Quando l’immagine diventa vulnerabile: la tutela legale contro l’uso non autorizzato

Scritto da: Leonardo Dinnella - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

In un’epoca in cui ogni evento, gesto o situazione può trasformarsi in contenuto digitale, la tutela dell’immagine non è più una questione per celebrità o personaggi pubblici: riguarda chiunque. Fotografie condivise senza permesso, video estrapolati dal contesto, ritratti utilizzati a scopo commerciale o in articoli diffamatori: l’immagine della persona è diventata una delle forme più esposte di vulnerabilità online.

Eppure, il nostro ordinamento offre strumenti solidi – e spesso sottovalutati – per difendersi. Perché l’immagine non è solo un dato visivo: è identità, dignità, reputazione.


Un diritto fondamentale: cosa dice la legge

Secondo l’articolo 10 del Codice Civile e gli articoli 96 e 97 della Legge sul Diritto d’Autore, la pubblicazione dell’immagine altrui senza consenso è vietata, salvo poche eccezioni legate al diritto di cronaca, alla notorietà del soggetto o alle esigenze di giustizia.

Il principio è semplice: nessuno può decidere per noi come, quando e perché la nostra immagine viene diffusa.

Queste norme proteggono la persona non solo da usi commerciali indebiti, ma anche da situazioni in cui la fotografia o il video possano comportare un danno alla reputazione o alla vita privata. Il consenso – meglio se scritto – è quindi la chiave che legittima qualsiasi pubblicazione.


Social media, blog e testate online: dove finisce il diritto di cronaca e dove inizia l’abuso

Le piattaforme digitali hanno ampliato il terreno su cui si gioca la tutela dell’immagine. L’uso improprio può assumere molte forme:

  • foto di privati pubblicate sui social senza autorizzazione;

  • immagini di clienti o dipendenti usate nella promozione aziendale senza liberatoria;

  • ritratti collegati a notizie lesive, titoli fuorvianti o contesti non pertinenti;

  • screenshot di video o dirette che vengono riutilizzati in modo diffamatorio.

Il diritto di cronaca non è un lasciapassare: per essere legittimo deve rispettare tre requisiti fondamentali stabiliti dalla giurisprudenza:

  1. Verità della notizia

  2. Interesse pubblico

  3. Continenza dell’esposizione

Se anche uno solo di questi elementi manca, la pubblicazione dell’immagine diventa illecita.


Cosa può fare chi subisce un abuso

L’ordinamento mette a disposizione strumenti rapidi ed efficaci. La persona ritratta senza consenso può:

1. Chiedere l’immediata rimozione del contenuto

La richiesta può essere rivolta a:

  • chi ha pubblicato la foto o il video

  • l’amministratore della pagina

  • la piattaforma (ad es. Meta, Google, TikTok), tramite procedure dedicate

2. Agire civilmente per ottenere il risarcimento

Il danno può essere:

  • patrimoniale (perdita economica, sfruttamento commerciale dell’immagine)

  • non patrimoniale (lesione della reputazione, stress emotivo, danno all’onore)

I giudici italiani, negli ultimi anni, hanno più volte riconosciuto risarcimenti significativi, soprattutto quando l’immagine è stata usata in contesti diffamatori o denigranti.

3. Attivare il Garante Privacy

Se l’immagine circola online senza autorizzazione, si può presentare un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati, dato che l’immagine è considerata dato personale ai sensi del GDPR.

4. Avviare un ricorso d’urgenza (art. 700 c.p.c.)

Quando l’immagine danneggia gravemente la persona, è possibile ottenere un provvedimento urgente che ordini la rimozione immediata del contenuto, anche entro poche ore.


Il ruolo degli avvocati specializzati nella web reputation

Nell’era digitale, la tutela dell’immagine è diventata un tassello centrale della web reputation, soprattutto per professionisti, imprenditori, politici e figure esposte.

Gli avvocati esperti in privacy e diritto dell’informazione intervengono in casi come:

  • articoli online con foto inserite fuori contesto

  • immagini associate a notizie vecchie, inesatte o diffamatorie

  • foto rubate da profili social privati

  • montaggi e manipolazioni (deepfake)

  • uso commerciale non autorizzato del ritratto

Questi professionisti adottano strategie mirate: richieste di rimozione formale, diffide legali, ricorsi d’urgenza, istanze di deindicizzazione verso Google, azioni per risarcimento danni e supporto nella gestione reputazionale.


Tutela dell’immagine: un diritto che non invecchia, anche nell’era digitale

La protezione dell’immagine personale non è un retaggio del passato, ma un diritto sempre più attuale. Se un tempo erano le riviste patinate a violarlo, oggi la minaccia arriva da smartphone, piattaforme social e siti anonimi.
In questo scenario, la legge continua a rappresentare uno scudo efficace: conoscere i propri diritti – e farli valere – è il primo passo per difendersi.

Perché l’immagine non è solo un volto: è il modo in cui il mondo ci riconosce.




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Avvocato Leonardo Dinnella a Roma
Leonardo Dinnella

Avvocato specializzato in Web Reputation e diritto all'oblio