Avvocato Marco Palmieri a Napoli

Marco Palmieri

Avvocato penalista

Informazioni generali

Avvocato penalista patrocinante in Cassazione, si occupa anche di reati transnazionali, assumendo la difesa di cittadini italiani e stranieri in processi pendenti in Italia, e assistendoli all'estero con la collaborazione di colleghi locali. Autore di una monografia sul mandato di arresto europeo e di diverse pubblicazioni in materia su riviste italiane e straniere. Nel 2018 è stato incaricato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli quale docente del corso nazionale propedeutico all'esame per Cassazionisti. Allievo del prof. Gustavo Pansini, dal 2013 è socio con l'avv. Rosario Marino dello studio legale Marino & Palmieri.

Esperienza


Cassazione

Il ricorso in Cassazione deve essere impostato in maniera corretta, pena l'inammissibilità dello stesso. A riconoscimento della sua esperienza in materia, l'avv. Marco Palmieri è stato incaricato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli quale docente del corso propedeutico all'esame per Cassazionisti nel 2018.


Diritto penale

Penalista, avvocato patrocinante in Cassazione dal 2014, ha sempre operato in ogni ramo del diritto penale. Ha spesso assunto la difesa in processi per colpa professionale e per infortuni sul lavoro, rappresentando sia gli imputati che le parti civili.


Stalking e molestie

Ha spesso seguito casi di stalking, particolare e recentissima materia, nella quale bisogna saper utilmente interagire con colleghi, assistenti sociali, centri di assistenza alle donne. Importante è anche la conoscenza delle misure interdittive e cautelari applicabili in questi casi.


Altre categorie

Truffe, Violenza, Omicidio, Sostanze stupefacenti, Malasanità e responsabilità medica, Diritto internazionale ed europeo, Gratuito patrocinio, Diritto ambientale.



Credenziali

Sentenza giudiziaria

Annullata in Cassazione ordinanza con cui veniva negata la riparazione per l'ingiusta detenzione

IV CASSAZIONE PENALE, sent. n. 17545 dell'8/4/2026

Un mio assistito, condannato a quattro anni in primo grado per agevolazione all'immigrazione clandestina, era poi stato assolto in appello. La Corte di appello infatti escludeva che l'imputato, un autotrasportatore dalla Bulgaria all'Italia via Grecia, fosse a conoscenza del fatto che nottetempo, nei pressi di Salonicco, dei clandestini fossero saliti a bordo del suo TIR. Avendo trascorso in corso di processo un periodo di circa un anno e mezzo di custodia cautelare in carcere, si provvedeva a richiedere la riparazione per il periodo di ingiusta detenzione patita. Il Giudice tuttavia rigettava la richiesta, fondando su una presunta colpa in vigilando dell'autotrasportatore, il quale avrebbe dovuto verificare la corretta chiusura del rimorchio e controllare l'integrità della cabina. Si ricorreva alla Suprema Corte, la quale, accogliendo in pieno il ricorso, riteneva illogica e contraddittoria l'ordinanza impugnata. Concludeva infatti che "non risulta adeguatamente delineata la sostanza dell'addebito colposo riconosciuto al ricorrente, né il rilievo causale che la stessa condotta possa avere svolto ai fini dell'adozione e al mantenimento della custodia cautelare". Anche perché era stata la stessa sentenza di merito, in grado di appello, ad escludere che l'autista del mezzo fosse tenuto a vigilare puntualmente sulla conservazione del carico e sulla chiusura ermetica del portellone. La sentenza della Cassazione è in allegato.

Sentenza giudiziaria

Anche la misura di sicurezza dell'allontanamento dal territorio dello Stato è rivedibile laddove venga meno la pericolosità sociale

Sentenza I Cass. penale, n. 10297/2020

Il principio posto dall’art. 207 c.p. deve essere considerato di carattere generale; pertanto, deve affermarsi che anche la misura di sicurezza di cui all’art. 86 D.P.R. 309/90 (espulsione dello straniero dal territorio dello Stato) è sempre revocabile, ai sensi dell’art. 207 c.p., anche qualora questa sia stata già eseguita con il rientro dello straniero nel Paese di origine. Peraltro l’art. 235 del codice penale, nel disciplinare le misure di sicurezza personali non detentive, fra cui “l’espulsione dello straniero”, ha espressamente modificato la relativa denominazione, parlando, nel caso dello straniero comunitario, di “allontanamento delio straniero dal territorio dello Stato”, cui chiaramente si applica la disciplina comunitaria. Pertanto, la misura di sicurezza dell’allontanamento del cittadino comunitario dal territorio dello Stato non può essere adottata e mantenuta al di fuori dei limiti ivi fissati, che dunque non si applicano solo ad eventuali corrispondenti misure amministrative, ma anche all’allontanamento come misura di sicurezza. Una ipotetica normativa statale difforme da questo principio sarebbe evidentemente in contrasto con il diritto dell’Unione.

Sentenza giudiziaria

Ammissibile il ricorso per far dichiarare la prescrizione del reato

Sentenza n. 1509/22 VII sezione penale Cassazione

E' ammissibile il ricorso con il quale si deduce, anche con unico motivo, l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione maturata prima della sentenza impugnata ed erroneamente non dichiarata dal giudice di merito. L'annullamento senza rinvio, in tal caso, rientra fra gli esiti decisori di competenza della settima sezione.

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Lo studio

Studio Legale Marino E Palmieri
Corso Garibaldi 326
Napoli (NA)