Caso legale:
Il caso riguardava un lavoratore subordinato impiegato presso una media impresa del settore terziario napoletano. Dopo un periodo iniziale di prestazioni non contrattualizzate , fu assunto con contratto a tempo determinato part-time, sebbene svolgesse attività full-time. Il contratto fu prorogato più volte. Nello stesso periodo dell'ultima proroga, passò a un'altra ditta controllata dallo stesso datore, con ulteriori proroghe analoghe. Alla scadenza finale continuò a lavorare in nero per un breve periodo, poi con contratto di collaborazione, al fine di eludere la trasformazione a tempo indeterminato (successione abusiva di rapporti, frode elusiva mediante passaggi fittizi tra società collegate e ricorso a forme atipiche per aggirare i limiti normativi). Il lavoratore si rivolse allo studio per riconoscimento subordinazione sin dall'inizio, conversione a indeterminato, differenze retributive, TFR e contributi.
Ho gestito la fase stragiudiziale: negoziazione con datore. Grazie alla dimostrazione dell'abuso (continuità, elusione norme, periodi grigi), ho ottenuto accordo transattivo in conciliazione: riconoscimento indeterminato dall'inizio effettivo, pagamento forfettario differenze/TFR/contributi.
Il caso rafforza la mia esperienza nella prevenzione di catene abusive a termine con elementi elusivi, per risoluzioni rapide e vantaggiose.