Esperienza consolidata nella gestione di pratiche di risarcimento danni derivanti da malasanità e incidenti stradali, con competenze in analisi medico-legale, gestione sinistri complessi e negoziazione stragiudiziale e giudiziale.
Informazioni generali
Partner presso lo Studio Legale Orsolato & Pasetto, con oltre 20 anni di esperienza in diritto civile, risarcimento danni da sinistri stradali e malasanità, trasporti e assicurazioni. Assisto clienti italiani e stranieri, fluente in inglese, gestendo contenziosi, trattative assicurative e tutte le fasi procedurali con competenza, precisione e concretezza. Negli ultimi anni mi occupo di ESG e sostenibilità, supportando le aziende a integrare strategie responsabili e a cogliere le opportunità legate a un modello di benessere globale, creando valore condiviso, con un notevole impatto positivo su costi e reputazione.
Esperienza
Mi occupo di diritto assicurativo, con focus su aziende di trasporti e operatori logistici. Assisto clienti nella gestione di sinistri, nella trattativa con compagnie assicurative e nella quantificazione dei danni patrimoniali e non patrimoniali, inclusi casi complessi come il risarcimento di incidenti aerei. Ho seguito numerosi contenziosi ottenendo soluzioni rapide e risarcimenti concreti. Ho scelto questo settore per tutelare chi opera in ambiti ad alto rischio e ho completato corsi specialistici in diritto dei trasporti e assicurativo.
Mi occupo di risarcimento per responsabilità medica, assistendo pazienti nella valutazione dei danni subiti. Ogni caso richiede un’analisi precisa dei presupposti per il risarcimento e dell’incidenza causale dell’azione o omissione del medico sul risultato. Agisco con professionalità e rigore, rispettando le difficoltà del momento e fornendo un supporto concreto e realistico, senza creare aspettative infondate, per garantire soluzioni giuste.
Altre categorie
Diritto assicurativo, Diritto dei trasporti terrestri, Diritto civile.
Credenziali
Risarcimento sinistro stradale minore
Giugno 2022Tra i casi più complessi e delicati che abbia seguito, ricordo quello di un minore di nazionalità marocchina rimasto vittima di un grave incidente stradale. La gravità delle lesioni rendeva immediatamente chiaro che il percorso sarebbe stato lungo, non solo dal punto di vista legale e tecnico, ma anche umano. Il primo passo è stato la valutazione completa dei danni: non solo il danno patrimoniale, legato alle spese mediche, alla riabilitazione e agli ausili necessari, ma anche il danno assistenziale, calcolato sul differenziale tra quanto già erogato a titolo di pensione e il fabbisogno reale per l’assistenza continua. Senza dimenticare il danno riflesso ai genitori e ai fratelli, profondamente colpiti dall’impatto sulla vita quotidiana e sul benessere del nucleo familiare. La gestione legale ha richiesto il parere del Giudice Tutelare, vista la minore età della vittima, e una negoziazione attenta con la compagnia assicurativa. La delicatezza del momento mi ha imposto di essere concreto ma estremamente sensibile: ogni conversazione con i genitori e i fratelli era un equilibrio tra chiarezza sulle procedure e rassicurazione sul futuro del minore. Non è facile trovare le parole giuste quando il dolore è così forte, ma ho sempre cercato di trasmettere sicurezza e vicinanza, mostrando che ogni passo era pensato per proteggere e valorizzare il loro figlio. Il risultato è stato il riconoscimento di un importo complessivo di €2.100.000,00, comprensivo di tutte le voci di danno. Le somme sono state oggetto di un piano di investimento mirato: non ci siamo limitati ai titoli di stato, ma abbiamo individuato strumenti diversificati che garantissero sicurezza e una crescita sostenibile del capitale, sempre sotto la supervisione del Giudice Tutelare. Ho seguito personalmente la rendicontazione periodica, assicurando trasparenza e conformità in ogni fase. Dal punto di vista umano, la difficoltà più grande è stata sostenere i genitori in un momento così doloroso, consolarli senza creare illusioni, essere presenti ma mai invadenti. È in questi frangenti che la professionalità si misura davvero: non basta la competenza tecnica, serve empatia, equilibrio e capacità di guidare la famiglia attraverso un percorso complesso con delicatezza e chiarezza. Oggi, questo caso resta per me un esempio di come l’approccio integrato – legale, patrimoniale e umano – possa portare risultati concreti e al tempo stesso tutelare chi, in momenti così critici, ha bisogno di fiducia e sostegno.
