Avvocato Leonardo Dinnella a Roma

Leonardo Dinnella

Avvocato specializzato in Web Reputation e diritto all'oblio

Informazioni generali

L'Avvocato Leonardo Dinnella è specializzato in web reputation, privacy e nuove tecnologie. Vanta un'esperienza quasi ventennale nella Tutela legale della Reputazione On line e nel Diritto all'Oblio. Ha ripristinato sul web la reputazione di centinaia di imprenditori eliminando vecchie notizie pubblicate, come indagini o processi penali, fallimenti ormai superati. Si occupa anche di Financial Reputation, ovvero di aiutare gli imprenditori che si lamentano di avere problemi finanziari con le banche a causa di una cattiva web reputation.

Esperienza


Diritto dell'informatica

Mi occupo di ripristino della reputazione sul web e di diritto all'oblio da circa venti anni. Seguo imprenditori, professionisti e gente dello spettacolo. Offro gratuitamente un Report che contiene tutte le notizie presenti sul Web ed una analisi specifica sull’applicabilità del diritto all’oblio al caso concreto. Sulla base del Report inviato il cliente può indicare quali link vuole eliminare. ll cliente firma l’incarico per la rimozione dei link lesivi della sua reputazione e paga solo quando il contenuto negativo viene rimosso.


Privacy e GDPR

Digitando il tuo nome su internet o il nome della tua Azienda, potresti scoprire che testate giornalistiche online, siti web, social network, propongano ancora vecchie notizie che Ti riguardano. Viene redatto gratuitamente un Report che contiene tutte le notizie presenti sul Web ed una analisi specifica sull’applicabilità del diritto all’oblio al caso concreto. Sulla base del Report il cliente potrà indicare quali link vuole eliminare o deindicizzare (“Deindicizzare” vuol dire eliminare il link lesivo da Google).Incarico con garanzia di risultato: il cliente paga solo quando il contenuto negativo viene rimosso.


Diritto civile

Viviamo in un’epoca in cui la reputazione digitale è diventata una parte essenziale della nostra identità. Un articolo datato, un contenuto diffamatorio, una notizia inesatta o un’immagine pubblicata senza consenso possono compromettere la vita professionale, economica e personale di chiunque. La rete non dimentica facilmente, ma la legge sì: e proprio da questo principio nasce la mia attività. Da anni mi occupo di tutela dell’immagine online. Il mio obiettivo è proteggere le persone dalle distorsioni dell’informazione digitale e restituire loro il diritto di essere rappresentate in modo corretto, attuale e rispettoso della dignità.




Credenziali

Esperienza di lavoro

Avvocato specializzato in web reputation - Innovative Legal Solutions

Dal 1/2009 al 1/2024

L’Avv. Leonardo Dinnella si occupa di reputazione online (diritto all'oblio) per imprenditori, politici, professionisti, personaggi dello spettacolo. In oltre quindici anni di attività ha ripristinato con successo la reputazione sul web di casi anche molto complessi, come casi di condanna o patteggiamento. Si occupa anche di Tutela legale della Reputazione Finanziaria, volta a verificare la presenza di informazioni dannose e pregiudizievoli nei database finanziari come World Check, la più grande banca dati reputazionale a livello mondiale o SGR compliance.

Pubblicazione legale

Financial Reputation e Liste di Screening (come World-Check): tra Tutela Giuridica e Rischi Reputazionali nell’Era della Compliance Digitale

