Pubblicazione legale:
L’Intelligenza Artificiale da ChatGPT alla Legge 132 del 2025
## Dall’esplosione di ChatGPT all’AI generativa
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha subito una trasformazione radicale, accelerata dal rilascio pubblico di ChatGPT il 30 novembre 2022. Questo evento ha segnato l’inizio dell’AI generativa “di massa” e ha inciso in modo profondo sulle professioni intellettuali, modificando processi di lavoro, tempi e aspettative di produttività.
## Il successo di ChatGPT e la corsa alla ricerca
ChatGPT ha registrato una diffusione senza precedenti, raggiungendo 100 milioni di utenti mensili in circa due mesi. Questo boom ha innescato una vera e propria corsa alla ricerca: nei sei mesi successivi sono stati pubblicati centinaia di articoli scientifici che lo citavano, segno di un impatto immediato anche sul mondo accademico e professionale.
## I settori economici più coinvolti
L’adozione dell’AI varia sensibilmente tra i settori. Telco&Media e Insurance guidano gli investimenti medi per impresa, seguiti da Energy, Resource&Utility e Banking&Finance. Si registra inoltre una forte crescita nel comparto GDO&Retail, indice della penetrazione dell’AI anche in ambiti tradizionalmente meno digitalizzati. La Pubblica Amministrazione, pur rappresentando una quota ridotta del mercato, mostra tassi di crescita superiori al 100%, segnalando un interesse crescente delle istituzioni.
## Rischi e responsabilità nell’uso dell’AI
L’uso dell’AI comporta rischi rilevanti, specie per le professioni intellettuali. Il caso dell’avvocato Steven Schwartz, che ha depositato in giudizio decisioni inesistenti generate da un sistema di AI, è diventato emblematico delle “allucinazioni” dell’AI e dei pericoli di un utilizzo acritico. Sempre più pronunce collegano l’uso non vigilato dell’AI alla responsabilità professionale e alla lite temeraria. A ciò si aggiungono i profili di responsabilità per gli output generati, la tutela dei dati dei clienti e l’esigenza di assicurare trasparenza nei processi decisionali che coinvolgono sistemi automatizzati.
## La Legge 132/2025 e l’art. 13 sulle professioni intellettuali
La Legge 132/2025 italiana sull’intelligenza artificiale, in vigore dal 10 ottobre 2025, dedica l’art. 13 alle professioni intellettuali, tra cui avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti e altre professioni regolamentate. La norma delinea un quadro rigoroso incentrato su responsabilità professionale e trasparenza verso il cliente.
Il professionista è tenuto a:
- informare preventivamente per iscritto il cliente se intende utilizzare strumenti di AI, specificando natura dello strumento, capacità, rischi e possibili errori o allucinazioni;
- mantenere un controllo umano costante sugli output, assumendo piena responsabilità delle informazioni impiegate, indipendentemente dal fatto che siano state generate da AI;
- documentare in modo trasparente i processi decisionali che coinvolgono l’AI, garantendo tracciabilità delle operazioni;
- curare la formazione continua sugli strumenti utilizzati e sulle implicazioni etiche e giuridiche.
La legge chiarisce espressamente che l’AI è un ausilio e non sostituisce la responsabilità del professionista, che resta garante ultimo di qualità, correttezza e integrità della prestazione, nel rispetto dei doveri deontologici e delle responsabilità civili e disciplinari.
## Best practices operative per i professionisti
Dalla combinazione tra prassi e nuova disciplina emergono alcune buone pratiche:
- **Verifica delle informazioni**
- Controllo incrociato delle informazioni generate dall’AI su più fonti affidabili.
- Verifica di citazioni e riferimenti su banche dati ufficiali.
- Esame di coerenza logico-giuridica di argomentazioni e conclusioni.
- **Documentazione e tracciabilità**
- Tenuta di log sull’utilizzo degli strumenti di AI.
- Conservazione di prompt e output significativi.
- Annotazione delle verifiche svolte e dei passaggi decisionali rilevanti.
- **Comunicazione col cliente e formazione continua**
- Informativa scritta preventiva sull’uso dell’AI, con spiegazione chiara di benefici e limiti.
- Aggiornamento costante sul quadro normativo e deontologico.
- Partecipazione a corsi specialistici e, ove disponibili, utilizzo di strumenti certificati.
In questo modo l’innovazione tecnologica viene integrata nella pratica professionale senza sacrificare la tutela dei diritti fondamentali e l’integrità della funzione intellettuale.
Fonte: Impresa & Consumo - leggi l'articolo