Incidente aereo Antonov
Verona 13 dicembre 1995Ho seguito in prima persona la complessa vicenda giudiziaria legata al disastro aereo dell’Antonov An‑24, avvenuto il 13 dicembre 1995 all’aeroporto di Verona‑Villafranca, quando il volo Banat Air 166 precipitò pochi minuti dopo il decollo causando la morte di 49 persone tra passeggeri ed equipaggio. La gestione del sinistro, dal 1998 fino alla conclusione degli ultimi atti nel 2025, si è rivelata una vera e propria odissea giudiziaria, caratterizzata da un susseguirsi di udienze, rinvii, fallimenti delle parti coinvolte, procedimenti penali e civili complessi, eccezioni processuali e pronunce di incompetenza del giudice, con continui trasferimenti di competenza e ripetute impugnazioni. Ho affrontato ogni criticità procedurale e giuridica con l’obiettivo costante di tutelare i diritti dei miei assistiti in ogni sede. Un aspetto fondamentale è stata la gestione dei pignoramenti, necessari per ottenere l’esecuzione delle sentenze risarcitorie dopo anni in cui, a causa di ostacoli burocratici e resistenze, i pagamenti non venivano effettuati volontariamente, compreso il Ministero dei Trasporti. Questo percorso ha richiesto tenacia, strategia e attenzione a ogni dettaglio procedurale per garantire alle famiglie delle vittime il riconoscimento dei propri diritti. La vicenda ha avuto una profonda dimensione umana, coinvolgendo decine di famiglie che avevano perso figli, mariti e congiunti: il lavoro non si è limitato a determinare responsabilità giuridiche o ottenere un risarcimento, ma ha significato accompagnare con rigore e sensibilità chi per decenni ha dovuto lottare per ottenere giustizia sostanziale ed equa. Ho seguito la causa prima come collaboratrice del difensore principale e poi come difensore titolare, gestendo ogni fase — dall’istruttoria all’analisi delle perizie, dalla trattazione delle eccezioni alle impugnazioni davanti alle Corti superiori — fino a quando, nel 2025, si è finalmente posta la parola fine alla vicenda, con la definizione delle posizioni risarcitorie e l’esecuzione dei pagamenti dovuti, chiudendo un capitolo aperto quasi trenta anni prima.
Responsabilità sanitaria: intervento al menisco con gravi complicanze
Verona 2006-2007Ho assistito una signora sottoposta a un intervento al menisco che ha subito gravi complicanze a causa di un’infezione batterica contratta durante l’operazione. L’infezione, diventata resistente a tutti gli antibiotici, ha determinato una invalidità permanente, costringendo la paziente a deambulare con l’uso di stampelle per un periodo significativo e compromettendo temporaneamente le sue attività quotidiane. Le indagini e l’azione legale hanno evidenziato che l’infezione è stata causata da condotte del personale medico, noto per entrare e uscire dalle sale operatorie senza osservare le dovute precauzioni igieniche, configurando una chiara responsabilità della struttura sanitaria. Il Tribunale di Verona ha riconosciuto la responsabilità contrattuale della struttura e ha condannato al pagamento di oltre € 200.000,00, comprensivi di: Danno biologico ed estetico subito dalla paziente; Pregiudizio delle attività sportive, svolte regolarmente prima dell’intervento, seppur non agonistiche, con appesantimento del risarcimento per la perdita di tali attività. Questo risultato dimostra la mia capacità di: Analizzare casi complessi di responsabilità medica; Documentare e provare con precisione le condotte colpose del personale sanitario; Ottenere risarcimenti significativi per danni biologici, estetici e alle attività personali; Assicurare una tutela completa della paziente, valorizzando tutti gli aspetti del danno subito.