Pubblicato su IUSTLAB

Nel panorama finanziario contemporaneo, la reputazione non è più soltanto una componente immateriale dell’immagine aziendale o personale: è diventata un vero e proprio asset strategico , oggetto di monitoraggio costante da parte di banche, istituti finanziari e operatori globali. Tra gli strumenti più diffusi nel settore della due diligence e dell’analisi del rischio vi sono le banche dati di screening – tra le quali una delle più note è World-Check , utilizzata in ambito bancario, assicurativo e corporate per identificare potenziali esposizioni a rischi di natura legale, economica o reputazionale. L’obiettivo è prevenire fenomeni quali riciclaggio, frodi, corruzione, terrorismo finanziario o altre attività illecite , ma il rovescio della medaglia è che questi sistemi possono incidere in modo significativo sulla vita professionale di individui e imprese, talvolta generando conseguenze sproporzionate o ingiustificate . 1. Che cos’è la Financial Reputation La financial reputation è l’insieme delle informazioni – più o meno strutturate – che descrivono l’affidabilità, la trasparenza e il profilo di rischio di un soggetto in ambito economico e finanziario. Comprende: precedenti giudiziari o procedimenti in corso, collegamenti societari, esposizione mediatica negativa, segnalazioni di rischio tratte da fonti pubbliche (open source intelligence) o da liste ufficiali, profili di compliance relativi a sanzioni internazionali, anti-money laundering (AML) e antiterrorismo. In un mondo iperconnesso, queste informazioni non solo circolano rapidamente, ma vengono archiviate, aggregate e valutate automaticamente da algoritmi sempre più sofisticati. 2. Il ruolo delle banche dati come World-Check Piattaforme di risk intelligence come World-Check raccolgono e classificano dati provenienti da migliaia di fonti pubbliche e ufficiali: media, registri giudiziari, liste di sanzioni, archivi governativi, relazioni investigative, ecc. Gli operatori finanziari le utilizzano per: verificare clienti e controparti (Know Your Customer – KYC ), prevenire frodi e riciclaggio (AML), valutare rischi reputazionali per partnership e investimenti, monitorare figure politicamente esposte ( PEP ). Se da un lato tali sistemi sono essenziali per la sicurezza finanziaria globale, dall’altro un inserimento errato, datato o non contestualizzato può avere effetti devastanti: conti bloccati, rifiuto di finanziamenti, interruzione di rapporti commerciali e danni di immagine difficili da riparare. 3. Tutela dei dati e responsabilità: il quadro giuridico La gestione della financial reputation rientra pienamente nella disciplina sulla protezione dei dati personali . Per il GDPR, le informazioni contenute nelle banche dati di screening costituiscono dati personali , spesso anche dati giudiziari , e pertanto il loro trattamento deve rispettare principi di: esattezza aggiornamento pertinenza e proporzionalità limitazione della conservazione Le piattaforme che forniscono servizi di risk screening assumono il ruolo di titolari o responsabili del trattamento , con l’obbligo di garantire: correttezza delle fonti, meccanismi di revisione, procedure trasparenti per correzione o cancellazione, valutazione del rischio algoritimico. Un dato inesatto o non aggiornato può costituire una violazione del GDPR, con possibili conseguenze risarcitorie o sanzionatorie. 4. I diritti degli interessati: un “diritto all’oblio finanziario”? Sebbene il GDPR non preveda un diritto all’oblio espressamente riferito ai sistemi di reputazione finanziaria, gli strumenti di tutela applicabili sono chiari e incisivi: Diritto di accesso : conoscere i dati presenti, le fonti e le logiche di profilazione. Diritto di rettifica : correggere informazioni inesatte o superate. Diritto alla cancellazione (art. 17 GDPR) : applicabile quando l’inserimento non ha più base giuridica, è eccessivo o risulta sproporzionato. Diritto all’opposizione : contestare la profilazione automatizzata o la valutazione reputazionale non giustificata. Reclamo al Garante Privacy o ricorso giudiziario in caso di mancata risposta. In alcuni casi emblematici, autorità e tribunali europei hanno affermato che la conservazione indefinita di dati non più attuali o irrilevanti viola il principio di esattezza, aprendo la strada a una forma di “oblio finanziario”, utile a ricostruire la propria integrità professionale. 5. I rischi della profilazione automatizzata L’utilizzo crescente di algoritmi di classificazione comporta rischi significativi: bias nelle fonti giornalistiche che alimentano le banche dati collegamenti basati su omonimie valutazioni automatizzate senza adeguato controllo umano difficoltà per gli interessati di comprendere come e perché siano stati segnalati Per questo motivo, il GDPR richiede che ogni individuo possa contestare una decisione basata unicamente su trattamenti automatizzati e ottenere una valutazione umana qualificata. 6. Conclusioni: tra due diligence e diritti della persona Nell’era della compliance digitale, la financial reputation è diventata un elemento decisivo per accedere al credito, operare sui mercati e instaurare rapporti commerciali. Strumenti come World-Check rappresentano un tassello fondamentale nella prevenzione del rischio finanziario, ma devono essere utilizzati con rigore giuridico e sensibilità etica , perché una classificazione errata può compromettere carriere, investimenti e opportunità. La sfida è trovare un equilibrio tra sicurezza del sistema finanziario e tutela della dignità, della privacy e dell’identità economica dei soggetti coinvolti. Ed è proprio in questa zona grigia – tra algoritmi, norme e reputazione – che il ruolo dell’avvocato informatico si rivela oggi più strategico che mai.

