo. L'onere della prova Chi richiede la modifica dell'assegno deve dimostrare l'esistenza delle circostanze sopravvenute mediante idonea documentazione. A titolo esemplificativo, possono assumere rilievo dichiarazioni dei redditi, buste paga, certificazioni pensionistiche, documentazione sanitaria, contratti di lavoro o altra documentazione attestante la variazione delle condizioni economiche. Non è sufficiente allegare una generica diminuzione delle entrate o un peggioramento della propria situazione patrimoniale: occorre fornire elementi concreti e verificabili. Il procedimento La revisione dell'assegno richiede la proposizione di un apposito ricorso dinanzi al Tribunale competente. Fino all'eventuale modifica disposta dal giudice, l'importo originariamente stabilito continua ad essere dovuto. Per tale motivo è opportuno attivarsi tempestivamente quando intervengano circostanze che incidano in maniera significativa sull'equilibrio economico tra le parti. Il ruolo dell'avvocato La valutazione circa la sussistenza dei presupposti per ottenere la modifica dell'assegno richiede un'attenta analisi della situazione familiare e patrimoniale. Un'assistenza legale qualificata consente di verificare preventivamente la fondatezza della richiesta, raccogliere la documentazione necessaria e individuare la strategia più efficace, privilegiando, ove possibile, una soluzione consensuale e ricorrendo all'autorità giudiziaria quando ciò si renda necessario per la tutela dei propri diritti e di quelli dei figli.

Pubblicazione legale

La tutela dei minori nel diritto di famiglia: il principio del superiore interesse del figlio

Pubblicato su IUSTLAB

La tutela dei minori rappresenta uno dei principi cardine del diritto di famiglia. In ogni procedimento che coinvolga figli minorenni, il giudice è chiamato ad adottare le decisioni che meglio garantiscano il loro benessere psicofisico, affettivo ed educativo, ponendo al centro il cosiddetto superiore interesse del minore. Tale principio trova fondamento nella Costituzione, nella Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989 e nella normativa nazionale, imponendo che ogni scelta riguardante il minore sia orientata alla sua crescita equilibrata e alla tutela dei suoi diritti fondamentali. La responsabilità genitoriale Entrambi i genitori sono tenuti a provvedere al mantenimento, all'educazione, all'istruzione e all'assistenza morale dei figli, indipendentemente dall'esistenza o meno di un rapporto coniugale tra loro. La responsabilità genitoriale deve essere esercitata nell'interesse esclusivo del figlio e comporta il dovere di assumere congiuntamente le decisioni più importanti riguardanti la sua vita, quali il percorso scolastico, le cure mediche, la residenza e l'educazione. Separazione e affidamento dei figli Quando una coppia si separa, la fine del rapporto tra i genitori non modifica il diritto del figlio a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi. Per tale ragione, l'affidamento condiviso rappresenta oggi la regola generale prevista dall'ordinamento italiano. Entrambi i genitori continuano ad assumere le decisioni di maggiore interesse per il figlio, mentre il giudice disciplina i tempi di permanenza presso ciascun genitore, tenendo conto delle esigenze concrete del minore. L'affidamento esclusivo costituisce invece un'eccezione e viene disposto soltanto quando la condivisione della responsabilità genitoriale risulti contraria all'interesse del figlio. Il mantenimento del minore Ogni genitore è tenuto a contribuire al mantenimento dei figli in misura proporzionale alle proprie capacità economiche. L'assegno di mantenimento non copre esclusivamente le spese alimentari, ma comprende tutte le esigenze ordinarie del minore, tra cui l'istruzione, l'abbigliamento, le attività sportive e ricreative e le ordinarie cure sanitarie. Restano invece escluse le cosiddette spese straordinarie, che vengono normalmente ripartite tra i genitori secondo quanto stabilito dal giudice o dagli accordi intervenuti tra le parti. L'ascolto del minore La normativa riconosce crescente importanza alla volontà del minore. Nei procedimenti che lo riguardano, il minore che abbia compiuto dodici anni, o anche di età inferiore se capace di discernimento, può essere ascoltato dal giudice affinché le sue opinioni siano adeguatamente considerate nella decisione finale. L'ascolto non attribuisce al minore il potere di decidere, ma consente al giudice di conoscere direttamente le sue esigenze, i suoi bisogni e il contesto familiare in cui vive. Il ruolo dell'avvocato Le controversie che coinvolgono figli minorenni richiedono particolare sensibilità e competenza. L'assistenza legale non si limita alla difesa dei diritti del genitore, ma è orientata alla ricerca di soluzioni che garantiscano la stabilità e il benessere del minore, privilegiando, ove possibile, percorsi di dialogo e accordo tra le parti ed evitando un contenzioso che possa aggravare il conflitto familiare. Quando ciò non è possibile, l'avvocato tutela gli interessi del proprio assistito nel rispetto del principio fondamentale che ispira tutta la materia: ogni decisione deve essere assunta perseguendo il superiore interesse del minore.

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Lo studio

Giusy Sacristano
Via G. Matteotti N. 12
Mariano Comense (CO)