Recupero credito di € 500.000,00 nei confronti di ILVA in AS: applicazione della prededuzione
Tribunale di Milano (anno 2018) - Corte di Cassazione (2023)Ho assistito un’azienda di trasporti nel recupero di un credito di € 500.000,00 nei confronti di Ilva in amministrazione straordinaria, agendo per ottenere che il credito venisse riconosciuto in prededuzione ai sensi dell’art. 3, comma 1-ter, D.L. 347/2003. La prededuzione consente di soddisfare prima di tutti gli altri creditori, anche privilegiati, determinati crediti ritenuti essenziali per la prosecuzione dell’attività aziendale o per l’adempimento di obbligazioni legittime, garantendo quindi una posizione privilegiata nel riparto delle somme durante la procedura concorsuale. In primo grado, il Tribunale di Milano ha ammesso il credito solo in chirografo, ossia senza il riconoscimento della prededuzione. Successivamente, abbiamo proposto opposizione all’esecuzione, che si è conclusa con rigetto della domanda e condanna alle spese legali. Nonostante l’esito sfavorevole, abbiamo promosso ricorso in Cassazione, ottenendo un risultato significativo: la Suprema Corte ha ritenuto fondato il primo motivo di ricorso, riconoscendo la violazione e falsa applicazione degli articoli 3, comma 1-ter, D.L. 347/2003, e 8, comma 1-bis, D.L. 91/2017, in relazione all’art. 12 delle preleggi, laddove il Tribunale aveva escluso la prededucibilità del credito. La Corte ha quindi rinviato al Tribunale di Milano per la pronuncia secondo i principi enunciati. In sede di rinvio, il Tribunale ha accolto la nostra domanda, e il credito è stato ammesso in via di prededuzione, garantendo al cliente il recupero privilegiato della somma dovuta e tutelando in maniera ottimale i suoi diritti economici all’interno della procedura concorsuale. Questo case history mette in evidenza competenze in: Recupero crediti complessi nei confronti di società in amministrazione straordinaria; Applicazione strategica delle norme sulla prededuzione; Gestione delle fasi giudiziali complesse, inclusa opposizione all’esecuzione e ricorso in Cassazione; Capacità di ottenere risultati concreti anche dopo esiti sfavorevoli in primo grado, grazie a strategia processuale e conoscenza normativa approfondita.
Recupero crediti per azienda di autotrasporto in subappalto: applicazione Art. 7-ter D.Lgs. 286/2005
Verona 2025-2026Recupero crediti per azienda di autotrasporto in subappalto: applicazione Art. 7-ter D.Lgs. 286/2005 Ho tutelato un’azienda di autotrasporto che, in qualità di subvettore, aveva svolto servizi di nolo per conto di un’altra società di trasporto poi entrata in procedura concorsuale. L’attività si è concentrata sull’applicazione dell’Art. 7-ter D.Lgs. 286/2005, che consente l’azione diretta nei confronti del committente e dell’intera filiera in favore del trasportatore in subappalto, garantendo il recupero dei crediti anche quando il debitore principale risulta insolvente. L’intervento ha previsto: Applicazione corretta degli interessi moratori e successivi ai sensi dell’art. 1283 c.c., spesso trascurati nelle pratiche commerciali; Verifica e contestazione di clausole difformi dai termini di pagamento legali (60 giorni), con nullità delle previsioni contrarie; Notifica di decreto ingiuntivo e precetto nei confronti dei committenti inadempienti; In caso di ulteriore mancato pagamento, esecuzione di pignoramenti presso terzi sui destinatari della merce, selezionati in base a rapporti continuativi di acquisto con il committente; Gestione di situazioni complesse, inclusi casi in cui alcuni clienti del subvettore sono diventati partner diretti del committente ingiunto. Grazie a questo approccio, l’azienda ha ottenuto il recupero di circa € 20.000,00, con tutela completa dei propri diritti economici e protezione dai rischi derivanti dalla procedura concorsuale del debitore. Il caso ha richiesto strategia, conoscenza normativa approfondita e capacità di azione preventiva, con particolare attenzione alla tutela dei flussi di cassa e alla gestione dei rapporti commerciali continuativi. Tutte le spese legali sono state rimborsate dal debitore.