Pubblicazione legale

Web Reputation e Diritto all’Oblio: la Tutela Giuridica dell’Identità Digitale

Pubblicato su IUSTLAB

Nell’ecosistema digitale contemporaneo, la reputazione online costituisce un bene immateriale di valore pari – se non superiore – alla reputazione tradizionale. Informazioni, commenti, recensioni e contenuti indicizzati dai motori di ricerca possono incidere profondamente sulla sfera professionale, economica e personale di un individuo o di un’impresa. Di conseguenza, la web reputation è divenuta oggetto di crescente attenzione da parte del legislatore europeo e della giurisprudenza, in particolare in relazione al diritto all’oblio e agli strumenti di tutela previsti dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) . 1. La Web Reputation come Bene Giuridicamente Rilevante La web reputation comprende l’insieme delle informazioni che circolano online riferite a una persona fisica o giuridica. Non si tratta soltanto di commenti sui social network, ma anche di articoli di stampa, provvedimenti giudiziari, dati personali nei motori di ricerca e contenuti generati dagli utenti sulle piattaforme digitali. Sul piano giuridico, la reputazione online si intreccia con: diritto all’identità personale , diritto alla riservatezza , tutela della propria immagine , protezione dei dati personali . In Italia, oltre alla normativa europea, trova applicazione anche la disciplina civilistica generale, in particolare gli artt. 2043 e 2050 c.c., che consentono di ottenere il risarcimento del danno in caso di diffusione illecita o lesiva di informazioni online. 2. Il Diritto all’Oblio: Fondamenti e Ambito di Applicazione Il diritto all’oblio è il diritto del soggetto interessato a ottenere la cancellazione o la deindicizzazione di informazioni non più attuali, non pertinenti o eccessivamente pregiudizievoli rispetto alla finalità originaria della loro pubblicazione. L’Unione Europea ha riconosciuto e potenziato tale diritto con l’art. 17 del GDPR (“Diritto alla cancellazione”). La Corte di Giustizia dell’UE, con la storica sentenza Google Spain del 2014, ha chiarito che i motori di ricerca sono responsabili del trattamento dei dati personali e devono valutare le richieste di rimozione dei risultati di ricerca. Il diritto all’oblio trova applicazione soprattutto quando: l’informazione è datata e non più rilevante per l’interesse pubblico; la notizia, pur originariamente lecita, risulta sproporzionatamente dannosa rispetto alla situazione attuale della persona; il contenuto lede la dignità, la reputazione o il percorso riabilitativo di un soggetto; il dato è stato pubblicato senza un adeguato presupposto giuridico. 3. Diritto all’Oblio e Bilanciamento degli Interessi L’esercizio del diritto all’oblio non è assoluto. L’autorità – sia essa il motore di ricerca o il giudice – è chiamata a operare un bilanciamento tra: diritto alla protezione dei dati personali e alla reputazione dell’interessato, e libertà di informazione e di cronaca . In generale, prevale l’interesse pubblico quando l’informazione riguarda: figure pubbliche, questioni di rilevanza sociale, fatti recenti o attualmente significativi. Al contrario, se la notizia è obsoleta o sproporzionata rispetto alla finalità informativa, il diritto all’oblio tende a prevalere. 4. Gli Strumenti Operativi per la Tutela della Reputazione Online La tutela giuridica della web reputation può articolarsi in vari interventi: a) Richieste di deindicizzazione ai motori di ricerca Google, Bing e altri motori dispongono di specifici moduli per richiedere la rimozione dai risultati di ricerca di contenuti lesivi o non aggiornati. b) Richiesta di cancellazione o rettifica ai titolari del sito Ai sensi del GDPR, il titolare del trattamento è obbligato a rispondere entro un mese. Ove la pubblicazione violi norme sulla protezione dei dati o sia diffamatoria, la rimozione è doverosa. c) Segnalazioni ai social network e alle piattaforme digitali In caso di contenuti offensivi o diffamatori, si può attivare il notice and takedown . d) Ricorso al Garante per la Protezione dei Dati Personali Se le richieste non vengono accolte, l’interessato può rivolgersi all’Autorità, che ha il potere di ordinare la deindicizzazione o la rimozione dei contenuti. e) Azioni civili o penali Nei casi più gravi è possibile agire in giudizio per: diffamazione aggravata a mezzo internet (art. 595 c.p.), risarcimento del danno non patrimoniale, tutela d’urgenza ex art. 700 c.p.c. 5. Conclusioni La gestione della reputazione online è una sfida sempre più complessa, in cui diritto e tecnologia si intrecciano in modo indissolubile. Il diritto all’oblio rappresenta uno strumento fondamentale per garantire che l’identità digitale di una persona non venga cristallizzata in contenuti obsoleti o pregiudizievoli. Per cittadini e imprese, la prevenzione e la tutela tempestiva sono ormai essenziali. Un avvocato esperto in diritto dell’informatica può svolgere un ruolo decisivo nel valutare la situazione, attivare gli strumenti necessari e assicurare un corretto equilibrio tra libertà di informazione e protezione della dignità personale.

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Lo studio

Leonardo Dinnella
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Roma (RM)