Monopattino elettrico: guidare dopo aver bevuto è reato. Ecco cosa cambia con le nuove regole

Scritto da: Martino Colombo - Pubblicato su IUSTLAB




Pubblicazione legale:

La micromobilità elettrica ha definitivamente esaurito la sua stagione di deregulation, entrando a pieno titolo nel rigido sistema di sicurezza del Codice della Strada. Spostarsi su un monopattino elettrico non è più considerato un gioco e le conseguenze legali per chi viola le norme sono speculari a quelle previste per automobilisti e motociclisti.

La svolta più severa riguarda la guida in stato di ebbrezza. Con la sentenza n. 37391/2025, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato che guidare un monopattino sotto l'effetto di alcol costituisce a tutti gli effetti un reato. I giudici di legittimità hanno chiarito che l'equiparazione dei monopattini ai velocipedi — introdotta dalla Legge 160/2019 — estende integralmente ai conducenti l'applicazione dell'articolo 186 del Codice della Strada. Pertanto, superando la soglia di 0,8 g/l di tasso alcolemico, scattano le sanzioni penali che includono ammende elevate, l'arresto e l'aggravante in caso di sinistro stradale, oltre alla possibile sospensione o revoca della patente di guida.

A questo severo quadro giurisprudenziale si affianca la rivoluzione normativa. Dal 17 maggio 2026, per circolare legalmente, ogni monopattino deve essere dotato di un contrassegno identificativo adesivo e plastificato, una vera e propria targa personale e non duplicabile, da richiedere tramite la Motorizzazione Civile. Chi ne è sprovvisto rischia una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro. Slitta invece al 16 luglio 2026 l’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi (RC), che richiederà massimali minimi di legge particolarmente elevati, pari a quelli delle auto. Senza la registrazione preventiva del contrassegno, le compagnie non potranno attivare la polizza. Attenzione anche alle clausole di rivalsa: in caso di guida in stato di ebbrezza, l'assicurazione risarcirà il terzo danneggiato ma potrà rivalersi sul conducente per recuperare interamente le somme liquidate.

Il nuovo Codice della Strada introduce infine l’obbligo del casco per tutti i conducenti, eliminando la precedente distinzione che lo prevedeva solo per i minorenni. Restano fermi i limiti di età (minimo 14 anni) e di velocità: 20 km/h sulle strade urbane e 6 km/h nelle aree pedonali. È tassativamente vietato il trasporto di passeggeri o animali.

In definitiva, il monopattino è oggi un veicolo tracciabile e sottoposto a obblighi stringenti; sottovalutarne i rischi significa esporsi a pesanti procedimenti penali e a gravose responsabilità patrimoniali.



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Martino Colombo

Avvocato penalista e civilista




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