Caso complesso di risarcimento da sinistro stradale con profili internazionali- Marocco
Luglio 2022O assistito i familiari di un giovane cittadino marocchino deceduto in un grave sinistro stradale mentre era trasportato nel veicolo condotto dal fratello, anch’egli rimasto vittima dell’incidente. Il caso ha presentato sin dall’inizio rilevanti criticità giuridiche, procedurali e culturali, richiedendo una gestione integrata sotto il profilo civilistico, assicurativo e internazionale. Per instaurare correttamente il rapporto professionale e acquisire il mandato, mi sono recata personalmente a Marrakech, accompagnata da un interprete, per incontrare i familiari delle vittime. Durante l’incontro ho illustrato in modo chiaro le procedure previste dal diritto italiano per l’azione risarcitoria, nonché le modalità di conferimento del mandato e le necessarie formalità di autenticazione e legalizzazione degli atti. Uno degli aspetti più complessi della gestione del caso ha riguardato la diversa struttura del sistema di attestazione documentale marocchino. In Marocco, infatti, alcune certificazioni non sono sottoscritte o firmate secondo le modalità tipiche dell’ordinamento italiano, ma la loro validità giuridica, riconosciuta dalla normativa locale, è sostanzialmente equiparabile alla nostra procura notarile. È stato quindi necessario svolgere un’attività di interlocuzione tecnica con la compagnia assicurativa per far riconoscere la piena efficacia giuridica di tali attestazioni. A fronte delle iniziali resistenze della compagnia, ho proceduto anche alla segnalazione all’IVASS, evidenziando l’inefficienza e l’ingiustificato rallentamento nella gestione del sinistro. Sul piano risarcitorio, la vicenda ha riguardato principalmente il danno da perdita del rapporto parentale, tipologia di danno particolarmente complessa da dimostrare quando i familiari risiedono all’estero. È stato quindi necessario ricostruire e documentare a distanza l’effettività e l’intensità dei rapporti familiari, oltre a provare il danno patrimoniale derivante dal sostegno economico prestato dal defunto, inclusa la documentazione relativa all’invio di denaro alla famiglia. Parallelamente all’azione risarcitoria, ho assistito i familiari anche nelle ulteriori procedure amministrative e previdenziali, tra cui: l’ottenimento dell’assegno erogato dall’INAIL; il rimborso delle spese funerarie; la presentazione della domanda al Fondo per le vittime di gravi infortuni, tuttora in attesa di definizione. In sede stragiudiziale ho ottenuto dalla compagnia assicurativa un primo pagamento pari a € 282.300,00, che la stessa riteneva integralmente satisfattivo del danno. Non condividendo tale valutazione, ho promosso azione giudiziaria dinanzi al Tribunale di Padova. Il Tribunale, pur riconoscendo una corresponsabilità nella misura del 30%, ha accertato l’insufficienza dell’importo già corrisposto e ha condannato la compagnia al pagamento di un ulteriore risarcimento pari a € 58.456,00. La controversia è attualmente pendente in grado di appello dinanzi alla Corte d’Appello di Venezia. Competenze professionali evidenziate dal caso Questo incarico ha richiesto e consolidato competenze specifiche in: gestione di sinistri mortali complessi e danno da perdita del rapporto parentale contenzioso assicurativo e rapporti con le compagnie gestione di pratiche con profili internazionali e interculturali coordinamento di traduzioni, autenticazioni e legalizzazioni di atti esteri interlocuzione con autorità di vigilanza (IVASS) assistenza giudiziale e stragiudiziale fino alla fase di appello Il caso rappresenta un esempio concreto di tutela effettiva dei diritti dei familiari delle vittime, anche quando le difficoltà derivano dalla distanza geografica, dalle differenze tra ordinamenti giuridici e dalle resistenze delle controparti assicurative.
Danno da parto
Dicembre 2025Il caso trae origine da un grave episodio di responsabilità sanitaria verificatosi in occasione di un parto, nel quale una tardiva diagnosi di insufficienza epatica acuta della partoriente ha determinato conseguenze devastanti per la paziente. Alla donna è stata successivamente riconosciuta una invalidità permanente pari al 95%, con perdita quasi totale dell’autonomia personale e una radicale trasformazione della sua vita relazionale e familiare. Accanto al danno diretto subito dalla paziente, una vicenda di questo tipo genera inevitabilmente anche danni riflessi o indiretti in capo ai familiari più stretti, i quali vedono profondamente compromessa la propria sfera affettiva e relazionale. Nel sistema della responsabilità civile, tali pregiudizi rientrano nella categoria del danno non patrimoniale da lesione del rapporto parentale, riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. Si tratta di un danno che colpisce direttamente il familiare e che si manifesta, ad esempio, attraverso: la perdita o gravissima alterazione della relazione affettiva quotidiana con il congiunto; lo sconvolgimento delle dinamiche familiari e del progetto di vita; il carico assistenziale ed emotivo derivante dalla necessità di prendersi cura di una persona divenuta gravemente invalida; l’impatto psicologico derivante dal vedere un familiare giovane improvvisamente privato della propria autonomia. Nel caso specifico, tali conseguenze hanno inciso in modo particolarmente significativo sulla posizione del figlio minore, la cui crescita e il cui rapporto con la madre risultano inevitabilmente condizionati dalla gravissima condizione di salute della stessa. Sono stata coinvolta nella vicenda in una fase avanzata della trattativa risarcitoria, quando la negoziazione con la compagnia assicurativa della struttura sanitaria era già sostanzialmente definita. In qualità di nuovo difensore, ho assistito il compagno della paziente e il figlio minore per la tutela dei loro diritti risarcitori. Dall’esame della proposta transattiva è emerso come la posizione dei familiari, e in particolare quella del minore, non fosse stata adeguatamente valorizzata, con una ripartizione del danno riflesso non pienamente coerente con i criteri normalmente applicati nella prassi giudiziaria. Attraverso una riconsiderazione della posizione del minore — fondata su una più puntuale ricostruzione del pregiudizio relazionale subito — è stato possibile riequilibrare le ripartizioni ed ottenere il riconoscimento di un ulteriore importo di € 50.000,00 in favore del figlio. L’importanza di una informazione chiara e documentata al cliente Vicende di questo tipo evidenziano anche un altro profilo cruciale nella gestione delle pratiche di responsabilità sanitaria: la qualità dell’informazione che il professionista fornisce ai propri assistiti durante l’intero percorso risarcitorio. Quando si affrontano trattative complesse con compagnie assicurative, è essenziale che il cliente riceva dal professionista incaricato: informazioni chiare e comprensibili sulle attività svolte; la spiegazione dei criteri giuridici utilizzati per la quantificazione del danno; la documentazione dei riferimenti normativi e giurisprudenziali che supportano le scelte strategiche; un aggiornamento costante sugli sviluppi della trattativa e sulle possibili alternative (proseguire la negoziazione, accettare la proposta o intraprendere un’azione giudiziaria). Questo approccio consente al cliente di comprendere realmente il percorso che si sta seguendo e di partecipare in modo consapevole alle decisioni più rilevanti, soprattutto quando si tratta di accettare una proposta transattiva destinata a chiudere definitivamente la vicenda. In casi caratterizzati da danni gravissimi e da un impatto profondo sulla vita dell’intero nucleo familiare, la chiarezza informativa e la trasparenza professionale diventano quindi parte integrante della tutela effettiva dei diritti degli assistiti.
Formazione docenza apprendistato (come libera professionista) - Confartigianato Verona
Dal 2/2025 al 6/2025Ho condotto moduli formativi in materia di diritto assicurativo all’interno del percorso “Cittadinanza”, fornendo ai partecipanti strumenti pratici per comprendere polizze, gestione dei sinistri e tutela dei propri diritti. La formazione è stata orientata a sviluppare consapevolezza sulle condizioni contrattuali, i diritti e gli obblighi dei cittadini, con esempi concreti e approccio operativo.
Gestione polizza vettoriale: ottenimento della manleva per danni a terzi
Agosto - Novembre 2020Ho assistito una società di autotrasporti in un caso di contaminazione di silos a seguito dello sversamento di carburante da un serbatoio, causato dall’inclinazione del mezzo sulle banchine di scarico durante le operazioni di movimentazione tramite piattaforma di sollevamento. La compagnia assicurativa opponeva che tale modalità di scarico, effettuata da terzi, non rientrasse tra le condizioni di copertura previste in polizza. Attraverso un’analisi approfondita e competente delle condizioni contrattuali, comprese le condizioni generali e le condizioni aggiuntive, ho individuato una clausola specifica che prevedeva il risarcimento per danni a cose di terzi movimentate, sollevate, caricate o scaricate. Sulla base di questa interpretazione ho contestato la posizione della compagnia, ottenendo la manleva stragiudiziale, con il ristoro integrale del danno già sostenuto dalla società cliente, pari a € 70.220,00, coprendo così l’intero ammontare del danno subito dal terzo danneggiato. Questo intervento dimostra come un’analisi dettagliata e strategica della polizza assicurativa possa consentire: Risoluzione stragiudiziale delle controversie, evitando lunghe e costose procedure giudiziarie; Tempi di risposta brevissimi (4 mesi), riducendo l’impatto economico e gestionale per il cliente; Massimizzazione dei diritti della clientela grazie alla conoscenza approfondita delle clausole contrattuali e alla capacità di contestare posizioni difformi da parte della compagnia assicurativa.
Master multidisciplinare in Gestione e Comunicazione della Sostenibilità
ALTA SCUOLA PER L'AMBIENTE UNIVERSITÀ CATTOLICA SACRO CUORE - 10/2025Percorso post-laurea in ambito ESG, economia circolare e comunicazione della sostenibilità, strutturato in otto moduli a frequenza obbligatoria, con formula mista online e in presenza, coordinato dalla Prof.ssa Vischi, direttrice del master. Il programma integra competenze teoriche e pratiche, con interventi di imprenditori e professionisti, offrendo testimonianze di valore e casi concreti per comprendere l’applicazione della sostenibilità nelle organizzazioni. Il master prevede project work e stage professionali: durante il mio percorso ho svolto uno stage presso l’Interporto di Padova, applicando le competenze acquisite per analizzare i processi aziendali, redigere un paper di best practice e formulare raccomandazioni strategiche per migliorare sostenibilità e efficienza operativa. L’esperienza ha consolidato un approccio multidisciplinare, mostrando concretamente come le aziende possano ottenere benefici tangibili da una gestione sostenibile e diligente.
Esiti infausti di intervento di embolizzazione di fistola
Anno 2022 le complicanze previste o prevedibili negli ospedali e i rischi di infezioneGestione di un caso complesso di responsabilità medica con esiti infausti e danni gravi ai familiari Ho assistito i familiari di un paziente deceduto oltre un anno dopo un intervento di embolizzazione di una fistola, in un caso caratterizzato da elevata complessità medico-legale e giuridica. Prima di intraprendere qualsiasi azione giudiziale, abbiamo condotto una valutazione approfondita con i clienti di tutti gli aspetti critici del caso, tra cui: la difficoltà di provare il nesso di causalità tra l’intervento e l’esito mortale; la prevedibilità delle complicanze e la correttezza del consenso informato; una serie di errori medici e la presenza di una grave infezione batterica contratta durante la degenza, che ha contribuito al progressivo deterioramento del paziente. Questo confronto preventivo ha consentito ai familiari di avere una piena consapevolezza delle complessità del caso, dei rischi e delle reali possibilità di successo prima di affrontare il contenzioso. Danno biologico e danno da perdita del rapporto parentale Il caso ha riguardato due principali profili risarcitori: Danno biologico del paziente primario, valutato in € 696.726,00, relativo alle lesioni e alla sofferenza fisica subite a seguito dell’intervento. Danno da perdita del rapporto parentale a favore dei familiari, superiore a € 1.000.000,00, che tutela la sofferenza derivante dalla perdita del supporto affettivo, morale ed emotivo. Il danno da perdita del rapporto parentale viene quantificato considerando: Legame di parentela: più stretto il rapporto (figli, genitori, coniugi), maggiore la valutazione economica; Intensità del rapporto affettivo: documentata attraverso testimonianze, corrispondenza, fotografie, interazioni quotidiane e contributo economico o morale del defunto; Durata e continuità della relazione: frequenza della presenza del defunto nella vita dei familiari e impatto della sua perdita sulla quotidianità; Conseguenze patrimoniali e morali: perdita di sostegno economico o di partecipazione attiva alla vita familiare. Strategia giudiziale e gestione del cliente In fase di primo grado, nonostante il supporto di consulenze medico-legali specialistiche, il Tribunale non ha riconosciuto la responsabilità medica. Abbiamo quindi predisposto appello, illustrando nuovamente ai clienti le peculiarità del caso, le difficoltà probatorie e i rischi, per garantire una decisione pienamente consapevole sulla prosecuzione del contenzioso. Il caso mette in evidenza competenze chiave: Analisi preliminare dettagliata con il cliente per una decisione consapevole sull’azione legale; Valutazione critica della prova tecnica e medico-legale per accertare il nesso di causalità; Gestione di casi complessi con più concause di danno, sia biologico che patrimoniale; Comunicazione trasparente sulle probabilità di successo e sui rischi della causa; Coordinamento con consulenti specialisti per acquisire perizie solide e credibili; Capacità di integrare valutazioni medico-legali e familiari per quantificare correttamente il danno da perdita del rapporto parentale. Questo complesso incarico testimonia l’importanza di un approccio strategico, prudente e trasparente nei contenziosi complessi di responsabilità medica, dove la decisione di agire deve basarsi su una valutazione completa e condivisa con il cliente, bilanciando costi, rischi e potenziali benefici. La corte di Appello di Venezia ha fondati elementi per ribaltare la decisione del giudice di primo grado.
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Lo studio
Erica Leorato
Via Dei Mutilati, 3
Verona (VR)
Sede secondaria:
Via Ugo Foscolo 44
San Bonifacio (VR)